Parliamone.
Discutiamone.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.
Belgrado - Anche se il Ministro degli Affari Esteri della Serbia, Ivica Dacic, ha affermato che la Serbia è attivamente impegnata a costruire e mantenere rapporti di buon vicinato nonché risolvere tutte le questioni in sospeso attraverso il dialogo,…
Belgrado - Anche se il Ministro degli Affari Esteri della Serbia, Ivica Dacic, ha affermato che la Serbia è attivamente impegnata a costruire e mantenere rapporti di buon vicinato nonché risolvere tutte le questioni in sospeso attraverso il dialogo, sottolineando l'importanza di sviluppare le relazioni diplomatiche con partner tradizionali in Europa e nel mondo, ma anche con altri Paesi con i quali i rapporti sono stati trascurati in passato, è evidente un peggioramento delle relazioni tra la Serbia e la Bosnia ed Erzegovina (BiH), nonché tra la Serbia e la Croazia. Dacic ha detto che nel contesto della considerazione dei rapporti con gli altri Paesi, un elemento importante è rappresentato dal fatto se il Paese ha riconosciuto o meno l'unilateralmente proclamata indipendenza del Kosovo.<br /> <br /> Aumento delle tensioni sulla linea Serbia - BiH<br /> <br /> Le relazioni tese tra la Serbia e la Bosnia ed Erzegovina sono apparse evidenti in occasione della celebrazione della Giornata nazionale della Republika Srpska (RS), il 9 gennaio, quando il Presidente della Serbia, Tomislav Nikolic ha dichiarato che il membro della Presidenza della BiH, Bakir Izetbegovic, non rappresenta la BiH e che non può decidere come saranno le relazioni tra la Serbia e la BiH.<br /> <br /> "Questo è un problema con Izetbegovic. Lo stesso pensa di rappresenta la BiH e che se non si dispone di un accordo con lui, allora non c'è neanche un accordo con la BiH", ha affermato Nikolic, commentando le dichiarazioni dei politici bosniaci che non dovrebbe venire a Banja Luka per celebrare la Giornata della RS.<br /> <br /> Nikolic ha sottolineato che la BiH deve prendere in considerazione il punto di vista di entrambe le entità e tutti e tre i gruppi etnici e che la Serbia ha il diritto e gli obblighi di Dayton a cooperare strettamente con la RS, e questi, in quanto suo Presidente, ha il dovere costituzionale di prendersi cura dei serbi ovunque vivano. Ricordiamo che Izetbegovic ha affermato che Nikolic non sarebbe dovuto andare nella RS e non avrebbe dovuto partecipare alla celebrazione del 9 gennaio, ma che era atteso nel mese di febbraio a Sarajevo.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> "Questa è la seconda o la terza volta che Bakir Izetbegovic ed i politici bosniaci stanno condizionando il Presidente della Serbia con alcuni requisiti, ricatti e minacce. Ora è assolutamente chiaro che Sarajevo non si impegna alla normalizzazione delle relazioni con la Serbia", ha dichiarato Vladimir Djukanovic, membro del Comitato centrale dell'SNS e deputato del presente partito presso l'Assemblea della Serbia.<br /> <br /> Anche l'analista politico di Belgrado, Zeljko Cvijanovic, ritiene che le avvertenze che Bakir Izetbegovic ha indirizzato a Tomislav Nikolic di non andare a Banja Luka per celebrare la Giornata della RS siano "un ricatto" ed una velata minaccia che la visita concordata del Presidente Nikolic a Sarajevo sarà annullata.<br /> <br /> Allo stesso tempo, l'analista di Banja, Luka Radomir Neskovic ritiene che la leadership della Serbia abbia guai seri a causa della BiH. "La Serbia è tenuta a rispettare l'accordo di Dayton e l'integrità della BiH e d'altra parte è tenuta a rispettare lo status della RS all'interno della BiH. Quindi è difficile trovare un equilibrio - o si avvicina ad un lato e provoca disaccordi tra i politici serbi, o va troppo nella direzione opposta e provoca la rivolta dei politici bosniaci. E' visibile la politica di dispetto per quanto riguarda l'intera situazione relativa all'atteggiamento politico tra Sarajevo e Belgrado, il che non porta a nulla", ha spiegato Neskovic. <a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> L'invito del Primo Ministro della Serbia, Aleksandar Vucic, indirizzato al Presidente del Consiglio dei Ministri della BiH, Denis Zvizdic, è di particolare importanza perché accade poco dopo i disaccordi verbali tra il Presidente della Serbia, Tomislav Nikolic, ed il membro bosniaco della Presidenza della BiH, Bakir Izetbegovic, in occasione della celebrazione della Giornata nazionale della Republika Srpska (RS). Le tensioni sorte in quest'occasione tra i due Paesi, Vucic le ha utilizzate per sottolineare, di nuovo, la precarietà della stabilità, ha affermato Ivan Maric, analista politico di Belgrado, commentando l'incontro di Vucic e Zvizdic, che ha avuto luogo a Belgrado alla fine del mese di gennaio del 2017. Maric ha inoltre osservato che già in precedenza è apparso chiaro come Aleksandar Vucic sia un politico pragmatico che fa solo ciò che va a suo favore, aggiungendo che Vucic sta costruendo con la BiH lo stesso rapporto. <br /> <br /> "Un altro vantaggio di questi ultimi incontri è il cambiamento del carattere degli incontri interstatali che, nel caso di Vucic e Izetbegovic, sono chiamati rapporti serbo-bosniaci, mentre l'incontro di Vucic e Zvizdic è chiamato rapporto tra la Serbia e Bosnia-Erzegovina, che è giusto", ha affermato Maric, aggiungendo che, senza dubbio, questa mossa di Vucic è estremamente positiva, sia per la Serbia che per la Bosnia-Erzegovina, in particolare perché ha mostrato che Milorad Dodik non gode del sostegno indiscusso della Serbia, che finora era il caso.<a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a><a href="#footnote-4" id="footnote-marker-4-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> Aleksandar Popov, direttore del Centro per il regionalismo, ha stimato che è evidente che Aleksandar Vucic sta conducendo la politica di raffreddamento dei rapporti con il Presidente della RS, Milorad Dodik, a differenza del Presidente della Serbia, Tomislav Nikolic, aggiungendo che l'incontro tra Vucic e Zvizdic è positivo e benvenuto, soprattutto dopo i toni elevati provenienti dalla Serbia, cioè di una Grande Serbia, in merito alla quale Tomislav Nikolic ha parlato in occasione della celebrazione della Giornata nazionale della RS. Popov ha ricordato, inoltre, che Vucic, durante l'incontro con Zvizdic, ha detto che la Serbia non aderirà alle sanzioni che gli USA hanno introdotto contro Milorad Dodik, aggiungendo che alla vigilia della campagna elettorale per il Presidente della Serbia, era difficile aspettarsi un atteggiamento diverso di Aleksandar Vucic circa le sanzioni contro Dodik, ed ha sottolineato che ciò che sarà rilevante in relazione a tale argomento, si prevede solo dopo il completamento del processo elettorale. <a href="#footnote-5" id="footnote-marker-5-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> Le relazioni tra Serbia e Croazia<br /> <br /> Le relazioni tra la Serbia e la Croazia sono al livello più basso possibile come ha confermato l'ex Presidente della Croazia, Ivo Josipovic, ll politico e l'avvocato croato, Vesna Skare-Ozbolt, ed uno dei più famosi diplomatici e l'ultimo Ministro degli Affari Esteri della SFR Jugoslavia (nel Governo di Ante Markovic), Budimir Loncar. <br /> <br /> Loncar ha affermato che i rapporti tra la Croazia e la Serbia sono ora ad un basso livello di fiducia, comprensione e cooperazione, dicendo che sull'intero territorio sono presenti la sfiducia, il nazionalismo ed il ritorno al passato. Lo stesso ha affermato che la conseguenza di tali rapporti negativi sta nel fatto che l'Unione Europea (UE), la quale ha avuto un impatto positivo sui Paesi della Regione, ha subito una crisi, il che ha portato al fatto che i Paesi della regione non prestino abbastanza attenzione ai valori europei.<a href="#footnote-6" id="footnote-marker-6-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> ll politico e l'avvocato croato, Vesna Skare-Ozbolt, ha affermato che l'intero territorio dei Balcani occidentali, a causa della Bosnia, di nuovo suscita l'interesse. "Mi sembra che le grandi potenze di nuovo mostrino l'interesse a questo territorio perché il nervosismo cresce", ha affermato Ozbolt. La stessa ritiene che la Serbia e la Croazia debbano regolare le loro relazioni, in particolare perché i due Paesi hanno questioni in sospeso come persone scomparse, restituzione di alcuni beni ed il problema generale della giurisdizione. Ozbolt ha concluso dicendo che non ci sarebbero problemi nella regione se i rapporti tra la Croazia e la Serbia fossero ad un livello soddisfacente. "Se questi due Paesi non risolveranno le loro relazioni, ciò provocherà maggiori tensioni, in particolare perché la situazione in Kosovo si sta facendo complicata", ha riferito Ozbolt. <a href="#footnote-7" id="footnote-marker-7-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> L'ex presidente croato Ivo Josipovic ha detto che le relazioni tra la Croazia e la Serbia non sono mai state peggiori, ed ha aggiunto che questi rapporti cominciano ad avere un impatto, non solo sulla politica, ma anche sul campo economico. Lo stesso ha aggiunto che in Croazia è presente il rafforzamento della politica di destra come dimostra l'lostruzione della Serbia nelle sue aspirazioni all'adesione all'UE.<a href="#footnote-8" id="footnote-marker-8-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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