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NOTIZIE · OI-339572 · 27/04/2017 11:00:43 · 3342 g fa5 min lettura
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Autorità Stradale scioglie contratto con la ''Serenissima''

DiOsservatorio ItalianoSommario

Tirana - L'Autorità Stradale Albanese ha revocato il diritto di proseguire i lavori per il bypass di Fier e di Valona alla società italiana "Serenissima Costruzioni". Questo è quanto ha affermato per Shqiptarja.com il direttore generale di ARRSH, Dashamir…

Tirana - L'Autorità Stradale Albanese ha revocato il diritto di proseguire i lavori per il bypass di Fier e di Valona alla società italiana "Serenissima Costruzioni". Questo è quanto ha affermato per Shqiptarja.com il direttore generale di ARRSH, Dashamir Xhika. A suo dire, l'istituzione da lui guidata ha inviato una lettera alla società in questione la scorsa settimana informandola che definisce intollerabile l'ulteriore estensione delle scadenze della costruzione delle due dalle più serie opere infrastrutturali stradali, oltre ogni limite previsto sui contratti sottoscritti dalle due parti. Di conseguenza, l'ARRZH (Autorità Stradale Albanese) considera dal canto suo, concluso, il rapporto contrattuale. Intanto, Xhika ha spiegato che, siccome i progetti si stavano realizzando con il finanziamento estero, nello specifico delle due banche europee: la Banca Europea degli Investimenti (BEI) e la Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo (BERS), la parte albanese ha informato, nel contempo, i due partner finanziatori dando loro la possibilità di dire l'ultima. Ma le speranze per un ''ritorno indietro'' sembrano essere minime. <a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a> Come informa la TV Klan, la lettera di ARRSH è stata inviata anche al Ministero dei Trasporti, quello delle Finanze, l'ufficio dell'Unione Europea, e la BEI e BERS, per metterli a conoscenza. In questo modo, senza precedenti, la società non solo non ha rispettato i termini del contratto ma i ritardi nella costruzione della strada sono risultati considerevoli.<br /><br /> "In base a quanto stabilito dal contratto, i lavori sulla strada dovevano essere già ultimati per la misura del 75%, mentre voi li avete avanzati solo del 12%, rendendo impossibile il termine della sua ultimazione che è il 13 ottobre del 2017", si cita sulla lettera, sottolineando che "non avete soddisfatto gli obblighi contrattuali".<br /><br /> Infine alla società sono stati dati 14 giorni per realizzare la chiusura della documentazione e lasciare il cantiere. In tutta questa storia, non viene menzionato nulla sui subappaltatori della società "Serenissima" che hanno lavorato per conto loro in questi assi e pretendono che la società italiana debba 17 milioni di euro di obblighi. Gli italiani hanno preso 80 milioni di euro per completare i due bypass di Fier e quello di Valona. <a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a><br /><br /> <br /><br /> La storia<br /><br /> Nel periodo in cui la "Serenissima" ha vinto gli appalti per la costruzione dei due bypass di Fier e Valona, la stessa aveva un ricco CV nel suo Paese, controllata dalla "A4 Holding", che gestisce una dalle più affollate autostrade in Italia ed è anche proprietaria della società "Brescia-Padova". In realtà, anche il Governo albanese si è stupito per il prezzo stranamente basso proposto dalla compagnia per realizzare i lavori. Ma non aveva un motivo valido per rifiutarla. In questo modo ha vinto l'appalto internazionale per la costruzione del bypass di Fier, sottoscrivendo il contratto con l'ARRSH il 18 marzo del 2013, durante il Governo Berisha. In seguito, con il Governo Rama, nel mese di marzo del 2015 è stato sottoscritto l'accordo tra la società "Serenissima Construction International" e l'Autorità Nazionale delle Strade anche per la costruzione del bypass di Valona. Lo scorso anno, è stato il Ministro delle Finanze, Arben Ahmetaj ad aver gettato, per la prima volta, alcuni dubbi sulle basse offerte con le quali la società aveva vinto i rispettivi appalti. Alla commissione parlamentare di Economia lo stesso ha detto che "una dalle principali problematiche del bypass di Fier è anche il basso costo irreale dell'appalto e la questione principale riguarda sia i contractor che i subappaltatori. Entrambi i bypass sono sul tavolo delle trattative del Governo per una soluzione", ha affermato il Ministro quando è stato discusso l'atto normativo per la modifica al bilancio dello Stato. <br /><br /> In realtà, il bypass di Fier, durante la progettazione, è stato stimato che avrebbe costato circa 60 milioni di euro, tutti finanziati con crediti. Ma nel corso dell'appalto realizzato, la società italiana "Serenissima" si è offerta di svolgere i lavori per circa 40 milioni di euro, nello specifico 20 milioni di euro in meno rispetto al fondo limite. Una cifra, questa, stranamente bassa. In seguito, non solo i lavori sono stati bloccati, a Fier e Valona, ma il ramo della società edile registrata in Albania, la "Serenissima Costruzioni Tirana", ha dichiarato un bilancio in perdita di 156 milioni di lek (quasi 1.1 milioni di euro) per il 2015, dopo aver già dichiarato delle perdite di 166 milioni di altri lek anche nel 2014. <a href="#footnote-4" id="footnote-marker-4-1" rel="footnote"></a><br /><br /> <br /><br /> Problemi riscontrati anche in Italia<br /><br /> La stampa italiana "Vicenza più" ha scoperto che, nell'ultimo periodo, la società italiana, una volta molto prestigiosa, ha avuto dei problemi anche nel suo Paese. Aggiungendo che sulle transazioni sospette è stata informata ormai anche la Procura albanese. Secondo i media, in Italia la Serenissima è stata venduta ad una società della Puglia, che era prima il suo fornitore, LCI Srl, su orfine forse del gigante spagnolo Abertis, che ha preso il controllo della società madre della Serenissima (A4 Holding). Secondo la "Vicenza più", si tratta di un'operazione non pulitissima sicché anche la Procura di Tirana è stata informata in merito a ciò, dato che la società acquirente ha mantenuto le promesse della società che ha acquistato. Dall'altra parte, anche quest'acquisto non è stato reso pubblico attraverso i documenti.<br /><br /> "A quanto pare, abbiamo a che fare con degli affari sporchi esportati fuori dall'Italia", conclude il quotidiano di Vicenza. <a href="#footnote-5" id="footnote-marker-5-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />

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17
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2
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Aziende
2
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