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NOTIZIE · OI-335847 · 29/09/2016 11:50:20 · 3551 g fa3 min lettura
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UE sempre più preoccupata per la questione del Sahara

DiOsservatorio ItalianoSommario

Bruxelles - L'Unione Europea ha ribadito la sua preoccupazione sulle conseguenze della mancata soluzione della questione del Sahara, specialmente per la sua sicurezza e la sua integrazione nella regione, come si apprende nella dichiarazione del Consiglio…

Bruxelles - L'Unione Europea ha ribadito la sua preoccupazione sulle conseguenze della mancata soluzione della questione del Sahara, specialmente per la sua sicurezza e la sua integrazione nella regione, come si apprende nella dichiarazione del Consiglio dell'Unione Europea, rispondendo ad una questione parlamentare sollevata di recente da un gruppo di eurodeputati, in merito alle implicazioni sulla sicurezza dell'UE, dovute allo status quo in questo conflitto artificiale. Gli eurodeputati hanno inoltre interrogato il Consiglio dell'UE sulla mancanza di un censimento delle popolazioni dei campi di Tinduf in Algeria, che ha gravi conseguenze per la protezione delle popolazioni che vivono, da quattro decenni, in condizioni umanitarie molto difficili. La necessità di organizzare un censimento presso i campi di Tinduf è stata più volte richiesta dagli organismi europei ed internazionali e l'assenza della registrazione di queste popolazioni, voluta da Algeri, non fa altro che favorire la deviazione degli aiuti umanitari destinati alla popolazione di Tinduf.<br /> <br /> Alla domanda posta, nello stesso contesto, da un eurodeputato circa l'uso improprio degli aiuti umanitari dell'UE da parte del Polisario, nel conto del bilancio per il 2013, l'alto rappresentante dell'UE per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Federica Mogherini, ha effettivamente confermato l'esistenza di problemi nella distribuzione degli aiuti, riferendosi alla relazione dell'Ufficio europeo per la lotta anti-frode (OLAF), che ha rivelato l'esistenza di una massiccia appropriazione indebita da parte del Polisario degli aiuti umanitari europei destinati alle popolazione nei campi di Tinduf in Algeria. Inoltre, il Segretario di Stato spagnolo per gli Affari Esteri, Ignacio Rubio Ybanez, ha ribadito questa settimana a New York, la posizione di Madrid a favore di una soluzione che coinvolga la "libera autodeterminazione" del popolo Saharawi. Nei suoi colloqui con il Rappresentante personale del Segretario generale delle Nazioni Unite per il Sahara occidentale, Christopher Ross, Rubio la ribadito la posizione della Spagna a favore di una soluzione politica giusta, di lunga durata e reciprocamente accettabile, fornendo la libera autodeterminazione del popolo del Sahara occidentale nel quadro delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza, in conformità con i principi e gli obiettivi della Carta delle Nazioni Unite. <br /> <br /> In giornale "Tribune de Genève", nella sua edizione di lunedì 26 settembre, ritiene che "le carte stanno per essere ridistribuite, forse perché la scalata dei gruppi estremisti ha modificato l'ordine regionale", rilevando in tale contesto che il problema del Sahara "ritorna lentamente in prima pagina, dovuto stavolta alla minaccia rappresentata per la pace, la sicurezza e la stabilità". Constatando che questo vecchio conflitto è un'eredità della guerra fredda, l'autore dell'articolo ha fatto notare che, anche se ha avuto successo negli anni 70, con il supporto di Algeri, il suo principale sostenitore, il Polisario soffre nell'ultimo periodo di un grave problema di immagine, sottolineando che "i collegamenti sempre più evidenti con l'esercito ed i servizi algerini, la deviazione degli aiuti umanitari verso i campi di Tindouf e il coinvolgimento dei membri del Polisario in traffici di tutti i tipi, hanno spinto molti Paesi ad essere molto più cauti su questo tema". <br />

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