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NOTIZIE · OI-336633 · 07/11/2016 15:00:38 · 3513 g fa4 min lettura
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Non dobbiamo ritardare integrazione regionale nella NATO e nell'UE

DiOsservatorio ItalianoSommario

Pristina - In Kosovo hanno avuto luogo i lavori del 93° Seminario della ROSE-ROTH dell'Assemblea Parlamentare della NATO, organizzato sotto gli auspici del Kosovo. Nel suo discorso, il Presidente della Repubblica, Hashim Thaci ha affermato che "i rapporti…

Pristina - In Kosovo hanno avuto luogo i lavori del 93° Seminario della ROSE-ROTH dell'Assemblea Parlamentare della NATO, organizzato sotto gli auspici del Kosovo. Nel suo discorso, il Presidente della Repubblica, Hashim Thaci ha affermato che "i rapporti Kosovo-Serbia non sono una minaccia per la sicurezza nella Regione", grazie al dialogo avviato da Bruxelles. Senza specificare molto, il Presidente ha dichiarato che è giunto il tempo in cui il Kosovo e la Serbia istituiscano un dialogo ad un altro livello, in modo da raggiungere la conciliazione finale con la Serbia. Thaci ha sottolineato che l'unico obiettivo e visione del Kosovo è l'integrazione nelle strutture euro-atlantiche. Il Presidente si è detto ottimista anche per quanto riguarda l'istituzione delle Forze Armate del Kosovo, che secondo lui sarà un altro grosso passo nel percorso e l'aspirazione di diventare membri della NATO e dell'UE. <a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a> <br /><br /> "Il Kosovo non è più una fonte d'instabilità, anzi è un Paese esportatore della pace e del dialogo. Questo rende il Kosovo una buona opportunità da cui trarre insegnamento su casi simili da tutto il mondo", ha affermato il Presidente Thaci. <br /><br /> Quest'ultimo ha asserito che 17 anni fa, il Kosovo era un Paese appena uscito dalla guerra, dal tentativo di genocidio, da un decennio di repressione ed apartheid statale serba e da interi decenni di discriminazione.<br /><br /> "Ma, in quei giorni pesanti c'era la comunità internazionale, in particolare la NATO, che si è messa a capo del processo per ristabilire la pace e l'ordine in Kosovo. I cittadini del Kosovo hanno accolto a braccia aperte la forza pacifica della KFOR, guidata dalla NATO e la missione delle Nazioni Unite", ha affermato il presidente Thaci. <br /><br /> Un'altra lezione di quei primi giorni subito dopo la guerra, secondo il Presidente Thaci, che è valida anche per una delle maggiori sfide con cui si sta affrontando oggi l'Europa e l'Alleanza Nord-Atlantica è la questione dei rifugiati.<br /><br /> "Con la fine della guerra e l'instaurazione della pace, milioni di persone non hanno aspettato né la UNHCR, né qualche altra agenzia, ma sono tornate da sole nelle proprie case. Non hanno rappresentato un impedimento né le case distrutte, né l'economia che doveva ripartire da zero. Era importante semplicemente la pace e la garanzia della sicurezza e della stabilità attraverso la NATO. Ancora oggi quando vediamo le ondate di rifugiati, dobbiamo impegnarci a creare la pace e la stabilità", ha spiegato il Capo dello Stato.<br /><br /> A suo avviso, non desiderano altro che tornare nelle loro abitazioni, avere la pace, avere la stabilità, perché le case distrutte, lo Stato distrutto, si possono ricostruire come è avvenuto in Kosovo. <a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a><br /><br /> Nei lavori di questo seminario, dove si sta discutendo il futuro della NATO nei Balcani occidentali, il Comandante della KFOR ha evidenziato che la sicurezza in Kosovo è migliorata molto e vi è la libertà di circolazione. Giovanni Fungo, ha mostrato che a differenza dal 2002 quando la missione KFOR aveva 36 mila soldati, ora, 14 anni dopo ne ha solo 4.500. <a href="#footnote-4" id="footnote-marker-4-1" rel="footnote"></a><br /><br /> In merito alla KFOR ha parlato anche l'ambasciatore americano, Greg Delawie affermando che la missione andrà via dal Kosovo, quando il Paese sarà in grado di difendersi da solo. L'ambasciatore ha sottolineato che sarà realizzata anche la trasformazione della Forza della Sicurezza del Kosovo in esercito del Paese.<br /><br /> "Questa trasformazione dovrà comprendere tutti gli elementi costituzionali in Kosovo e dovrà essere fatta con attenzione", ha affermato Delawie.<a href="#footnote-5" id="footnote-marker-5-1" rel="footnote"></a><br /><br /> Nel corso dei lavori di questo seminario che si tiene per la prima volta in Kosovo, il Ministro della Forza di Sicurezza del Kosovo (MFSK), Haki Demolli, ha riferito che nessun soldato della Forza della Sicurezza del Kosovo si è unito all'ISIS. Lo stesso ha evidenziato che il Kosovo ha registrato uno straordinario successo, facendo presente che, negli ultimi dieci mesi, nessun cittadino del Kosovo si è unito alle file dell'ISIS, in conformità alle informazioni delle istituzioni kosovare.  <br /><br /> "Con piena responsabilità dico che nessun soldato dell'FSK, nessun soldato del Kosovo si è unito all'ISIS, anzi come sapete tutti, come avete udito anche durante la presentazione del Presidente ma anche durante la presentazione di un giorno fa dal Presidente del Parlamento, sono certo che anche domani lo sentirete dallo stesso Ministro degli Interni, che la Repubblica del Kosovo ha mostrato uno straordinario successo, secondo le informazioni in possesso del Ministero degli Interni che, negli ultimi 10 mesi, neanche un solo kosovaro si è unito alle file dell'IS", ha asserito Demolli.<a href="#footnote-6" id="footnote-marker-6-1" rel="footnote"></a> <br /> <br /> <br />

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Altri luoghi citati (non mappati): Balcani Occidentali · Pristina
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