Parliamone.
Discutiamone.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.
Belgrado - Il Primo Ministro della Serbia, Aleksandar Vucic, ha tenuto, giovedì 2 febbraio, una riunione con i rappresentanti politici dei serbi dal Kosovo e Metohija. La riunione di emergenza presso la caserma, Stefan Nemanja, di Raska, è avvenuta dopo la…
Belgrado - Il Primo Ministro della Serbia, Aleksandar Vucic, ha tenuto, giovedì 2 febbraio, una riunione con i rappresentanti politici dei serbi dal Kosovo e Metohija. La riunione di emergenza presso la caserma, Stefan Nemanja, di Raska, è avvenuta dopo la seconda fase del dialogo tra Belgrado e Pristina al più alto livello, che ha avuto luogo un giorno prima, l'1 febbraio, a Bruxelles. L'incontro, oltre al Primo Ministro Vucic, ha visto la partecipazione del Ministro della Difesa della Serbia, Zoran Djordjevic, del Ministro dell'Interno, Nebojsa Stefanovic, e del capo dello Stato Maggiore il Generale Ljubisa Divkovic, nonché dei rappresentanti della Lista serba (Srpska lista) e dei comuni serbi dal nord del Kosovo e Metohija (KiM).<br /> <br /> Dopo l'incontro con i leader dei serbi dal Kosovo e Metohija, il Primo Ministro Vucic ha affermato che sono state calpestate tutte le garanzie che Belgrado ha ottenuto da Bruxelles ed ha esortato i serbi del Kosovo a mantenere la calma, perché l'obiettivo è quello di preservare la pace e reagire solo con la verità alla propaganda di Pristina.<br /> <br /> "Abbiamo accettato tutto quello che ci hanno suggerito, ma ci siamo trovati nella situazione di non accettare qualcosa", ha dichiarato Vucic durante una pausa nei colloqui con i rappresentanti politici dei serbi dal Kosovo, tenutasi a Raska.<br /> <br /> "Quattro volte in un'ora il lato kosovaro ha cambiato le proposte su cui abbiamo dovuto raggiungere l'accordo. Nel mese di agosto abbiamo accettato gli accordi tra cui quello sul ponte di Mitrovica. Solo un mese fa, abbiamo raggiunto un accordo sul ponte. Tuttavia, il lato kosovaro ha calpestato tale accordo ed ha deciso di abbattere il muro di contenimento. Noi l'abbiamo accettato, però, questi hanno richiesto altre cose. Il lato kosovaro non vuole parlare, non abbiamo neanche potuto discutere in merito alla Comunità dei Comuni serbi", ha dichiarato Vucic.<br /> <br /> Lo stesso ha aggiunto che il Primo Ministro del Kosovo, Isa Mustafa, insieme al Ministro degli Interni, sta preparando nei due prossimi giorni l'incursione delle unità speciali di ROSU nel nord del Kosovo.<br /> <br /> "Quando ci sono le minacce che le unità speciali di ROSU arriveranno nella parte settentrionale di Kosovska Mitrovica, allora non dovete chiedermi quali ulteriori indicazioni abbiamo. Preghiamo l'UE di fare la sua parte di lavoro, abbiamo grande speranza e la fede di essere in grado di preservare la pace", Vucic ha detto al termine della conferenza stampa.<br /> <br /> "Vi preghiamo di aiutarci a garantire ad ogni serbo in Kosovo di sentirsi al sicuro. Questi hanno adottato la risoluzione che non ha alcun effetto giuridico, ma solo un effetto politico. Ecco come Pristina e l'UE ci insegnano la democrazia. L'UE chiaramente e apertamente ha sostenuto Pristina. Abbiamo bisogno del muro di contenimento come barriere di cemento per fermare le auto per raggiungere la zona pedonale. I serbi hanno paura, c'è la paura e la preoccupazione per la propria vita. Chiediamo al Primo Ministro della Serbia di proteggerci, sappiamo che è difficile, ma siamo in una situazione senza speranza", ha riferito Goran Rakic, il sindaco della parte settentrionale di Kosovska Mitrovica.<br /> <br /> Branimir Stojanovic, Vice Primo Ministro del Kosovo, ha affermato che la vita dei serbi in Kosovo non è mai stata più difficile. Lo stesso ha sottolineato che, a differenza del sindaco della parte settentrionale di Kosovska Mitrovica Goran Rakic, non pensa che l'UE sia unilaterale, ma che siano accadute cose strane e che neanche loro "erano consapevoli di quello che stava succedendo". <a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-4" id="footnote-marker-4-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-5" id="footnote-marker-5-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <em>Frequenti pattuglie della Polizia speciale ROSU nelle aree serbe del Kosovo</em><br /> <br /> Le unità speciali della Polizia kosovara (ROSU), nel corso degli ultimi giorni stanno conducendo frequentamene pattugliamento nelle comunità serbe a sud di Kosovska Mitrovica.<br /><br /> I restanti serbi a Velika Hoca ed a Orahovac hanno detto alla RTS che le pattuglie delle unità speciali di ROSU sono presenti in serata nei loro luoghi. La presenza della Polizia speciale sta provocando la preoccupazione dei serbi, i quali sottolineano che nelle loro comunità spesso non c'è tanta Polizia. Negli ultimi due giorni i membri delle unità di ROSU hanno controllato i cittadini di Lajplje Selo, nei pressi di Gracanica, nonché i villaggi del comune di Lijpljan sulla strada che collega Gracanica con il Comune di Kosovo Polje.<a href="#footnote-6" id="footnote-marker-6-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> I serbi stanno protestando<br /> <br /> Nel frattempo, nei pressi del ponte sul fiume Ibar che divide etnicamente la città di Mitrovica, i serbi si sono riuniti per protestare contro la demolizione annunciata del muro. I manifestanti hanno detto di avere paura a causa di tutto ciò che è accaduto nei giorni scorsi in relazione alla demolizione del muro vicino al ponte. Uno degli abitanti di Gracanica ha affermato che la gente ha paura, soprattutto a causa della maggiore presenza della polizia del Kosovo sulle strade di accesso verso Gracanica, ed in particolare a causa della presenza dell'unità speciale di ROSU.<a href="#footnote-7" id="footnote-marker-7-1" rel="footnote"></a> <br /> <br /> <em>Nikolic con gli ambasciatori stranieri della situazione in Kosovo</em><br /> <br /> Il Presidente della Serbia, Tomislav Nikolic, informando gli ambasciatori della Russia, della Cina e degli Stati Uniti (USA), rispettivamente Alexander Chepurin, Li Manchang e Kyle Scott, nel corso di riunioni separate, tenutasi giovedì 2 febbraio a Belgrado, sull’esito dei colloqui a Bruxelles, ha sostenuto che il comportamento della delegazione del Kosovo non è stato funzionale al raggiungere un accordo. Nel corso delle riunioni del Presidente Nikolic con gli ambasciatori è stata sottolineata la necessità di continuare il dialogo nei giorni a venire e di preservare la stabilità nella Regione, nonché di non permettere qualsiasi tipo di minaccia per la sicurezza dei cittadini del Kosovo e Metohija. <a href="#footnote-8" id="footnote-marker-8-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-9" id="footnote-marker-9-1" rel="footnote"></a> <br /> <br /> <em>Falliti i negoziati di Belgrado e Pristina</em><br /> <br /> Secondo fonti diplomatiche di Bruxelles, l’incontro tra il Presidente e il Primo Ministro del Kosovo, Hashim Thaci e Isa Mustafa, e le loro controparti serbe, Tomislav Nikolic e Aleksandar Vucic, non è riuscito a ottenere nulla. Secondo l'agenzia di stampa serba Tanjug, il lato serbo vi sono timori crescenti che Pristina non si arrende all'idea di attaccare i serbi nel Kosovo settentrionale.<br /><br /> Il Deutsche Welle ha riportato in lingua albanese infatti le parole di una propria fonte diplomatica, secondo cui l’incontro delle delegazioni di Belgrado e di Pristina, che ha avuto luogo mercoledì, 1 febbraio a Pristina, è completamente fallito, e che le parti non hanno concordato il proseguimento del dialogo e non hanno fissato la data del prossimo incontro. La stessa fonte ha affermato che "l’incontro è andato terribilmente male e non ha prodotto risultati". Il Deutsche Welle ha reso noto che non vi è stato un discorso serio tra le due delegazioni perché le loro posizioni sono completamente opposte. Né la delegazione serba né quella kosovara hanno voluto commentare gli ultimi colloqui a Bruxelles, perché hanno rispettato l'accordo raggiunto con l’Alto rappresentante dell’UE per gli Affari esteri e la politica di sicurezza, Federica Mogherini, di non rilasciare dichiarazioni ai giornalisti.<a href="#footnote-10" id="footnote-marker-10-1" rel="footnote">[10]</a><br /> <br /> UE e NATO stanno esortando i leader di Pristina e di Belgrado ad abbassare le tensioni <br /> <br /> Il portavoce della Commissione europea, Maja Kocijancic, ha dichiarato, giovedì 2 febbraio, che l'Unione Europea (UE) ritiene che sia necessario il progresso nella normalizzazione dei rapporti tra Belgrado e Pristina al fine di preservare la pace e la stabilità ed ha esortato entrambe le parti ad investire sforzi per abbassare le tensioni. <a href="#footnote-11" id="footnote-marker-11-1" rel="footnote">[11]</a><br /> <br /> Il Segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg, ha dichiarato alla vigilia della visita in Kosovo che i leader politici di Belgrado e di Pristina devono abbassare le tensioni. Lo stesso ha aggiunto che la NATO continuerà a contribuire alla stabilità ed alla sicurezza in Kosovo e che non vi saranno eventuali modifiche per quanto riguarda la presenza delle forze per il mantenimento della pace. Non sono stati annunciati i temi dell'incontro di Stoltenberg con i funzionari del Kosovo, ma non è escluso che uno di questi possa essere il muro vicino al ponte principale di Kosovska Mitrovica, e la sua distruzione che Pristina ha annunciato per febbraio.<a href="#footnote-12" id="footnote-marker-12-1" rel="footnote">[12]</a><br /> <br /> <br />
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