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Tirana - Dopo che la Albpetrol, la società statale che gestisce i giacimenti di petrolio e gas nel Paese, ha invitato gli investitori ad esprimere l'interesse per tre zone libere di petrolio e gas, sono giunte anche le prime reazioni. <br /><br /> Il 2…
Tirana - Dopo che la Albpetrol, la società statale che gestisce i giacimenti di petrolio e gas nel Paese, ha invitato gli investitori ad esprimere l'interesse per tre zone libere di petrolio e gas, sono giunte anche le prime reazioni. <br /><br /> Il 2 maggio è scaduto il termine ultimo per esprimere l'interesse verso i giacimenti liberi di petrolio e di gas: quello di Gorisht-Kocul; Cakran-Mollaj e le aree sul mare Adriatico, le zone 2, 3 e 4. Fonti della Albpetrol hanno ammesso che sono due le società che hanno espresso l'interesse, ma i loro nomi non possono ancora essere resi pubblici, dato che le offerte sono in fase di valutazione. <br /><br /> I giacimenti di petrolio e di gas a Cakran-Mollaj e Gorisht-Kocul sono ritornati sotto la gestione del Governo albanese, dopo che nel mese di ottobre dello scorso anno, la Albpetrol ha informato il concessionario TransAtlantic Albania della sospensione unilaterale degli accordi idrocarburi per questi importanti giacimenti del sottosuolo albanese, per mancata soddisfazione del contratto e mancata realizzazione degli investimenti (su ambedue le zone la realizzazione di fatto degli investimenti non era superiore a 10%). L'Albpetrol ha sequestrato le attrezzature e il petrolio trovato sui depositi ed ha rimesso in funzione i pozzi. Mentre nel mese di marzo di quest'anno, Albpetrol sh.a., ha iniziato la procedura per lo scioglimento dell'accordo sugli idrocarburi con la Emanuelle Adriatic Energy Ltd, un'azienda israeliana, che aveva il diritto di esplorazione del petrolio nei tre blocchi sul mare Adriatico, "Adriatik 2, 3 e 4". Il motivo della rottura dell'accordo con la società registrata offshore a Qipro era l'inattività e il mancato investimento negli ultimi tre anni. Affianco ai sopramenzionati blocchi, per i quali si stanno cercando nuovi investitori, a marzo la Albpetrol ha revocato alla società Phoenix Petroleum il blocco del petrolio ad Amonica. La procedura è stata lanciata per la verifica della situazione sui cinque blocchi del gas naturale: Panaja, Frakull, Povelçe, Divjaka, Ballaj-Kryevidh. Dalle verifiche preliminari risulta che tutti e cinque questi giacimenti non hanno prodotto neanche un metro cubo di gas e di conseguenza si aspetta che i rispettivi accordi vengano revisionati. Come conseguenza dell'amara esperienza in passato, fonti di Albpetrol hanno affermato che ormai saranno molto più attenti nella selezione dei nuovi investitori. <a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a><br /><br /> <br /><br /> Altra esecuzione per la Transatlantic<br /><br /> La società che fino al mese di ottobre ha sfruttato i giacimenti di petrolio e gas a Cakran-Mollaj, Gorisht-Kocul, dovrà fare i conti con la furia dei creditori che stanno chiedendo il sequestro degli assets, a causa delle fatture e gli obblighi non pagati. Un altro ordine di sequestro è stato rilasciato per l'azienda il 27 aprile con il quale si attende la riscossione degli interessi di mora per una serie di fatture fiscali. In precedenza gli ufficiali giudiziari hanno chiesto il sequestro dei conti correnti della Transatlantik per mancato pagamento delle bollette fiscali verso la "GR Albania" (per un debito di 71 mila dollari) e "EL-BU 2009" (debito di 20 mila euro). Ma vi sono altri verso i quali la società ha degli obblighi da soddisfare. Ad esempio la sede doganale di Fier ha chiesto il ripristino dell'obbligo di 170 mila euro, altrimenti passerà in esecuzione obbligatoria. Altri ancora sono la società "Zekaj & Garant", ma anche verso l'Albpetrol il debito è stimato a circa 20 milioni di dollari. <a href="#footnote-4" id="footnote-marker-4-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br /> <br /> <br />
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