Parliamone.
Discutiamone.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.
Skopje - Dopo diversi giorni di attesa, il Presidente della Fyrom-Macedonia, Gjorgje Ivanov, ha preso una decisione sulla domanda per il mandato presentata dal leader dell'SDSM, Zoran Zaev con le firme di 67 deputati su 120 all'interno del Parlamento…
Skopje - Dopo diversi giorni di attesa, il Presidente della Fyrom-Macedonia, Gjorgje Ivanov, ha preso una decisione sulla domanda per il mandato presentata dal leader dell'SDSM, Zoran Zaev con le firme di 67 deputati su 120 all'interno del Parlamento macedone. Mediante una conferenza stampa, Ivanov ha affermato che non può dare il mandato al leader dell'SDSM, Zoran Zaev, per formare il nuovo gabinetto governativo, perché secondo lui la piattaforma albanese sulla lingua viola la Costituzione del Paese. Durante una conferenza stampa a Skopje, Ivanov venuto al potere dal partito di Nikola Gruevski, ha affermato che l'ammissione della piattaforma albanese è un reato penale. Il Presidente Ivanov ha chiesto perciò al leader Zaev di respingere e non accettare la piattaforma albanese come condizione per la formazione del nuovo Governo.<br /><br /> "Vi è un problema fondamentale. Dopo le elezioni, siamo stati sorpresi da una piattaforma sgradevole post-elettorale da un Paese straniero. Il documento della piattaforma è stato creato e firmato in un Paese straniero, nell'ufficio di uno Stato straniero e con il Primo Ministro di un Paese straniero", ha affermato Ivanov, facendo intendere in modo chiaro l'Albania.<br /><br /> "Il contenuto della piattaforma è al di fuori della Costituzione e dell'Accordo quadro di Ohrid. Con questa piattaforma vengono messi in pericolo la sovranità e l'indipendenza dello Stato, portando in una posizione di sottomissione e dipendenza da un altro Paese. Con la piattaforma, viene ricatta la Fyrom-Macedonia, così come la sua unità, sovranità e indipendenza", ha aggiunto Ivanov.<br /><br /> A suo dire, la piattaforma sviluppata da un Paese straniero è un ostacolo nel conferire il mandato al leader dell'SDSM, Zoran Zaev, aggiungendo che "La Costituzione e la coscienza non mi permettono di dare il mandato a Zaev". Inoltre, il Presidente, Gjorge Ivanov, ha chiesto al fattore internazionale di non imporre piattaforme estere nella Fyrom-Macedonia. <br /><br /> "Ho proposto a Zaev di rispettare il termine di dieci giorni. Lo stesso mi ha assicurato che l'SDSM rispetterà i termini e non ci saranno ritardi. Il documento post-elettorale dei partiti politici albanesi firmato in un altro Paese, così come il suo contenuto sono fuori dalla Costituzione e mettono a rischio il Paese. La piattaforma ci ha posto dinanzi ad una crisi ancora più grande in cui vengono messe in discussione le fondamenta degli interessi della Repubblica della Macedonia e dei suoi cittadini", ha affermato il Presidente Ivanov. <a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a><br /><br /> La risposta negativa a Zoran Zaev, è giunta dopo che il leader di VMRO-DPMNE, Nikola Gruevski, ha fallito in quest'impresa, non raggiungendo un accordo con il partito albanese BDI, di Ali Ahmeti. Anche nel corso di questi negoziati, Ahmeti ha posto come condizione cruciale l'introduzione della lingua albanese, come seconda lingua ufficiale a livello centrale in tutto il Paese. Al termine dei negoziati, la posizione pubblica del Presidente Ivanov è stata la seguente: "darà il mandato al partito che riuscirà ad assicurare la maggioranza parlamentare". Ed infatti, con il fallimento di Gruevski, come prima forza avente la possibilità di formare il Governo, come previsto dalla legge, l'occasione è stata data al leader dell'opposizione, Zoran Zaev. Quest`ultimo, a differenza di Gruevski è riuscito ad unire il blocco dei partiti albanesi, raggiungendo 67 mandati su 61 necessari per richiedere il mandato. La coalizione comprende tutti i partiti albanesi nella Fyrom-Macedonia, 10 mandati assicurati da BDI, 5 mandati dal Movimento Besa, 3 mandati dalla Coalizione per gli Albanesi, affianco ai 49 mandati dell'SDSM. L'accordo con gli albanesi ha suscitato una forte reazione da parte di VMRO. L'ex Premier nonché leader di questa forza politica, Nikola Gruevsi, ha offerto il sostegno a Zaev per un Governo di minoranza, a condizione che la lingua albanese non diventi una lingua ufficiale. Tale opzione è stata respinta da Zaev, il quale ha presentato il 27 febbraio al Presidente della Repubblica le 67 firme dei nuovi deputati chiedendo il mandato per creare il Governo. <a href="#footnote-4" id="footnote-marker-4-1" rel="footnote"></a>Bisogna ricordare, che la piattaforma sottoscritta dai partiti albanesi è stata raggiunta dopo le elezioni anticipate dell'11 dicembre, e svariati riunioni con Tirana e Pristina ufficiale, il cui consiglio fondamentale al fattore albanese nella Fyrom-Macedonia era quello di unificarsi, al fine di evitare l'ulteriore crisi politica nel Paese. In questo modo il 23 febbraio la piattaforma, tra i cui punti principali vi era il riconoscimento della lingua albanese, si è trasformato in una legge che presenta l'utilizzo della lingua albanese come condizione per l'SDSM per formare il Governo. La legge è stata discussa articolo per articolo, e come ha affermato la BDI di Ali Ahmeti, è attesa ormai da 15 anni la conclusione di questa questione molto importante per gli albanesi.<br /><br /> "Si tratta di un momento storico per concludere il processo dell'Accordo di Ohrid, stiamo molto attenti e non avremo fretta. Finché non verrà conclusa la questione della legge per la lingua albanese neanche saranno aperti gli altri punti dell'accordo", ha affermato Bujar Osami, portavoce di BDI. <a href="#footnote-5" id="footnote-marker-5-1" rel="footnote"></a><br /><br /> In altre parole, né Zaev né Gruevski possono creare i seggi necessari per ottenere il mandato senza gli albanesi. <br /> <br /> La posizione di Zaev e Gruevski<br /><br /> Dopo che il Presidente, Gjorge Ivanov, ha deciso di rifiutare il mandato al leader dell'SDSM, Zoran Zaev, per la creazione del nuovo Governo, quest'ultimo ha reagito chiamando la decisione un "colpo di Stato".<br /><br /> "Il Presidente sta creando una crisi costituzionale ignorando la maggioranza della volontà dei cittadini e rendendo impossibile la tranquilla rotazione del potere. Lo stesso, ancora una volta, si pone al servizio di Gruevski. Non permetteremo a nessuno di giocare con il futuro del Paese. Ivanov deve ritirare questa decisione e consegnare subito il mandato", ha riferito Zaev.<br /><br /> Lo stesso ha accusato il Presidente Ivanov in merito al peggioramento della situazione politica nel Paese.<br /><br /> "Ivanov, con la decisione di non dare il mandato ha colpito lo Stato. Lo stesso ha peggiorato ancora di più la crisi, ignorando le 67 firme dei deputati. Il Presidente deve tirarsi indietro da questa decisione e concedere il mandato, perché questo è quanto stabilito dalla Costituzione", ha aggiunto il leader dell'SDSM Zoran Zaev, invitando i cittadini a non cadere preda alle provocazioni. <a href="#footnote-6" id="footnote-marker-6-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-7" id="footnote-marker-7-1" rel="footnote"></a><br /><br /> Per il leader di VMRO DPMNE, Nikola Gruevski, l'accordo tra la Lega Socialdemocratica e l'Unione Democratica per l'Integrazione è un tentativo per la "de-fattorizzazione dei macedoni e la ridefinizione della Fyrom-Macedonia come Stato". Nel corso dei primi tentativi di negoziati tra BDI e SDSM, Gruevski non ha risparmiato forti accuse verso Zoran Zaev chiedendo di non giocare con gli "interessi nazionali e statali" tramite concessioni alle richieste degli albanesi, che a suo avviso, non hanno fine.<br /><br /> "L'SDSM sta facendo una gara con se stessa in merito a quanto può dare ai partiti albanesi. In questo modo perderemo quel che è stato raggiunto con tanta fatica, sangue e sforzi", ha affermato Gruevski avvertendo la presa di misure per bloccare la realizzazione del programma dell'SDSM e BDI.<a href="#footnote-8" id="footnote-marker-8-1" rel="footnote"></a><br /><br /> Tra l'altro, nel corso di un'intervista, Nikola Gruevski, ha sollecitato il suo popolo ad uscire e difendere il Paese.<br /><br /> "Si stanno preparando scenari in diversi passi per il bilinguismo ed un attacco alle fondamenta unitarie dello Stato. La maggioranza mi ha capito seriamente quando ho sollevato preoccupazioni ma qualcuno non ci credeva e pensava che questa fosse solo una campagna contro l'SDSM. Ma oggi è chiaro che lo Stato è a rischio", ha affermato Gruevski.<br /><br /> Nelle sue dichiarazioni forti, Gruevski si è detto pronto persino a farsi arrestare dal leader dell'SDSM, a patto che non tocchi le fondamenta dello Stato. Lo stesso ha informato Zaev che, se ha deciso di diventare ad ogni condizione Primo Ministro e rinuncia alla distruzione dello Stato, il VMRO-DPMNE lo sosterrà in Parlamento per un Governo di minoranza e a sostegno di tutte le leggi che non minano l'identità e lo Stato. Tale offerta è stata affiancata anche da un interessante invito al popolo.<br /><br /> "Se il popolo non difende lo Stato, allora avrà dei problemi. Se pensano di stare a casa e vedere la TV sperando che qualcun altro difenderà lo Stato, si stanno sbagliando", ha riferito Gruevski.<a href="#footnote-9" id="footnote-marker-9-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> Cosa prevede la legge<br /><br /> La bozza per la formalizzazione alla lingua albanese prevede il suo ampio utilizzo, in tutto il territorio della Fyrom-Macedonia. La lingua albanese verrà utilizzata nei simboli nazionali dello Stato, come anche nelle banconote. L'utilizzo è previsto anche in Parlamento, usando l'albanese sia oralmente che per iscritto. Inoltre la lingua albanese potrà essere usata anche nel Governo, dove i Ministri potranno parlare nella loro lingua madre anche durante le riunioni. Così, anche le altre istituzioni avranno il bilinguismo, compresa la magistratura. Per assistere questo ampio processo, ovvero l'affiancamento dell'albanese alla lingua macedone verrà creato un ufficio speciale che si occuperà della traduzione e della consegna delle richieste dei cittadini entro il termine di un'ora. Le modifiche si rifletteranno anche sui documenti personali dei cittadini, come certificati, passaporti e carte d'identità. La formalizzazione della lingua albanese nella Fyrom-Macedonia, significa il suo utilizzo anche nella Regioni in cui non vivono gli albanesi, ad esempio l'utilizzo di segnali in doppia lingua nei villaggi o aree di passaggio alla frontiera. <a href="#footnote-10" id="footnote-marker-10-1" rel="footnote">[10]</a><br /> <br /> Forti reazioni dal fattore albanese ed internazionale<br /><br /> Dopo il rifiuto del Presidente Ivanov di concedere il mandato al secondo partito con la motivazione di difendere lo Stato dagli albanesi, il movimento BESA ha definito questo un momento preoccupante per il Paese. <br /><br /> "In realtà Ivanov è il più grande violatore della Costituzione, sia quando ha conferito ingiustamente il mandato alla VMRO-DPMNE, sia quando non lo ha dato al leader dell'SDSM", ha asserito BESA.<br /><br /> Sul comunicato, BESA ha precisato che, con la forza che gli dà la carica, il Presidente ha quasi invitato a dare il via al linciaggio degli albanesi della Fyrom-Macedonia, con l'unica motivazione che hanno sottoscritto una Dichiarazione congiunta dei partiti albanesi. Definendo allarmante la posizione di Ivanov, BESA ha invitato la comunità internazionale, gli Stati Uniti e l'UE a tenere presente che l'odierna decisione è un potenziale rischio per la comunità albanese nella Fyrom-Macedonia, invitando ad intervenire al fine di ripristinare lo Stato di diritto, garantire la pace e la sicurezza di tutti i cittadini nella Repubblica della Fyrom-Macedonia e ripristinare lo Stato sui binari dell'integrazione euro-atlantica. <a href="#footnote-11" id="footnote-marker-11-1" rel="footnote">[11]</a><br /><br /> Incostituzionale, assurda e un'azione che peggiora ulteriormente la crisi, sono state le definizioni associate alla posizione di Ivanov, anche dal BDI e dall'Alleanza per gli Albanesi. Per questi ultimi Ivanov ha testimoniato di essere più di "un attivista mediocre del potere, che un Presidente del Paese".<br /><br /> "La dichiarazione dei partiti albanesi non viola lo Stato e neanche l'identità e il passato storico di una determinata etnia. La dichiarazione dei partiti albanesi in primo luogo prevede la prevenzione dell'elezione di un Presidente, Primo Ministro e Governo incompetente e criminale come lo avevamo finora. Non permetteremo l'abuso delle leggi, del bilancio e delle vite di persone innocenti", è quanto riportato sul comunicato dell'Alleanza. <br /><br /> Invece il più grande partito albanese, l'Unione Democratica per l'Integrazione (BDI) ha condannato fortemente la definizione della piattaforma comune dei partiti albanesi nella Fyrom-Macedonia, come piattaforma di un altro Paese.<br /><br /> "La piattaforma albanese non è stata creata a Tirana. La stessa prevede la chiusura delle controversie rimaste in sospeso già partendo dall'Accordo di Ohrid. Il passaggio dalla crisi politica a quella inter-etnica è catastrofico", ha affermato Bujar Osmani, portavoce di BDI. <a href="#footnote-12" id="footnote-marker-12-1" rel="footnote">[12]</a><br /><br /> Anche il leader di questa forza, Ali Ahmeti ha reagito dopo che il Presidente Ivanov ha affermato che la piattaforma albanese costituisce un rischio per il Paese, motivo per il quale non ha dato a Zaev il mandato per formare il nuovo Governo. Ahmeti ha affermato che la dichiarazione congiunta dei partiti albanesi, dopo le elezioni dell'11 dicembre, non ha rappresentato una minaccia per la Fyrom-Macedonia e neanche è stata fatta per divisioni inter-etniche aggiungendo che i partiti albanesi non sono fattori per la crisi causata nella Fyrom-Macedonia, sicché ha chiesto a tutti gli albanesi di mantenere il sangue freddo. Lo stesso ha ricordato che già nel corso della campagna elettorale ha inviato i partiti dell'opposizione albanese ad unirsi,<br /><br /> "Questo non si è verificato e gli albanesi hanno perso 9 mandati di deputati nel Parlamento della Fyrom-Macedonia. Successivamente, come vincitore delle elezioni (tra i partiti albanesi) e leader del più grande partito albanese, ho invitato i partiti parlamentari albanesi ad una riunione congiunta a Skopje per coordinare la nostra agenda, unificare l'Accordo di Ohrid e raggiungere la parità. Nel corso di questa riunione a Skopje abbiamo unificato le posizioni. La dichiarazione dunque è stata convenuta e scritta a Skopje e come base ha i programmi elettorali di tutti i competitori albanesi alle elezioni dell'11 dicembre", ha scritto Ahmeti, sottolineando che la dichiarazione non minaccia lo Stato, il carattere unitario e non parla di federalismo o divisione.<a href="#footnote-13" id="footnote-marker-13-1" rel="footnote">[13]</a><br /><br /> L'intero fattore occidentale, dall'UE agli Stati Uniti, è stato chiaro sulla decisione del Presidente Ivanov.<br /><br /> "Il Presidente deve rispettare senz'altro il risultato delle elezioni. In uno Stato democratico deve essere riconosciuta la maggioranza parlamentare. Mi aspetto che i leader politici permettano che i processi democratici vengano svolti nell'interesse dei cittadini", ha affermato Hahn.<br /><br /> Reazioni immediate sono giunte anche dal Segretario Generale dell'OSCE, Lamberto Zanier, secondo cui il risultato delle elezioni rappresenta una base solida perché si formi il Governo. Mentre il relatore per la Fyrom-Macedonia nel Parlamento Europeo, Ivo Weigel, ha dichiarato che la decisione di Ivanov era sbagliata e in contrasto agli interessi macedoni. L'ambasciatore americano a Skopje, Jess Baily, così come il Dipartimento Americano dello Stato hanno inviato i leader politici a formare senza indugio il nuovo Governo in conformità alla Costituzione e alle aspirazioni del Paese per l'adesione all'UE e alla NATO. Gli Stati Uniti hanno invitato tutti i partiti a mettere sopra ogni altra cosa gli interessi della Fyrom-Macedonia e dei suoi cittadini, a lavorare in modo costruttivo e ad attuare gli obblighi derivanti dall'Accordo di Przhino. I funzionari internazionali hanno espresso la speranza che il Presidente Gjorge Ivanov cambi parere concedendo il mandato alla coalizione dell'SDSM. <a href="#footnote-14" id="footnote-marker-14-1" rel="footnote">[14]</a> <a href="#footnote-15" id="footnote-marker-15-1" rel="footnote">[15]</a><br /> <br /> <br /> <br /> <br />
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