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NOTIZIE · OI-335938 · 04/10/2016 13:20:53 · 3547 g fa3 min lettura
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Chiudiamo le frontiere coinvolgendo l'esercito

DiOsservatorio ItalianoSommario

Belgrado - Il Presidente della Serbia, Tomislav Nikolic, ha dichiarato, martedì 4 ottobre, al quotidiano serbo Kurir, che la Serbia non solleverà i recinti, ma chiuderà le frontiere coinvolgendo l'esercito. Nikolic ha sottolineato di aver detto apertamente…

Belgrado - Il Presidente della Serbia, Tomislav Nikolic, ha dichiarato, martedì 4 ottobre, al quotidiano serbo Kurir, che la Serbia non solleverà i recinti, ma chiuderà le frontiere coinvolgendo l'esercito. Nikolic ha sottolineato di aver detto apertamente ai funzionari di Bruxelles che la Serbia non potrebbe sopportare 'la creazione di un imbuto o di una clessidra, in cui nulla esce sull'altro lato''. Nikolic ha ricordato di aver approvato, pochi mesi fa, il decreto che autorizza l'esercito serbo ad aiutare la polizia a garantire la sicurezza dei confini.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a>  <br /> <br /> Vulin: Rapporto della Serbia nei confronti dei migranti è rispettato in tutto il mondo<br /> <br /> Il Ministro del Lavoro, dell'Occupazione, delle Questioni Sociali e dei Veterani della Serbia, Aleksandar Vulin, ha sottolineato che la Serbia anche l'anno prossimo potrà contare su significative risorse disposte dall'UNHCR. Vulin ha incontrato, martedì 4 ottobre  a Ginevra, l'Alto Commissario dell'UNHCR per i rifugiati, Filippo Grandi, con il quale ha parlato delle conseguenze della crisi dei migranti e degli aiuti che l'UNHCR fornisce alla Serbia.  Secondo il Ministro, il trattamento della Serbia nei confronti dei migranti è rispettato in tutto il mondo e  l'UNHCR considera che la Serbia sia un esempio. Vulin e Grandi si sono incontrati a margine della 67° sessione del Comitato Esecutivo dell'UNHCR, che si tiene dal 3 al 7 ottobre a Ginevra.<a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a><br /> <br />  Aiuto dell'Ungheria a proteggere i confini serbi<br /> <br /> Durante il colloquo tra il capo della diplomazia ungherese, Peter Szijjarto, e il capo della diplomazia serba, Ivica Dacic, tenutosi lunedì 3 ottobre, Szijjarto ha detto che l'Ungheria invierà 20 agenti di polizia per proteggere il confine meridionale della Serbia da una nuova ondata di migranti. Secondo il capo della diplomazia ungherese, l'Ungheria sostiene fortemente la Serbia nel processo delle integrazioni europee, nonché nell'apertura dei nuovi capitoli: 5, 20, 25 e 26.  I due interlocutori hanno convenuto che la sessione dei due governi si terrà il 20 e 21 novembre a Nis. Dopo l'incontro con Szijjarto, Dacic ha detto che la politica della Serbia, relativa ai rifugiati, rimane la stessa, indipendentemente dal risultato del referendum in Ungheria e che la Serbia dovrà comportarsi in conformità con la situazione reale. Szijjarto ha detto che l'Ungheria invierà alla Serbia tutta l'assistenza possibile in caso di nuova ondata dei migranti. Secondo Dacic, in Serbia in questo momento vi sono tra i 6.000 e i 7.000 migranti, aggiungendo di non sentirsi soddisfatto del fatto perché l'Unione europea (UE) non abbia una politica unica su questa questione. Secondo Dacic, la Serbia deve avere  una fitta comunicazione  e un ampio coordinamento, soprattutto con Ungheria, Croazia, Slovenia, Austri, e deve seguire attentamente ciò che sta accadendo nelle relazioni tra la Turchia e l'UE. Egli ha inoltre aggiunto che il Primo Ministro serbo, Aleksandar Vucic, non sostiene l'opzione di sollevare recinti o muri, e che la Serbia dovrà trovare in ogni modo i meccanismi per proteggere i suoi interessi, tale che non può permettere che un gran numero di migranti sia bloccato sul suo territorio, il che metterebbe in pericolo la stabilità regionale.<a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a><br /> <br />  <br /> <br /> <br />

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Entità
20
menzionate
Persone
6
menzionate
Aziende
1
menzionate
◉ Geografia della notizia · 5 paesi coinvolti
Altri luoghi citati (non mappati): Ginevra · Belgrado
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