Parliamone.
Discutiamone.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.
Podgorica – Le elezioni parlamentari in Montenegro sono avvenute il 16 ottobre e d’allora è presente una supposizione spettacolare che il Presidente russo, Vladimir Putin, mediante il Presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, abbia esercitato la pressione…
Podgorica – Le elezioni parlamentari in Montenegro sono avvenute il 16 ottobre e d’allora è presente una supposizione spettacolare che il Presidente russo, Vladimir Putin, mediante il Presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, abbia esercitato la pressione sull'opposizione del Montenegro e che il movimento illegale turco di Fethullah Gulen, insieme agli americani, ha consigliato ai bosniaci di sostenere il DPS di Milo Djukanovic. Dopo le elezioni montenegrine, Matica Bosnjaka Sandzaka ha esortato pubblicamente il Partito Bosniaco (BS) a sostenere l’opposizione ed a lasciare ‘’il regime fascista’’ di Milo Djukanovic. Anche la Comunità democratica bosniaca (BDZ) in Montenegro ha sostenuto una cosa simile, la quale ha ottenuto solo 1.000 voti alle elezioni e non ha superato la soglia, però è riuscita a togliere il sicuro terzo mandato al BS. I membri del BS hanno accusato, Muamer Zukorlic, di aver saputo che il suo partito non supererà la soglia e che ‘’aveva lavorato per qualcuno’’ al fine di rompere l’unità bosniaca e indebolire il corpo bosniaco in Montenegro.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a> <br /> <br /> Secondo l’ex membro del Partito Democratico di Serbia (Demokratska stranka Srbije, DSS), Dragana Trifkovic, la Regione dei Balcani è testimone di una dura campagna anti-russa in Montenegro, riferendosi alle elezioni rubate del 16 ottobre, il pianificato tentativo di colpo di stato, con accuse infondate che i cittadini russi sono stati coinvolti nella pianificazione e l’attuazione del presunto tentativo di destabilizzazione del Montenegro. La stessa ha stimato che la posizione di Milo Djukanovic diventa sempre più debole perché lo stesso Djukanovic ha compiuto tutto quello che l’Occidente gli aveva chiesto di fare e la sua sopravvivenza al potere è legata ai servizi ulteriori alla NATO e l'aumentata politica anti-russa. E’ noto che la Federazione Russa si impegna a rispettare la volontà del popolo e si oppone alla politica che non accetta tale volontà. Trifkovic ha stimato che Milo Djukanovic porti, per forza, il Montenegro alla NATO, al fine di sopravvivere al potere, ed ha aggiunto che anche più dell’80% dei serbi si oppongono alla cooperazione con la NATO.<a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a> <br /> <br /> In occasione del tentativo dell’attacco terroristico in Montenegro al giorno delle elezioni parlamentari in Montenegro il 16 ottobre, il Segretario Generale della NATO, Jens Stoltenberg, ha accolto favorevolmente l’indagine aperta, dicendo che l’interferenza nel processo elettorale in qualsiasi Stato sovrano è assolutamente inaccettabile. Secondo il Segretario Generale, il Montenegro ha deciso, attraverso il processo democratico, di far parte della NATO e che è in corso la ratifica del Protocollo di adesione del Montenegro alla NATO.<a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a> <br /> <br /> Commentando i dati dell’indagine sul tentativo di terrorismo il 16 ottobre in Montenegro, il vice presidente del Consiglio Atlantico degli USA, Damon Wilson, ha stimato, alla seconda metà di novembre, che tali dati sono ‘’inquietanti’’, dato che si parla di una forte e sospettosa influenza della Russia in Montenegro. Secondo Wilson, la Russia deve comprendere che il gioco è finito e che si tratta di un intervento indiretto in uno Stato sovrano. Commentando il tentativo dell’attacco terroristico in Montenegro, Wilson ha asserito che è presente anche il problema dei combattenti stranieri che hanno combattuto in Ucraina, i quali sono arrivati in Montenegro, e che le forze di sicurezza gestiscono questi casi.<br /> <br /> Ricordiamo che la Procura della Repubblica del Montenegro, ha sospettato 19 persone del tentativo di terrorismo il 16 ottobre, il giorno delle elezioni parlamentari, tra cui ci sono anche due ‘’nazionalisti russi’’ Eduard Vladimirovich Shirkov e Vladimir Nikolajevich Popov, l’ex capo della Gendarmeria Bratislav Dikic, nonché il cittadino di Belgrado, Aleksandar Sindjelic, il quale, come si presume, abbia partecipato alla battaglia in Ucraina nelle file delle forze filo-russe. Secondo la Procura della Repubblica, non ci sono prove che Mosca ufficiale è coinvolta nel tentativo di terrorismo in Montenegro e d’altra parte il Cremlino ha negato categoricamente qualsiasi coinvolgimento. La Procura della Repubblica possiede delle prove che dimostrano che il partito politico di opposizione montenegrino Fronte Democratico (DF), ovvero un politico di quest'alleanza, è stato coinvolto nel tentativo di terrorismo. Naturalmente, il DF smentisce tali accuse e incolpa la Procura della Repubblica e il potere di essere riuniti per distruggere il DF, dato che si oppone all'adesione del Montenegro alla NATO e perché nell'ultimo tempo sta sviluppando strette relazioni con il partito russo Russia Unita, di Vladimir Putin.<a href="#footnote-4" id="footnote-marker-4-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> Nel corso della tavola rotonda, Montenegro nella NATO – uno sguardo verso il futuro, tenutasi all'inizio di novembre, l’ex Ministro della Difesa del Montenegro, Milica Pejanovic-Djurisic, ha stimato che i risultati delle elezioni parlamentari hanno mostrato che la maggioranza dei cittadini sono impegnati per il percorso euro-atlantico del Montenegro. Secondo l’analista di Belgrado, Bosko Jaksic, è ovvia l’interferenza della Russia nel percorso europeo ed euro-atlantico del Montenegro e mentre si avvicina l’adesione ufficiale del Montenegro alla NATO, il nervosismo diventa sempre più grande. Jaksic sostiene che la Russia continuerà ad esercitare le pressioni, non solo sul Montenegro. I rappresentanti di alcuni partiti di opposizione montenegrina non vedono l’interferenza russa in Montenegro e sostengono il referendum, nel corso del quale i cittadini potranno decidere se il Montenegro aderirà alla NATO o meno. D’altra parte, i partiti di Governo sostengono che il referendum non è necessario.<a href="#footnote-5" id="footnote-marker-5-1" rel="footnote"></a> <br /> <br /> Per quanto riguarda il tentativo dell’attacco in Montenegro il 16 ottobre, una parte dei partiti di opposizione della Serbia, in primo luogo il leader del Partito Liberal-Democratico (Liberalno-demokratska partija, LDP), Cedomir Jovanovic, sostiene che è chiaro che la Russia sta dietro gli eventi in Montenegro, dato che il Vice Primo Ministro Russo ha asserito che il Montenegro si pentirà a causa della decisione di entrare nella NATO, mentre la coalizione di Governo serbo sostiene che la situazione nella Regione è seria, ma non è allarmante ed ha sottolineato la necessità di attendere i risultati ufficiali dell’indagine. Gli analisti montenegrini sono sicuri che la Russia sta lavorando contro gli interessi del Montenegro.<a href="#footnote-6" id="footnote-marker-6-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
Hai letto il sommario. Il corpo dell'articolo, le fonti e la rete di entità collegate sono riservate ai nostri lettori.
L'Osservatorio Italiano è un riferimento economico tra l'Italia e il mondo, al servizio delle PMI. Inizia da una breve presentazione del progetto.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.