Parliamone.
Discutiamone.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.
Podgorica - Il Parlamento del Montenegro, mercoledì 15 febbraio, nel corso della sessione straordinaria, ha revocato con 42 voti favorevoli l'immunità ai funzionari del Fronte Democratico (DF), Andrija Mandic e Milan Knezevic, permettendo così il loro…
Podgorica - Il Parlamento del Montenegro, mercoledì 15 febbraio, nel corso della sessione straordinaria, ha revocato con 42 voti favorevoli l'immunità ai funzionari del Fronte Democratico (DF), Andrija Mandic e Milan Knezevic, permettendo così il loro eventuale arresto, ha riferito il portale montenegrino Aktuelno. La votazione sulla revoca dell'immunità a Knezevic e Mandic ha suscitato i commenti di diversi deputati. Il Presidente del Parlamento, Ivan Brajovic, ha sostenuto che non è piacevole discutere in Parlamento la questione dell'immunità dei deputati, ma la revoca dell'immunità dovrebbe contribuire ad una più rapida risoluzione del caso relativo agli eventi accaduti alla vigilia delle elezioni parlamentari dell'anno scorso. Luidj Skrelja, dalle fila del Partito Democratico dei Socialisti (DPS), dopo aver letto la richiesta della Procura speciale, ha concluso che esiste un ragionevole dubbio che Mandic e Knezevic siano diventati i membri di un'organizzazione criminale e che abbiano partecipato all'organizzazione delle proteste che dovevano essere usate per effettuare degli attacchi al Parlamento. Questi ha ricordato il pubblico la presunzione di innocenza fino a prova contraria, sottolineando che il Parlamento, tramite la decisione di revocare l'immunità ai deputati del DF, non sta giudicando nessuno, ma sta creando le condizioni affinché la giustizia venga esercitata presso le autorità giudiziarie. Un altro deputato del DPS, Branimir Gvozdenovic, prima della votazione, ha affermato che i membri del suo partito voteranno a favore della revoca dell'immunità a Mandic e Knezevic, invitando il DF ad astenersi dalle reazioni dure. Anche Nedzad Dresevic, dalle file del Partito Bosniaco ( Bosnjacka stranka, BS), ha affermato che aveva intenzione di sostenere la proposta di revoca dell'immunità, aiutando in quel modo le autorità che stavano svolgendo le indagini relative al 16 ottobre. Dresevic ha aggiunto che il BS, insieme all'Iniziativa civica croata HGI ed i partiti della minoranza albanese, ha considerato che la Procura chiarirà il caso in questione ed ha invitato Mandic e Knezevic a dimostrare la loro innocenza. Vujica Lazovic, deputato dei Socialdemocratici (SD), ha affermato che il gruppo parlamentare, composto dall'SD e il Partito Liberale (Liberalna partija, LP), sostiene la revoca dell'immunità ai due deputati del DF, invitando questi a dimostrare la propria innocenza nel procedimento giudiziario.<br /> <br /> Il Comitato amministrativo del Parlamento precedentemente, su richiesta del Procuratore speciale, Milivoje Katnic, ha valutato ed approvato la revoca dell'immunità a Mandic e Knezevic.<br /> <br /> <em>Sostenitori del DF davanti al palazzo del Parlamento, deputati in Parlamento</em><br /> <br /> Circa 1.500 sostenitori del DF si sono riuniti davanti al palazzo del Parlamento a causa della decisione di revocare l'immunità ai deputati Mandic e Knezevic. La manifestazione è durata un po' più di due ore ed è terminata dopo che uno dei funzionari del DF, Miliutin Djukanovic, ha chiesto alla folla di disperdersi, aggiungendo che i deputati del DF, i quali sono entrati nel Parlamento dopo la decisione relativa a Mandic e Knezevic, rimarranno in Parlamento ad aspettare il prossimo passo del regime. Anche Predrag Bulatovic, un altro rappresentante del DF, ha confermato, in un'intervista ai giornalisti, che i deputati di questo partito rimangono nel Parlamento.<br /> <br /> La televisione IN4S ha riferito che, nel palazzo del Parlamento vi è stato anche un conflitto verbale tra i deputati del DF e alcuni deputati del DPS, il quale, grazie solo all'intervento del personale della sicurezza, non si è trasformato in uno scontro fisico. Andrija Mandic ha commentato la situazione in Parlamento, affermando che nessuno dai deputati ha avuto il coraggio di guardarlo negli occhi ed ha avvertito il regime di Milo Djukanovic che il Montenegro si trova su un punto di conflitto civile.<br /> <br /> Il portale Aktuelno ha riportato che la sessione parlamentare è stata ritardata a causa di un allarme bomba, il quale, però e stato smentito.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <em>Procuratore generale del Montenegro contrario all'arresto di Mandic e Knezevic</em><br /> <br /> Lo stesso portale ha riferito che il Procuratore generale del Montenegro, Ivica Stankovic, ha raccomandato al Procuratore speciale Milivoj Katnic di non arrestare Mandic e Knezevic. Tale istruzione stabilisce che, data la presunzione di innocenza e la presunzione a favore della libertà, nel caso in questione non bisogna proporre la custodia degli accusati. Il Procuratore generale ha ricordato che, in conformità con la Costituzione del Montenegro e il Codice della procedura penale, nonché in conformità con gli standard internazionali, la misura della custodia è considerata una misura finale e si applica solo quando è necessaria. <a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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