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Tirana - In un'intervista per Top Channel rilasciata nel mese di agosto, l'ambasciatore turco Hidayet Bayraktar, ha affermato che Ankara è in attesa di una reazione da parte del Governo albanese relativa agli interessi finanziari ed agli investimenti di…
Tirana - In un'intervista per Top Channel rilasciata nel mese di agosto, l'ambasciatore turco Hidayet Bayraktar, ha affermato che Ankara è in attesa di una reazione da parte del Governo albanese relativa agli interessi finanziari ed agli investimenti di Fethullah Gülen in Albania. <br /><br /> Gulen è accusato dalla Turchia di aver istituito un'organizzazione parallela allo Stato turco, chiamata FETO, che ha legami con imprese e società con interessi in tutto il mondo e dunque anche in Albania. Il canale mediatico albanese ha appreso, attraverso vie diplomatiche, che lo Stato turco ha consegnato alle autorità statali centrali un documento "non paper", cioè una lettera senza testata, timbro o firma, con cui si accusa un consorzio turco, che aveva appena vinto l'appalto per la manutenzione della strada Durazzo-Kukes per un periodo di 30 anni e per un valore di 596.1 milioni di euro. La lettera e l'incontro tra i diplomatici turchi risalgono al periodo in cui la "Vendeka" ha vinto questo appalto nel corso delle persistenti richieste di Ankara verso Tirana di frenare, controllare ed eventualmente cacciare gli interessi di Gulen dall'Albania. Stando alle indiscrezioni, il Governo albanese ha resistito a questa pressione, specialmente per gli investimenti delicati che sono legati a dei servizi di qualità ai cittadini in importanti settori, dove questo servizio pubblico è carente in termini di qualità. Pare che le accuse rivolte all'azienda turca "Vendeka" siano state talmente dettagliate che hanno ottenuto l'attenzione del Governo. La lettera di cui Top Channel dispone nella sua versione integrale, menziona in toni aspri i legami tra il titolare della "Vendeka Bilgi Teknolojieri", Ismail Meral, con Fethullah Gulen e la sua organizzazione FETO, definita come terrorista in questo documento. Lo stesso materiale, consegnato alle autorità albanesi, riporta il nome di Baki Kuran, il direttore generale della "Vendeka", come partecipe alla cerimonia tenutasi nelle Filippine nel mese di settembre del 2013, in cui Fethullah Gülen ha ricevuto il premio come contribuente alla pace. La più grave accusa citata nel documento di Ankara (di cui dispone Top Channel) è per Husein Kizmaz, direttore della regione del Pacifico per la ditta "Vendeka", accusato in questo documento come la persona che ha acquistato le telecamere, con cui sono stati spiati i figli di Erdogan ed i suoi parenti, per i piani dell'organizzazione FETO di Gulen e le sue azioni intimidatorie. Si tratta degli eventi del 17 dicembre 2013, o quel che da Erdogan è stato definito come la golpe giuridica verso il suo Stato, quando decine di funzionari, Ministri, figli di Ministri, tutti vicini ad Recep Tayyip Erdoğan sono stati arrestati o indagati in relazione ad una possibile violazione dell'embargo internazionale verso l'Iran, per petrolio e gas. Secondo la lettera, anche il proprietario di "Vendeka", dopo questi accaduti ha interrotto la frequentazione dell'Università "Hacetepe" ad Ankara. <br /><br /> Quel che è successo poco dopo l'arrivo di questa lettera di denuncia dello Stato turco all'azienda "Vendeka", che aveva vinto la gara d'appalto per la manutenzione dell'autostrada Durazzo-Kukes, è noto a tutti. L'appalto è stato cancellato e sono state riscontrate gravi violazioni, pertanto la concessione è stata data ad un altro consorzio albanese. L'appalto è stato il primo atto pubblico annullato dopo le dimissioni del Ministro dei Trasporti, Edmond Haxhinasto, ma secondo le fonti i due eventi sono poco o per nulla correlati. L'unico collegamento è tra la lettera di Ankara, consegnata alle autorità albanesi, come anche il primo suo atto di successo di quel che si chiama l'inizio della vendetta di Erdogan, verso le imprese turche ed i loro interessi in Albania, connessi a Fethullah Gulen. Il colpo di Stato avvenuto in Turchia nel mese di luglio, con il passare dei mesi non si sta estinguendo ma sta rafforzando l'inimicizia del Presidente Erdogan con l'avversario che lo stesso accusa come autore del putsch, Fethullah Gülen. Il leader religioso, salvo l'esplicita richiesta per l'estradizione da Washington, sta facendo i conti anche con l'attacco agli interessi della sua gente ovunque nel mondo e dunque anche in Albania. <a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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