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Viti - Il Centro Kosovaro per gli Studi della Sicurezza (QKSS), ha tenuto la conferenza dal tema "Prevenzione dell'estremismo violento in Kosovo", organizzata presso il Comune di Vitia. Lo scopo principale di questa conferenza è stato quello di aumentare la…
Viti - Il Centro Kosovaro per gli Studi della Sicurezza (QKSS), ha tenuto la conferenza dal tema "Prevenzione dell'estremismo violento in Kosovo", organizzata presso il Comune di Vitia. Lo scopo principale di questa conferenza è stato quello di aumentare la consapevolezza dei cittadini di Vitia dinanzi alle potenziali minacce di estremismo violento e la radicalizzazione in questo comune. In tale circostanza, il direttore di QKSS, Florian Qehaja dinanzi ai partecipanti ha sottolineato l'importanza dell'inclusione della comunità nella prevenzione dell'estremismo violento nonché il ruolo di educazione in tale direzione. Nel corso della conferenza svoltasi a Vitia hanno partecipato anche i rappresentanti delle istituzioni pubbliche a livello locale e centrale come il sindaco del Comune di Vitia, Sokol Haliti, che ha definito come una sfida l'estremismo violento ed ha sottolineato la necessità di una cooperazione onnicomprensiva a livello locale e centrale per la lotta e la prevenzione di questo fenomeno. Nel suo discorso, il vice direttore della stazione di Polizia di Vitia, Fatos Latifi, ha sottolineato l'importanza dell'implementazione della Strategia Nazionale per la prevenzione dell'estremismo violento approvata dal Governo del Kosovo dicendo che occorre ancora un ampio impegno da parte delle comunità religiosa, la società civile, i media e le istituzioni locali, al fine di informare i cittadini in relazione alle minacce e ai rischi legati all'estremismo violento.<br /><br /> Oltre ai membri del Comune e della Polizia, alla conferenza hanno partecipato anche i rappresentanti dalla chiesa cattolica, della chiesa ortodossa, il team d'azione per la sicurezza della comunità, i consigli dei villaggi nel Comune di Vitia, i consigli comunali per la sicurezza presso la comunità, i direttori delle scuole superiori, FSK, nonché i rappresentanti di altre istituzioni ma anche della società civile.<br /><br /> Valdete Sahiti dall'Associazione delle donne di Vitia ha riferito, in tal occasione, che l'estremismo violento può essere combattuto al meglio a scuola e con l'introduzione di materie religiose. A suo dire i bambini e i giovani devono essere informati sulla religione in modo che non cadano preda di varie ideologie di indottrinamento. <a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a><br /><br /> Ricordiamo che l'estremismo e il terrorismo continuano a rappresentare un rischio per la sicurezza e gli interessi del Kosovo. Questo fenomeno, considerando la popolazione, è stato presente nel Paese e ha avuto il sostegno di molti giovani kosovari che si sono uniti alle forze dello Stato Islamico. Il numero dei combattenti kosovari che hanno viaggiato verso la Siria e l'Iraq, secondo le autorità è di 300, mentre 130 sono ritornati. La Polizia del Kosovo ha comunicato che, dall'inizio della guerra al terrorismo sono state arrestate oltre 140 persone. <br /><br /> "La Polizia del Kosovo, nello specifico la Direzione contro il Terrorismo, finora, ha arrestato 140 persone sotto il sospetto per dei reati penali connessi al terrorismo", ha informato la Polizia per "Lajmi.net".<br /><br /> Bisogna ricordare che, nel mese di marzo del 2015, il Parlamento del Kosovo ha approvato una legge che punisce i kosovari ritornati da queste guerre fino a 15 anni di carcere, per partecipazione a conflitti esteri. Finora 60 persone sono sotto processo e sono accusate di estremismo violento. <a href="#footnote-4" id="footnote-marker-4-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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