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Podgorica - La Rete per l'Affermazione del Settore Non Governativo (MANS) ha inviato, giovedì 6 aprile, all'Amministrazione portuale del Montenegro (Lucka uprava Crne Gore) le osservazioni in merito al Progetto della concessione e l'Accordo sull'uso…
Podgorica - La Rete per l'Affermazione del Settore Non Governativo (MANS) ha inviato, giovedì 6 aprile, all'Amministrazione portuale del Montenegro (Lucka uprava Crne Gore) le osservazioni in merito al Progetto della concessione e l'Accordo sull'uso commerciale del Porto di Bar (Luka Bar), chiedendo il ritiro dei presenti documenti dall'udienza pubblica, avviata il 23 marzo, perché contengono una serie di regolamenti controversi che danneggiano il Montenegro e la sua economia e favoriscono la società polacca OT Logistics (OTL) come potenziale acquirente del Porto di Bar. MANS cita che l'Amministrazione portuale, attuando la procedura di concessione, ha direttamente violato la legge sui porti, perché il progetto di legge sulle concessione non contiene alcuna valutazione della fattibilità tecnica e finanziaria dei servizi portuali, aggiungendo che gli allegati al contratto di concessione che dovrebbero specificare in cosa saranno investiti i presunti 15 milioni di euro, sono stati nascosti al pubblico. MANS ha spiegato che un investimento effettivo in quello che resta al Paese è solo nelle infrastrutture, mentre gli investimenti negli impianti e nelle strutture portuali, in realtà, rappresentano un investimento dell'acquirente stesso, ricordando la privatizzazione della società Kontejnerski terminal i generalni tereti (KTGT), con cui il Governo ha permesso all'investitore turco di investire nell'infrastruttura soltanto 2 milioni di euro, mentre l’importo restante su un totale di 13,3 milioni di euro è utilizzato per le attrezzature che rimangono in possesso della società turca. Il coordinatore della MANS, Ines Mrdovic, ritiene che il progetto dell'accordo di concessione per il Porto di Bar contiene anche altri regolamenti dannosi che favoriscono un potenziale acquirente, tra i quali quello che stabilisce che non si verificherà la risoluzione del contratto nel caso in cui l'acquirente non realizzasse il 25% degli investimenti. Mrdovic ha sottolineato che il presente documento non stabilisce chiaramente neanche il modo in cui lo Stato potrà controllare l'adempimento agli obblighi derivanti dal contratto di concessione, aggiungendo che all'acquirente è data la possibilità di modificare l'attività della porto montenegrino, nonché di caricare anche le merci pericolose e immagazzinare tutti i tipi di carico. Il modo in cui il Governo sta vendendo le sue azioni nel Porto di Bar e la velocità con cui si sta preparando la concessione per il potenziale acquirente confermano i dubbi che si tratti di un'altra privatizzazione dannosa per i lavoratori e lo Stato, ha concluso Mrdovic.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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