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NOTIZIE · OI-338703 · 08/03/2017 09:30:16 · 3392 g fa4 min lettura
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Dall'Italia non è giunto alcun container con i rifiuti

DiOsservatorio ItalianoSommario

Tirana - La Direzione delle Dogane ha negato, categoricamente, che sul territorio albanese è passato anche solo un container con i rifiuti, durante lo scorso anno, denuncia questa che è stata pubblicata da un portale sconosciuto italiano "Pianeta Italia".…

Tirana - La Direzione delle Dogane ha negato, categoricamente, che sul territorio albanese è passato anche solo un container con i rifiuti, durante lo scorso anno, denuncia questa che è stata pubblicata da un portale sconosciuto italiano "Pianeta Italia". Nel corso di un'intervista per TV Klan, la direttrice generale delle dogane, Belinda Ikonomi, ha mostrato l'elenco con 1120 container che sono entrati durante il 2016 nella Dogana di Durazzo con destinazione la Fyrom-Macedonia. Su quest'elenco si vede qualsiasi prodotto, a partire da quelli alimentari, e persino i materiali dell'edilizia, ma nessun container è risultato avere al suo interno dei rifiuti. Nonostante la lista rilasciata dal sistema elettronico in Albania, Ikonomi ha spiegato che subito dopo la pubblicazione di questa notizia si sono messi in moto i servizi doganali di intelligence albanese, richiedendo i dati alle autorità italiane e quelle macedoni. La parte italiana ha riferito che non vi è alcuna traccia che indica la partenza di container con rifiuti verso l'Albania.<br /><br /> A fronte delle preoccupazioni sollevate dalla notizia pubblicata sul portale italiano, la Procura albanese ha avviato un'indagine per far luce sul caso. Le dogane hanno messo a disposizione l'intera documentazione che è stata richiesta. Il portale italiano ha riferito di aver a disposizione i documenti su 1.300 container scomparsi, sul suolo albanese, ma finora non ha pubblicato neanche uno solo documento. <a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a><br /><br /> Sebbene inizialmente sia stata soltanto una notizia, pubblicata da un portale sconosciuto senza contenuto e documenti, il caso dei rifiuti urbani ed industriali scomparsi sul suolo albanese, destinati alla discarica di Skopje e partiti dal porto di Gioia Tauro, è stato trattato dai media italiani, macedoni, albanesi e di recente anche greci. La notizia non è sfuggita neanche al leader dell'opposizione albanese, Lulzim Basha. Parlando dalla tenda della protesta allestita nei presi della Presidenza del Consiglio, Basha si è espresso in merito ai rifiuti, chiedendo al Primo Ministro, Edi Rama, di rispondere alla questione dei container con rifiuti che sono entrati in Albania. Inoltre, Basha ha chiesto alla Procura di avviare le indagini, sottolineando che la salute degli albanesi è in pericolo.<br /><br /> "Nel 2013 Rama è giunto al Governo anche con i voti di coloro che speravano venisse revocata, una volta buona, la legge sui rifiuti, ma appena ha ottenuto i voti, si è scordato di questa promessa", ha asserito il leader del PD, Lulzim Basha nel 17° giorno della protesta il cui principale obiettivo sono le dimissioni del Premier Rama e la creazione del Governo tecnico per la realizzazione di elezioni libere ed oneste.<br /><br /> Lo stesso ha evidenziato che Rama non solo ha violato la promessa, ma ha portato la legge modificata in Parlamento, e attualmente le notizie esplodono da tutte le parti.<br /><br /> "Le notizie stanno esplodendo da tutte le parti, e stiamo aspettando la loro conferma. A quanto pare abbiamo a che fare con un grande crimine, si tratta di 3.100 container, con un peso ciascuno di svariate tonnellate", ha asserito Basha, evidenziando che si tratta di rifiuti rischiosi entrati in Albania in contrasto con la legge, la Costituzione, e contro il desiderio di tutti i cittadini albanesi.<br /><br /> Lo stesso ha fatto un appello alla Procura alla quale ha chiesto di avviare le indagini sui rifiuti pericolosi che secondo lui possono esser entrati di nascosto in Albania, aggiungendo che la mafia dei rifiuti e la mafia della droga dettano l'agenda del Premier Rama. Per quanto riguarda il Vetting, Basha ha affermato che appena saliranno al potere faranno il vero Vetting. <a href="#footnote-4" id="footnote-marker-4-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-5" id="footnote-marker-5-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-6" id="footnote-marker-6-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-7" id="footnote-marker-7-1" rel="footnote"></a><br /><br /> Anche i media greci hanno dedicato attenzione e spazio alle pretese del portale italiano. Secondo la CNN in lingua greca sono cinque le città albanesi in cui sono stati sepolti i rifiuti pericolosi giunti dall'Italia nello specifico Durazzo, Fier, Valona, Scutari e Dibra. Le suddette città sono state menzionate dall'ex Primo Ministro, Sali Berisha, come potenziali aree in cui possono essere stati sepolti i rifiuti. La notizia è stata pubblicata anche dai media greci come l'agenzia "Lifo", il quotidiano "Proto Thema". Secondo quest'ultima, la responsabilità è del Governo e del Premier, Edi Rama, sulla scomparsa senza tracce di migliaia di tonnellate di rifiuti pericolosi giunti dal porto italiano di Gioia Tauro. La "Proto Thema" fa riferimento all'articolo pubblicato dal quotidiano italiano "Roma", che riferendosi alla Guardia di Finanza e le ambasciate a Tirana e Skopje, ha sottolineato che i rifiuti pericolosi non sono mai arrivati nella Fyrom-Macedonia, e sono state ultimate anche le indagini per trovare dove sono stati sepolti i rifiuti. Il quotidiano italiano, riferendosi ai servizi dell'Antimafia italiana in Calabria ha sottolineato che la questione riguarda l'organizzazione mafiosa italiana "Ndrangheta". <a href="#footnote-8" id="footnote-marker-8-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-9" id="footnote-marker-9-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-10" id="footnote-marker-10-1" rel="footnote">[10]</a><br /> <br /> <br /> <br />  <br />

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20
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Persone
4
menzionate
Aziende
0
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◉ Geografia della notizia · 3 paesi coinvolti
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