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NOTIZIE · OI-339837 · 16/05/2017 14:30:14 · 3322 g fa3 min lettura
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Corte respinge la richiesta della Procura per il sequestro dei beni di Alfred Peza

DiOsservatorio ItalianoSommario

Tirana - La Corte Suprema ha respinto la richiesta fatta dalla Procura per il sequestro dei beni del deputato socialista Alfred Peza. Nella sua decisione il corpo di cinque giudici non ha accettato la richiesta presentata dalla Procura per i gravi crimini.…

Tirana - La Corte Suprema ha respinto la richiesta fatta dalla Procura per il sequestro dei beni del deputato socialista Alfred Peza. Nella sua decisione il corpo di cinque giudici non ha accettato la richiesta presentata dalla Procura per i gravi crimini. Secondo questa richiesta la Procura pretendeva di mantenere sotto sequestro i beni del deputato Peza e della sua consorte. La Procura ha spiegato che la richiesta presentata alla Corte Suprema era solo per il reato penale di riciclaggio di denaro, mentre dall'altra parte non sono stati resi noti gli argomenti relativi a tale decisione. La richiesta dall'accusa è stata presentata alla Corte Suprema perché Peza è deputato, dopo aver realizzato l'atto-perizia delle entrate della famiglia Peza nel corso degli anni. In questo modo è stata dimostrata la mancata corrispondenza tra le entrate dichiarate (redditto) dal deputato e la sua consorte. Pertanto, secondo la Procura, sono iniziati anche i sospetti che il deputato Peza ha occultato il patrimonio.<br /><br /> In precedenza, l'1% delle azioni dal valore di circa 113 milioni di lek, redditto della moglie del deputato Alfred Peza presso una banca commerciale a Tirana, è stato messo sotto sequestro preventivo l'18 aprile dalla Corte per i Crimini Gravi, in conformità alla legge antimafia, misura che resta in vigore. Le accuse di occultamento del redditto verso Peza sono iniziate dopo la pubblicazione, da parte dei media, del contratto d'acquisto delle azioni presso una banca commerciale da parte della consorte del deputato dal valore di circa 1.3 miliardi di lek. Lo stesso deputato, con le sue affermazioni rilasciate ai media, ha asserito che il redditto è lecito e lo ha dichiarato ogni anno alle istituzioni pertinenti. Dall'inchiesta realizzata relativa a questo procedimento penale, risulta che Alfred Peza e la sua consorte, Mirela Ndini, possiedono un redditto mobile ed immobile e una liquidità, che sono stati allineati, eseguendo l'acquisto nella misura dell'1% delle azioni della banca. In funzione all'indagine sono emersi sospetti ragionevoli che i consorti Alfred Peza e Mirela Ndini hanno creato ed aumentato i depositi bancari con entrate non coperte e non evidenziate sui registri pubblici, il che costituisce un motivo per l'esistenza del sospetto fondato sulla loro legittimità. Alcuni mesi fa, su iniziativa propria la Procura Generale ha avviato le indagini verso il deputato Alfred Peza per l'accusa di "occultamento al patrimonio" (ricchezza, redditto) e "riciclaggio di denaro" in collaborazione. Le indagini della Procura Generale si stanno svolgendo per mancato pagamento delle tasse, falsa dichiarazione del redditto e riciclaggio di denaro, mentre lo stesso Peza ha reagito più volte dicendo che lo stesso, con la sua consorte hanno creato in modo lecito il redditto e che questo processo è una attacco contro la sua persona. Bisogna ricordare che l'inchiesta ha avuto inizio dopo la pubblicazione da parte dei media di alcuni dati, secondo cui il deputato ha acquistato azioni presso una banca commerciale, come citato sopra, dal valore di 1.1 miliardi di lek. <a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-4" id="footnote-marker-4-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-5" id="footnote-marker-5-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-6" id="footnote-marker-6-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-7" id="footnote-marker-7-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-8" id="footnote-marker-8-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-9" id="footnote-marker-9-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-10" id="footnote-marker-10-1" rel="footnote">[10]</a><br /> <br /> <br />

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