Parliamone.
Discutiamone.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.
Banja Luka - Il Dipartimento dello Stato ha confermato che gli Stati Uniti (USA) hanno introdotto le sanzioni contro il Presidente della Republika Srpska (RS), Milorad Dodik, riferisce, martedì 17 gennaio, la RTRS. Tale informazione è stata pubblicata da…
Banja Luka - Il Dipartimento dello Stato ha confermato che gli Stati Uniti (USA) hanno introdotto le sanzioni contro il Presidente della Republika Srpska (RS), Milorad Dodik, riferisce, martedì 17 gennaio, la RTRS. Tale informazione è stata pubblicata da parte dell'Ufficio per il controllo dei fondi e di proprietà degli stranieri OFAC, che fa parte del Ministero del Tesoro, in consultazioni con lo State Department. La pagina dell' OFAC afferma che Milorad Dodik è stato messo sulla lista nera degli USA. L'OFAC periodicamente pubblica l'elenco delle persone fisiche e giuridiche a cui è vietato l'ingresso negli USA o blocca i fondi in tale Paese. L'Ambasciatrice degli USA in BiH, Maureen Cormack, ha dichiarato che gli USA hanno introdotto le sanzioni contro Dodik per l'ostruzione dell'Accordo di pace di Dayton. Dodik si è opposto alla Corte Costituzionale della BiH ed ha violato la legge, il che presenta una seria minaccia all'ostacolo dell'attuazione dell'Accordo da Dayton. Tale misura indica il fermo impegno degli USA verso l'Accordo di Dayton, la sovranità e l'integrità territoriale nonché la continua integrazione europea del Paese. I rappresentanti dell'amministrazione americana non comunicano già da anni con il Presidente della RS, e il disaccordo è aumentato dopo che la RS il 25 settembre, nonostante il divieto della Corte Costituzionale della BiH, ha organizzato il referendum sul 9 gennaio come Giornata nazionale della RS. <a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> Secondo il portale Dnevni avaz, questa non è la prima volta che gli USA mettono Dodik sulla lista nera. Il leader della RS ha vissuto la stessa situazione nel 1995, in qualità di vice presidente dell'Assemblea popolare della RS, quando l'Ufficio americano per il controllo dei fondi stranieri OFAC ha deciso di inserire il suo nome su tale lista.<a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> Il Presidente della RS, Milorad Dodik, commentando mercoledì, 18 gennaio, in occasione di una conferenza stampa straordinaria, le sanzioni degli USA, ha affermato che ciò significa che non era pronto a giocare con gli interessi della Republika Srpska. Secondo Dodik, tale informazione non presenta un tema nuovo dato che lo stesso, non possiede beni negli USA né all'estero ad eccezione della Serbia. Dodik ha spiegato che è vittima delle sanzioni già da un lungo periodo, ma che adesso è stata resa pubblica la sua condizione. Questi ha sottolineato che le sanzioni non significano nulla per i cittadini della RS, ed ha aggiunto che è orgoglioso delle sanzioni, sottolineando che la RS è sotto costante attacco dell'amministrazione americana uscente, perché tale gruppo ha perso le elezioni e adesso ci si aspetta una nuova amministrazione. Le presenti sanzioni, ritiene Dodik, non rappresentano le sanzioni degli USA, ma di coloro che hanno perso le elezioni. Cormack, continua Dodik, è nemico dei serbi ed ha chiesto al Ministro degli Affari Esteri della BiH, Igor Crnadak, di dichiararla come persona non gradita. Dodik ha affermato che l'ambasciatrice Cormack non ha informato il Dipartimento di Stato sui fatti veri e per tali atti dovrà assumersi le proprie responsabilità. L'ultima comunicazione di Cormack ed il Vice Assistente del Segretario di Stato degli USA, Hoyt Yee, con i funzionari della RS è una violazione diretta dei principi fondamentali del diritto internazionale - l'interferenza del governo estero negli affari interni di Paesi sovrani e il rispetto della loro indipendenza politica, come afferma la Convenzione di Vienna sui rapporti diplomatici. I funzionari americani hanno inviato Dodik ed il Primo Ministro della RS, Zeljka Cvijanovic, quattro richieste, per fermare i lavori con il leader dell'HDZ BIH, Dragan Covic, sull'elaborazione della legislazione con l'obiettivo di riformare la Corte Costituzionale della BiH, fermare la sostituzione di giudici stranieri con quelli provenienti dalla BiH, rispondere all'invito della Procura della BiH e presentarsi nel suo ufficio, impedire la pubblicazione dei risultati del referendum sulla Gazzetta ufficiale della RS, e mettere fuori vigore le disposizioni della dichiarazione dell'SNSD dal 25 aprile del 2015, le quali affermano che l'SNSD con un referendum chiederà il parere dei cittadini se la RS continuerà ad esistere con lo status di entità della BiH se non verranno attuate le riforme garantite dall'Accordo di Dayton.<a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a><a href="#footnote-4" id="footnote-marker-4-1" rel="footnote"></a> <br /> <br /> Il Partito Democratico Serbo (SDS) non appoggia l'introduzione di nessun tipo di sanzione contro alcuna persona, proveniente da qualsiasi parte della BiH, perché ritiene che in tal modo non possano essere risolte certe questioni - ha dichiarato il vice presidente dell'SDS, Mirko Sarovic, commentando le sanzioni contro il Presidente della RS. Lo stesso ha ricordato che il suo partito ha una lunga e negativa esperienza per quanto riguarda le sanzioni, sottolineando che USA, UE, OHR e altri Paesi hanno introdotto le sanzioni contro l'SDS, dalla durata di 12 anni. <a href="#footnote-5" id="footnote-marker-5-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> Il Primo Ministro della Serbia, Aleksandar Vucic, ha dichiarato che la Serbia non farà parte di tale decisione e che non è reale aspettarsi una mossa del genere. <a href="#footnote-6" id="footnote-marker-6-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> Nello stesso tempo, il Ministro della Sicurezza della BiH, Dragan Mektic, ritiene che sia meglio che il Presidente della RS presenti le sue dimissioni ed in tal modo salvi il popolo serbo. L'Alto Rappresentante della Comunità internazionale in BiH, Valentin Inzko, ha accolto con favore la decisione delgi USA di introdurre sanzioni, affermando che sono "di grande importanza simbolica". <a href="#footnote-7" id="footnote-marker-7-1" rel="footnote"></a><a href="#footnote-8" id="footnote-marker-8-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> Il Partito di Azione democratica ritene che coloro che minacciano la sovranità e l'integrità territoriale della BiH debbano subire sanzioni politiche e penali dalle istituzioni internazionali e dalla BiH. Il Consigliere del Presidente della RS, Aleksandar Vranjes, ha dichiarato che i motivi delle sanzioni sono inconcludenti, dato che Dodik ha dedicato tutta la sua politica all'attuazione dell'Accordo di Dayton.<a href="#footnote-9" id="footnote-marker-9-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> L'Ambasciatrice della Francia in BiH, Claire Bodony, commentando le sanzioni contro il Presidente della RS, Milorad Dodik, ha dichiarato che 28 membri dell'Unione Europa prenderanno una decisione comune in merito a questo. La stessa ha ricordato che non esiste il programma statale delle sanzioni, ma le decisioni vengono prese nel quadro dell'UE.<a href="#footnote-10" id="footnote-marker-10-1" rel="footnote">[10]</a><br /> <br /> <br />
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