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Tirana - La lotta contro l'estremismo violento ha riunito ad un tavolo di lavoro i rappresentanti delle istituzioni statali, della società civile, le comunità religiose, il mondo accademico e le altre parti interessate. Agron Sojati, Coordinatore Nazionale…
Tirana - La lotta contro l'estremismo violento ha riunito ad un tavolo di lavoro i rappresentanti delle istituzioni statali, della società civile, le comunità religiose, il mondo accademico e le altre parti interessate. Agron Sojati, Coordinatore Nazionale nella lotta contro l'estremismo violento, presso la Presidenza del Consiglio ha affermato che l'incontro ha lo scopo di identificare i principali attori che devono interagire per prevenire la sua apparizione in Albania, così come il rafforzamento dei partner locali nella lotta contro il fenomeno.<br /><br /> Nel mese di novembre del 2015, l'Albania ha adottato la Strategia Nazionale per la Lotta all'estremismo violento nonché il relativo piano d'azione. Lo stesso prevede il coinvolgimento di soggetti pubblici e non statali a livello nazionale per attuare la strategia. Tuttavia, durante l'incontro è stato valutato che le istituzioni non hanno ancora raggiunto il livello necessario di cooperazione per lo sviluppo di questo piano.<br /><br /> "Il problema consiste nel passare dalla parte delle istituzioni statali che hanno la responsabilità primaria di affrontare il problema degli individui che vengono radicalizzati, partecipano, o minacciano la sicurezza, nell'approccio comunitario della questione, perché questo rapporto ci è mancato", ha affermato Agron Sojati, mostrandosi critico verso le istituzioni direttamente coinvolte nell'attuazione della strategia. <br /><br /> Lo stesso ha sottolineato la necessità di massimizzare la cooperazione per garantire la sicurezza e l'ordine dinanzi al rischio estremista. Il Ministero del Benessere Sociale avrà un ruolo importante per un piano d'azione con giovani provenienti da tutta la Regione, che verrà attuato con l'istituzione dell'Ufficio di Coordinamento Giovanile che si aprirà in Albania, in seguito all'accordo raggiunto tra i Premier dei più importanti Paesi della Regione.<br /><br /> "Utilizzeremo la struttura in modo tale da aiutarci ad educare la gioventù", ha affermato Merita Xhafaj, direttrice delle politiche presso il Ministero del Benessere Sociale.<br /><br /> Nel corso della discussione organizzata dall'Istituto per l'Informazione, lo Sviluppo e la Motivazione, il vice Ambasciatore degli Stati Uniti, David Muniz, ha chiesto all'Albania l'attuazione di un piano efficace per la lotta contro il fenomeno. A suo dire non è sufficiente che contro l'estremismo violento si impegnino soltanto le comunità religiose perché per contrastarlo serve l'intera società e le istituzioni dello Stato.<br /><br /> "Non è sufficiente l'impegno delle istituzioni religiose in due aree. Il Governo, la società civile, le scuole, la Polizia, la famiglia e tutti gli altri devono interagire in un processo continuo contro il fenomeno", ha riferito David Muniz, vice ambasciatore degli Stati Uniti in Albania.<br /><br /> Finora, le più grandi campagne istituzionali, intraprese per aumentare la consapevolezza della comunità contro la violenza sono: il progetto "La Polizia nella comunità" intrapreso dal Ministero dell'Interno e l'iniziativa "La scuola come centro della comunità", intrapresa dal Ministero della Pubblica Istruzione. <a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-4" id="footnote-marker-4-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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