Parliamone.
Discutiamone.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.
Tirana - Dopo le revoche nell'amministrazione con la motivazione relativa al coinvolgimento nella campagna elettorale, il Movimento Socialista per l'Integrazione ha inviato una lettera ai capi di Stato e agli ambasciatori. La lettera è stata rivolta al…
Tirana - Dopo le revoche nell'amministrazione con la motivazione relativa al coinvolgimento nella campagna elettorale, il Movimento Socialista per l'Integrazione ha inviato una lettera ai capi di Stato e agli ambasciatori. La lettera è stata rivolta al Premier Edi Rama e al Procuratore Generale, Adriatik Llalla, mentre è stato messo a conoscenza, anche il Presidente Bujar Nishani, il Presidente del Parlamento Ilir Meta, il presidente della KQZ, il capo della missione OSCE-ODIHR, il capo dell'OSCE e delle missioni diplomatiche.<br /><br /> "Il processo elettorale del 25 giugno 2017 impone una rigorosa attuazione della legge in vigore, serietà nel funzionamento dello Stato in generale e del Governo in particolare, come obbligo per avere delle elezioni libere, eque ed incontaminate. Il Governo albanese ha preso, il 2 giugno, una decisione relativa alla Misure e il Monitoraggio dell'Attività, Comportamento o Utilizzo delle Risorse Umane, Finanziarie e Logistiche dell'amministrazione statale durante il processo delle elezioni del 2017. La decisione è stata presa nel corso della riunione del Consiglio dei Ministri, ed è intollerabile che non sia stata sottoposta ad alcun dibattito governativo o possibilità di esprimere le opzioni dai Ministri, ma è stata elaborata ed approvata in modo unilaterale. Nello specifico i membri del gabinetto governativo e i rappresentanti dell'LSI non hanno partecipato alla discussione e sono stati posti davanti al fatto compiuto con una delibera nella quale non sono noti neanche gli autori e coloro che hanno dato le opzioni. Un tale modo, di funzionamento occulto del Governo, dove la responsabilità ricade sul Primo Ministro e il Segretario generale del Consiglio dei Ministri, getta forti sospetti in un momento in cui solo la trasparenza, la comunicazione aperta e il coinvolgimento di tutti gli attori sono le attese dei cittadini in Albania in vista delle elezioni libere ed eque. Purtroppo l'accordo politico del 18 maggio, anziché produrre chiarezza e onestà, ha prodotto una comunicazione a senso unico, chiusa e buia. Anche questa stessa decisione rappresenta un serio contrasto ed arbitrario alla legislazione che regolamenta le elezioni in Albania e le libertà nonché i diritti dell'uomo e questo aggrava la situazione, crea spazi per grossi abusi, che realmente sono avvenuti e sono stati resi ampiamente pubblici. Le revoche senza alcun motivo, abusando gli spazi illegali creati da questa delibera, stanno compromettendo l'andamento normale del processo elettorale, stanno istallando un clima assurdo e di abuso con il potere che ha peggiorato il clima politico e ha nutrito la profonda indignazione dell'opinione pubblica con queste azioni", si afferma sulla lettera dell'LSI riferendosi alla Task Force creata su delibera del Consiglio dei Ministri per monitorare il coinvolgimento della pubblica amministrazione nella campagna elettorale. <a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a><br /><br /> Bisogna ricordare che molti dei revocati, provenivano dall'LSI, tra cui anche l'ex Direttore Generale della Posta Albanese, Majlind Lazimi. Dopo la revoca, una decisione presa per il suo coinvolgimento nella campagna elettorale, Lazimi ha denunciato presso la Procura il Ministro dello Sviluppo Economico, Milva Ekonomi, per abuso d'ufficio nella sua revoca. Quest'ultima ha revocato dalla carica Lazimi la scorsa settimana, una decisione che è stata definita come una vendetta politica da parte dell'LSI. La denuncia arriva mentre gli scontri PS-LSI sono aumentati nelle ultime settimane. <a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a><br /><br /> Intanto il Ministero dell'Istruzione ha deciso di denunciare penalmente alla procura 4 alti funzionari dell'istruzione. Secondo il comunicato stampa, il Ministero ha evidenziato alcuni casi di partecipazione dei dipendenti alle posizioni guida che in contrasto con la legge sono state ingaggiate nella campagna elettorale violando la normativa in vigore. Per tutti i casi sui quali esistono prove documentate, il Ministero dell'Istruzione e dello Sport ha presentato, presso l'organo di Procura, alle rispettive regioni, informando anche la Procura Generale, sui funzionari, come segue: <br /><br /> Responsabile dell'Ufficio d'Istruzione Librazhd, sig.ra Fatbardha Qatja<br /><br /> Responsabile dell'Ufficio d'Istruzione Gramsh, sig. Xhevit Dyrmishi<br /><br /> Responsabile dell'Ufficio d'Istruzione Bulqiza, sig.ra Bedrie Manjani<br /><br /> Capo della Direzione d'Istruzione Regionale Lezha, sig. Bardhok Pula<br /><br /> Il Ministero dell'Istruzione e dello Sport ha espresso la prontezza a collaborare istituzionalmente con gli organi competenti valutando ogni prova depositata nel affrontare con professionalità tutti i casi di illecito coinvolgimento dell'amministrazione statale nella campagna elettorale. <a href="#footnote-4" id="footnote-marker-4-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-5" id="footnote-marker-5-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-6" id="footnote-marker-6-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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