Parliamone.
Discutiamone.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.
Skopje - Una violenza mai vista è scaturita presso il Parlamento della Fyom-Macedonia. Degli hooligans si sono introdotti nell'aula parlamentare, dopo l'elezione del Presidente del Parlamento, Talat Xhaferi, il primo di nazionalità albanese eletto per…
Skopje - Una violenza mai vista è scaturita presso il Parlamento della Fyom-Macedonia. Degli hooligans si sono introdotti nell'aula parlamentare, dopo l'elezione del Presidente del Parlamento, Talat Xhaferi, il primo di nazionalità albanese eletto per ricoprire una carica così elevata. Il leader di SDSM, Zoran Zaev e almeno altre nove persone sono rimaste ferite dopo l'improvviso ingresso di circa 100 manifestanti nel Parlamento macedone innervositi dall'elezione del Presidente del Parlamento definita ingiusta. Le immagini video parlano da sole; la Polizia non si vede da nessuna parte e neanche le guardie del Parlamento che sono andate via e non hanno preso alcuna misura per liberare l'istituzione invasa dai manifestanti violenti. Questi ultimi hanno picchiato i deputati e i giornalisti. Attraverso le immagini video si vede, sanguinante in faccia, il leader dell'opposizione di sinistra, Zoran Zaev; un uomo anziano che prende per i capelli il vice leader dell'SDSM, Radmila Šekerinska e il lancio di una sedia contro i deputati dell'SDSM. Il caos è scaturito dai manifestanti e simpatizzanti del partito della destra VMRO-DPMNE dell'ex Premier, Nikola Gruevski. Almeno una persona mascherata è stata vista nell'edificio dalle immagini pubblicate dalla televisione locale, "TV Nova".<br /><br /> La situazione dentro e fuori il Parlamento ha avuto un percorso di costante e crescente tensione. Dopo svariate sessioni plenarie fallite per l'elezione del nuovo Presidente del Parlamento, la maggioranza parlamentare, rappresentata dai deputati dell'SDSM, l'Alleanza per gli Albanesi, BDI, e il Movimento Besa, hanno eletto a capo del legislativo macedone, Talat Xhaferi proveniente dal BDI di Ali Ahmeti. Lo stesso è il primo albanese eletto ad una carica così elevata. Subito dopo la votazione, questi ha fatto il giuramento mentre la sedia del Presidente del Parlamento è stato mantenuta bloccata dai deputati di VMRO-DPMNE, che si sono opposti fermamente a questa votazione.<br /><br /> "Onorati deputati, per la prima volta viene eletto il Presidente del Parlamento in tali condizioni. Vi prometto che sarò Presidente del Parlamento e lavorerò in base alla Costituzione. Non permetterò l'usurpazione del Parlamento. Vi ringrazio per l'onore e la fiducia che avete avuto nei miei confronti", ha sottolineato Talat Xhaferi.<br /><br /> Durante il pomeriggio la situazione si è fatta molto tesa in Parlamento, accompagnata da fischi, grida, applausi e canti, tra cui anche il canto dell'inno nazionale da parte di Krste Mukovski dal VMRO-DPMNE, il che ha fatto alzare in piedi tutti i deputati. In seguito è giunta la reazione del deputato del Movimento BESA, Zeqirija Ibrahimi. Lo stesso ha espresso il dispiacere per il fatto che è stato abusato il regolamento del Parlamento ed è stato permesso il canto dell'inno nel Parlamento macedone.<br /><br /> "Rispetto l'inno, ma gli albanesi hanno il proprio inno. Poiché avete permesso il canto di una parte dell'inno in lingua macedone, canterò anch'io l'inno degli albanesi", ha riferito questi, dopodiché ha intonato l'inno nazionale dal podio del Parlamento.<br /><br /> Dopo l'inno, i deputati dell'SDSM hanno iniziato a gettare responsabilità su Nikola Gruevski chiedendo la sua reclusione nel carcere di Shutka. <br /><br /> Intanto, fuori dall'aula, la situazione si è fatta molto tesa; manifestanti e sostenitori di Gruevski hanno espresso la loro contrarietà gridando "Per una Macedonia Unita". Nel corso della conferenza stampa tenutasi all'interno della sede del Parlamento, il leader dell'SDSM, Zoran Zaev, si è espresso in merito ai due nuovi vice Presidenti del Parlamento uno dei quali di etnia albanese.<br /><br /> "Su 67 deputati partecipi, Talat Xhaferi è stato eletto Presidente del Parlamento con 61 voti a favore. Vi faccio gli auguri per la carica di nuovo capo. Goran Misoski e Xhevat Ademi sono stati eletti vice Presidenti", ha affermato il leader di SDSM, Zoran Zaev.<br /><br /> I manifestanti e i sostenitori di diverse forze parlamentari, uniti fuori dal Parlamento, hanno rifiutato la creazione di un Governo di coalizione tra i socialdemocratici e i rappresentanti della minoranza albanese, che secondo loro, colpirebbe l'unità nazionale della Fyrom-Macedonia. Questi hanno contestano la richiesta per dare alla lingua albanese lo status di lingua ufficiale in tutto il territorio del Paese. <a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> La situazione continua ad essere accesa<br /><br /> Dopo il caos e la violenza di questo giovedì 27 aprile, i media macedoni hanno riferito che esiste il rischio di esplosione di una guerra etnica tra gli albanesi e i macedoni. A seguito degli scontri avvenuti in aula, il leader dell'SDSM, Zoran Zaev è rimasto ferito ma non corre alcun rischio. Ha riportato alcune ferite anche il deputato albanese nonché leader dell'Alleanza per gli Albanesi, Ziadin Sela, le cui condizioni, però, risulterebbero più gravi. Come è stato reso noto dai media, tutti i deputati si sono radunati nella parte superiore, nell'aula delle conferenze, per scampare da possibili scontri con i manifestanti nazionalisti di VMRO-DPMNE. Feriti sono rimasti anche molti giornalisti. Intanto, gli hoolingans uniti fuori dal Parlamento non hanno permesso ai soccorritori giunti con le ambulanze di entrare per prestare soccorso ai feriti Zoran Zaev, il vice leader dell'SDSM Damian Mançevski, Maksim Dimitrievski e Zijadin Sela. Secondo i dati ufficiali, il numero dei feriti ha raggiunto quota otto, sette dei quali alla testa che sono stati ricoverati presso l'ospedale di Skopje. I deputati sono rimasti isolati ed hanno iniziato a scendere dalla parte superiore dell'aula delle conferenze stampa, per motivi di sicurezza. Successivamente sono intervenute le forze speciali su ordine del Ministero degli Interni per far uscire dall'edificio del Parlamento i deputati isolati dopo la violenza. I giornalisti segregati all'interno, hanno comunicato che la Polizia ha usato gas lacrimogeno per allontanare i manifestanti. Secondo il Ministero degli Interni, nelle ultime ore sono stati evacuati 30 deputati. Intanto presso lo stato maggiore operativo guidato dal Ministro degli Interni, Agim Nuhiu, vi erano anche il direttore dell'ufficio per la sicurezza pubblica, Mitko Cavkov, il vice direttore Besir Deari ed altri funzionari degli Interni. <br /><br /> "Nel tentativo di assumere il controllo nelle nostre mani abbiamo dato l'ordine che la Polizia intraprenda tutte le misure. Stiamo facendo degli sforzi per stabilire il pieno controllo ed abbiamo usato delle bombe a gas", ha affermato il Ministro Nuhiu facendo appello ai cittadini a non circolare presso il Parlamento.<br /><br /> Intanto, la giornalista Fatlume Dervishi ha riferito che i giornalisti si sentono a rischio perché il numero dei manifestanti sta aumentando, mentre la Polizia non sta difendendo i presenti. Successivamente i manifestanti hanno attaccato i giornalisti chiamandoli spie. Secondo Dervishi un certo numero di hooligans è uscito dall'edificio del Parlamento a causa del gas lacrimogeno. La situazione anche dopo la mezzanotte ha continuato ad essere tesa e il numero dei manifestanti è aumentato. Questi sono giunti dalla capitale ma anche da altre città del Paese. Secondo gli ultimi riferimenti, l'unità speciale sta facendo degli sforzi per far evacuare i deputati e i giornalisti isolati. Sono stati uditi anche degli spari con bombe shock. Tuttavia non ci sono informazioni se le bombe sono state lanciate dalla Polizia o dai manifestanti. A tarda ora, il Presidente della Repubblica, Gjorge Ivanov ha tenuto una conferenza stampa dove ha invitato ad un tavolo i leader dei partiti politici. <a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-4" id="footnote-marker-4-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-5" id="footnote-marker-5-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-6" id="footnote-marker-6-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-7" id="footnote-marker-7-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-8" id="footnote-marker-8-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-9" id="footnote-marker-9-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-10" id="footnote-marker-10-1" rel="footnote">[10]</a><br /> <br /> Reazioni nazionali ed internazionali<br /><br /> In quadro alla situazione tesa, il nuovo Presidente del Parlamento, Talat Xhaferi ha invitato i presenti a non farsi prendere dal panico. Intanto nel corso di una breve conferenza stampa, l'ambasciatore della Svezia nella Fyrom-Macedonia, Mats Stafanson, si è espresso, a nome degli ambasciatori dell'UE a Skopje, in merito alla straordinaria situazione in cui si trova il Paese. Lo stesso ha sollecitato le parti ad auto-contenersi e non esercitare atti di violenza contro i rappresentanti del popolo eletti con il voto libero.<br /><br /> "Le parti devono prendere le distanze da atteggiamenti violenti e la retorica che può peggiorare la situazione. Ormai è compito della Polizia locale intraprendere tutte le misure per non permettere il degrado della situazione. In questo momento serve molto dialogo tra le parti", ha affermato l'ambasciatore svedese, definendo inammissibile la violenza esercitata dai manifestanti contro i deputati.<br /><br /> Il diplomatico ha criticato anche la Polizia del Ministero degli Interni, a causa dell'incapacità di intervenire e fermare le tensioni. <br /><br /> "Abbiamo ottenuto informazioni nelle ultime ore, abbiamo visto la violenza esercita dai cittadini nei confronti degli eletti. Questo è inammissibile. Facciamo appello affinché si ritirino. Questo è il tempo del dialogo, calma e auto-contenimento. I partiti devono frenare le retoriche, che possono peggiorare la situazione. La Polizia faccia il possibile affinché questi atti non accadano", ha affermato l'ambasciatore svedese nel corso della conferenza alla quale hanno partecipato gli ambasciatori di Gran Bretagna, Paesi Bassi, Stati Uniti, Germania e molti altri.<br /><br /> La violenza in Parlamento è stata condannata anche dall'Alto Rappresentante dell'UE, Federica Mogherini, attraverso una lettera pubblicata sulla pagina ufficiale della Commissione Europea. La stessa ha sollecitato i responsabili dell'ordine a prendere misure urgenti per mettere al sicuro i membri del Parlamento.<br /><br /> "La democrazia deve agire; siamo stati informati dell'elezione di Talat Xhaferit in qualità di Presidente del Parlamento ed abbiamo ottenuto una nota positiva per la sua elezione. L'UE considera che il dialogo politico presso le istituzioni sia l'unica via da seguire e i partiti politici devono creare le istituzioni del Paese, il prima possibile, come atto democratico. La Fyrom-Macedonia è un Paese candidato all'UE e quest'ultima è pronta a collaborare con il Parlamento per le riforme necessarie a posizionare il Paese sul percorso euro-atlantico", è quanto si apprende dalla reazione pubblicata da Mogherini. <br /><br /> Anche l'ex Premier della Fyrom-Macedonia, Nikola Gruevski ha rivolto un appello per far calmare le acque.<br /><br /> "La violenza non è una soluzione, bisogna ridurre le tensioni. Il popolo non deve cadere preda alle provocazioni dell'SDSM e di coloro che desiderano mettere lo Stato in una crisi ancora più profonda", ha riferito Gruevski. <br /><br /> Appelli alla calma sono stati fatti anche dal Commissario per l'allargamento, Johannes Hahn, e il Ministro degli Esteri della Slovacchia, Miroslav Lajcak, il quale ha definito inammissibili gli atti di violenza. Invece i deputati dell'Unione Democratica per l'Integrazione (BDI), il Movimento Besa hanno invitato i cittadini alla calma e ad uscire dalle loro case solo se ne hanno realmente bisogno. Il Ministero degli Esteri del Kosovo e quello dell'Albania mediante un comunicato stampa hanno informato che stanno seguendo, con preoccupazione, la situazione creatasi nella Fyrom-Macedonia e l'attacco sferrato contro i deputati e i cittadini. Gli atti di violenza e gli scontri con i rappresentanti eletti sono stati definiti inammissibili ed è stato riferito che non servono affatto alla democrazia, alla pace e alla stabilità nel Paese vicino. <a href="#footnote-11" id="footnote-marker-11-1" rel="footnote">[11]</a> <a href="#footnote-12" id="footnote-marker-12-1" rel="footnote">[12]</a> <a href="#footnote-13" id="footnote-marker-13-1" rel="footnote">[13]</a> <a href="#footnote-14" id="footnote-marker-14-1" rel="footnote">[14]</a> <a href="#footnote-15" id="footnote-marker-15-1" rel="footnote">[15]</a><br /><br /> <br /><br /> La crisi macedone<br /><br /> Dopo le elezioni anticipate di dicembre e il fallimento di Nikola Gruevski nel creare una coalizione governativa con BDI, l'SDSM di Zoran Zaev è riuscito in quest'impresa raggiungendo una coalizione con i partiti albanesi. Questi ultimi sono riusciti, per la prima volta, ad unirsi in una sola coalizione albanese, dopo la sottoscrizione di una piattaforma, che comprendeva tra l'altro il riconoscimento della lingua albanese come lingua ufficiale nella Fyrom-Macedonia. Questo ha comportato la reazione di VMRO-DPMNE, fornendo la possibilità a Zaev di costituire una bassa maggioranza, senza gli albanesi, che Gruevski avrebbe riconosciuto come Governo. Ma tale proposta è stata respinta da Zaev che ha presentato la domanda al Presidente della Repubblica, Gjorge Ivanov, al fine di ottenere il mandato per costituire il Governo. Quest'ultimo l'ha respinta, sostenendo che la piattaforma è stata firmata a Tirana e considerando il patto un intervento di un Paese estero nella Fyrom-Macedonia, accusando dunque l'Albania. L'Unione Europea e gli Stati Uniti hanno riconosciuto le elezioni, e la coalizione creata da Zoran Zaev, sollecitando svariate volte il Presidente della Repubblica, facente parte della destra, Gjorge Ivanov, di rivedere il suo rifiuto a dare il mandato al leader dell'SDSM, Zoran Zaev, per formare con i partiti albanesi un Governo di coalizione ottenendo la maggioranza in Parlamento ossia 67 deputati su 120. Inoltre, l'UE e gli Stati Uniti hanno sollecitato il partito VMRO-DPMNE a fermare le tattiche di ostacolo, le quali non stanno facendo altro che peggiorare la lunga crisi politica nella Fyrom-Macedonia. Bisogna ricordare che da quando il Presidente Ivanov si è rifiutato di dare il mandato alla coalizione di Zaev con i partiti albanesi, a Skopje hanno avuto luogo oltre 43 proteste ed i manifestanti hanno presentato degli slogan contro la creazione del nuovo Governo guidato dall'SDSM, e contro la piattaforma dei partiti albanesi, dicendo che difenderanno la Fyrom-Macedonia da questa coalizione. Le proteste sono state organizzate con il sostegno del partito VMRO-DPMNE di Nikolla Gruevski e sono state rivolte contro l'ufficializzazione della lingua albanese in tutta la Fyrom-Macedonia. <br /><br /> Quest'utlima sta affrontando, da due anni, una crisi politica dopo le ultime elezioni parlamentari regolari il cui risultato non è stato accettato dall'opposizione socialdemocratica. L'arena si è accesa alcuni mesi dopo, a seguito della pubblicazione da parte dell'SDSM di intercettazioni illegali (realizzate dai servizi macedoni della maggioranza VMRO-DPMNE) che hanno scoperto fatti di corruzione che hanno coinvolto i più elevati ambiti del potere. <br /> <br /> <br />
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