Parliamone.
Discutiamone.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.
Banja Luka - Secondo i dati ufficiali pubblicati lunedì, 26 settembre, il referendum nella Republika Srpska (RS) ha avuto successo. Un totale di 687.791 elettori, o il 99.81% dei cittadini che hanno partecipato al referendum, si è espresso a favore del…
Banja Luka - Secondo i dati ufficiali pubblicati lunedì, 26 settembre, il referendum nella Republika Srpska (RS) ha avuto successo. Un totale di 687.791 elettori, o il 99.81% dei cittadini che hanno partecipato al referendum, si è espresso a favore del festeggiamento del 9 Gennaio quale Giornata nazionale della Repubblica, nonostante il parere negativo della Corte costituzionale. Lo 0,19%, ovvero 1.291 cittadini, non ha sostenuto il festeggiamento del 9 Gennaio quale Giornata nazionale della Repubblica. Su un totale di 1.219.399 elettori, 680.116 , ovvero il 55.67 % dei cittadini, hanno votato presso 1.885 seggi elettorali. Su un totale di 1.337.000 elettori registrati, c'erano 655.724 schede bianche e 2.264 non valide.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> Reazione dei funzionari della RS<br /> <br /> Il Presidente della RS, Milorad Dodik, ha affermato che il futuro della RS, dopo il referendum, è stabile ed ha sottolineato che la volontà del popolo non può essere ignorata. Lo stesso si è detto inoltre soddisfatto del fatto che il referendum ha avuto luogo senza incidenti, ricordando che questo non è stato il referendum sulla secessione, che nessuno può negare la sua legittimità e che ora tutto sarà risolto in Parlamento, dove sarà modificata la legge sulle festività. Alla domanda se indirà un nuovo referendum, Dodik ha risposto che non esclude tale possibilità su ogni singola questione nella RS. Dodik ha aggiunto di non aver ancora parlato con la leadership della Serbia, ma ha puntualizzato che molti amici serbi gli hanno trasmesso i rispettivi auguri, aggiungendo che la decisione della Serbia di non sostenere il referendum era del tutto logica. Commentando le affermazioni che il referendum è stato organizzato a causa delle elezioni, Dodik ha ricordato che tutti hanno partecipato alla presa della decisione sullo stesso.<br /> <br /> Per quanto riguarda le indiscrezioni dei media su un suo possibile arresto, Dodik ha affermato che i giornalisti di guerra scrivono tali articoli per i giornali della Regione, aggiungendo che l'Occidente lo vorrebbe vedere in una posizione umiliante, e che non guarda favorevolmente nessuno che prende da solo le decisioni.<a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> Il Presidente dell'NDP, Dragan Cavic, ha dichiarato che l'affluenza al referendum sulla Giornata della RS non era prevista ed ha sottolineato che la cosa più importante è che il referendum è avvenuto senza problemi. Lo stesso ha asserito che l'affluenza percentuale nelle zone rurali è stata molto più alta rispetto alle aree urbane. Il Presidente dell'NDP ha osservato che l'affluenza più bassa è stata a Banja Luka e a Prijedor, dove la coalizione di Governo del SNSD-DNS-SP è al potere, o che il referendum non deve essere visto in questo contesto. <a href="#footnote-4" id="footnote-marker-4-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> Il Presidente dell'SDS, Mladen Bosic, ha dichiarato che il suo partito e l'opposizione hanno salvato il referendum sulla Giornata nazionale della Repubblica. Questi ha spiegato che, senza il sostegno dell'opposizione l'affluenza non sarebbe stata sufficiente per il successo dello stesso.<a href="#footnote-5" id="footnote-marker-5-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> La reazione dei funzionari della Federazione di Bosnia ed Erzegovina (FBiH)<br /> <br /> Il Vice Presidente della Camera dei Rappresentanti dell'Assemblea parlamentare della Bosnia-Erzegovina (BiH), Sefik Dzaferovic e il Presidente della Camera dei Popoli della BiH, Safet Softic, hanno affermato quest'oggi, 26 settembre, a Sarajevo, che le istituzioni locali, in primo luogo l'Ufficio del Procuratore della BiH, e la comunità internazionale dovrebbero penalizzare i responsabili del referendum sul 9 Gennaio quale Giornata nazionale della RS. Dzaferovic ritiene che il referendum rappresenti una grave violazione dell'Accordo di pace di Dayton, nonché la violazione della Costituzione della BiH, pertanto qualucno deve assumersi la responsabilità politica e penale.<br /><br /> Lo stesso ritiene che il referendum sulla Giornata della Repubblica rappresenti solo una prova per quelli futuri.<br /> <br /> Softic è convinto che le istituzionali locali e la comunità internazionale sanzioneranno gli organizzatori, aggiungendo che ciò potrebbe accadere anche dopo le elezioni locali. Softic e Dzaferovic fanno parte del partito SDA.<a href="#footnote-6" id="footnote-marker-6-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-7" id="footnote-marker-7-1" rel="footnote"></a> <br /> <br /> Anche il Presidente della Presidenza di Bosnia-Erzegovina, Bakir Izetbegovic, si aspetta la reazione della comunità internazionale a causa del referendum. Izetbegovic ha spiegato che non vi saranno cambiamenti per quanto riguarda la RS e che nel Paese verrà mantenuto l'accordo di pace di Dayton per la convivenza pacifica dei cittadini serbi, croati e bosniaci. Lo stesso, in un'altra circostanza, ha dichiarato che nessuno ha bisogno della guerra, aggiungendo che Milorad Dodik ed i suoi sostenitori, con il referendum, hanno violato la legge, assumendo una posizione anticostituzionale illegale. Alla domanda se sono attese delle sanzioni verso gli organizzatori, Izetbegovic ha risposto che non mancheranno le reazioni trattandosi di un esempio di violazione dell'Accordo di pace di Dayton, in opposizione alla Corte costituzionale della BiH e in violazione della Legge penale della BiH. Secondo il membro bosniaco della Presidenza di BiH, Dodik conduce se stesso ed i suoi sostenitori all'isolamento. <a href="#footnote-8" id="footnote-marker-8-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> Per quanto riguarda il membro croato della Presidenza della BiH e leader dell'HDZ BiH, Dragan Covic, e il suo atteggiamento a proposito del referendum, proprio dall'annuncio del referendum sulla Giornata della RS non ha nascosto il sostegno al suo amico Milorad Dodik, ed ha manipolato l'opinione pubblica, scegliendo il luogo e l'ora dove fornire il supporto, riporta l'agenzia di stampa Patria. Così Covic si è recato l'1 settembre a Belgrado, dove ha tenuto un incontro con il Primo Ministro della Serbia, Aleksandar Vucic, subito dopo la riunione dei rappresentanti della RS con Vucic, i quali non hanno ottenuto il supporto per il referendum. Ma ciò è sembrato non interessare a Covic, il quale ha riferito che il 26 settembre in BiH non cambierà nulla, alludendo al fatto che il referendum si terrà. Quattro giorni prima del referendum, Covic ha affermato che il suo svolgimento è il modo più democratico per esprimere la volontà di un popolo.<a href="#footnote-9" id="footnote-marker-9-1" rel="footnote"></a> Quest'ultimo si è inoltre detto contento del fatto che il referendum è avvenuundo dicendo che i politici della BiH adesso dovranno affrontare temi di vita. A suo dire, le autorità della Repubblica di Serbia devono trovare il modo per una soluzione, affinché il referendum sia in linea con le decisioni della Corte costituzionale.<a href="#footnote-10" id="footnote-marker-10-1" rel="footnote">[10]</a><br /> <br /> La reazione dei funzionari della Regione<br /> <br /> Il Primo Ministro della Serbia, Aleksandar Vuvic, ha dichiarato quest'oggi, 26 settembre, che la cosa più importante del referendum è che lo stesso abbia avuto luogo in un'atmosfera tranquilla ed ha sottolineato che adesso è importante che le tensioni siano appianate nell'intera Regione. Vucic ha confermato ai giornalisti di aver parlato con il Presidente Dodik tramite telefono e di essersi messo d'accordo con quest'ultimo circa la necessità che l'intera regione guardi verso il futuro.<br /> <br /> "Se qualcuno pensa che la soluzione stia nei conflitti, non solo noi ci dissociamo, ma ci opponiamo fortemente perché, per noi la pace e la stabilità sono condizioni basilari al fine di vedere i risultati del nostro lavoro", ha riferito Vucic.<a href="#footnote-11" id="footnote-marker-11-1" rel="footnote">[11]</a><br /> <br /> Il Segretario Generale dell'HDZ, Gordan Jandrokovic, ha detto lunedì, 26 settembre, che il referendum nella RS è stato incostituzionale secondo la decisione della Corte costituzionale, spiegando che il Presidente di tale entità, Milorad Dodik, mette in pericolo l'integrità territoriale e la sovranità della Bosnia-Erzegovina. "Ritengo pericoloso tutto ciò che Dodik sta facendo. Credo che la comunità internazionale e gli attori politici della BiH dovrebbero fermare tali processi, perché sono pericolosi, non solo per la BiH e l'Europa sud-orientale, ma anche per l'intera Europa", ha evidenziato Jandrokovic.<a href="#footnote-12" id="footnote-marker-12-1" rel="footnote">[12]</a><br /> <br /> La reazione dei funzionari internazionali<br /> <br /> L'ambasciatore della Federazione Russa a Belgrado, Alexander Chepurin, ha riferito che la Giornata nazionale della RS è salva. "Sono felice perché il referendum si è svolto in un'atmosfera tranquilla e in maniera molto democratica e perché i risultati sono abbastanza chiari", ha dichiarato Chepurin a Belgrado, aggiungendo che la Russia è contro ogni pressione compresa anche l'interferenza degli diplomatici stranieri.<a href="#footnote-13" id="footnote-marker-13-1" rel="footnote">[13]</a> <a href="#footnote-14" id="footnote-marker-14-1" rel="footnote">[14]</a><br /> <br /> Il capo della delegazione dell'Unione Europea (UE) in BiH nonché Rappresentante speciale per la BiH, l'ambasciatore Lars-Gunnar Wigemark, ha dichiarato che l'intera storia sul referendum nella RS ha distolto l'attenzione dai problemi reali, in un momento in cui mancano solo sette giorni allo svolgimento delle elezioni locali in BiH. "E' giunto il tempo di affrontare i problemi reali quali l'occupazione, l'istruzione, la politica sociale, la corruzione", ha affermato Wigemark.<a href="#footnote-15" id="footnote-marker-15-1" rel="footnote">[15]</a> <a href="#footnote-16" id="footnote-marker-16-1" rel="footnote">[16]</a> <br /> <br /> La Commissione europea: Il referendum nella RS è illegale<br /> <br /> La Commissione europea ha stimato che il referendum tenutosi nella RS non ha alcuna base giuridica. Il portavoce della Commissione europea, Maja Kocijancic, ha riferito che il presente referendum non può cambiare la decisione finale e vincolante della Corte costituzionale della BiH. La stessa ha aggiunto che la Commissione europea incoraggia le istituzioni della Bosnia-Erzegovina a risolvere la questione della Giornata nazionale della RS nell'ambito delle procedure giuridiche esistenti e nel quadro della Costituzione attuale del Paese tramite un dialogo costruttivo.<a href="#footnote-17" id="footnote-marker-17-1" rel="footnote">[17]</a><br /> <br /> Cosa succederà dopo il referendum<br /> <br /> Alla domanda del portale Pravda cosa ci si può aspettare dopo il referendum, l'analista politico Predrag Ceranic ha risposto che le minacce non mancheranno, dicendo che a Sarajevo vi sono tre opzioni come una possibile risposta dei bosniaci al referendum. La prima risposta, secondo Ceranic, è tale che se i serbi distruggono l'accordo di Dayton, allora ci si dovrebbe riprendere la Repubblica della BiH dal 1992, aggiungendo che la corrente moderata ha lo stesso obiettivo, ma sostiene l'idea che la Repubblica di Bosnia-Erzegovina verrà realizzata attraverso Dayton 2, vale a dire una nuova conferenza internazionale. Il terzo gruppo politico sostiene l'idea dell'arresto degli organizzatori del referendum, in base alla legge e alla Costituzione della BiH.<a href="#footnote-18" id="footnote-marker-18-1" rel="footnote">[18]</a> Tuttavia, Aleksandar Popov, dal Centro per il regionalismo, ha sottolineato che non è chiaro il motivo per cui è stato necessario spendere tanti soldi per un referendum sulla Giornata nazionale della RS per confermare ciò che era già noto, ed ha aggiunto che ciò è stato fatto affinché Milorad Dodik preservi la sua posizione ed eviti sanzioni per accuse penali che sono state presentate contro di lui. "Se ora ci fossero le sanzioni, allora ciò sarebbe bene per Dodik, perché sarebbe stato vittima di persecuzioni perché difende gli interessi del popolo serbo e della RS. Senza ostruzioni relative alle denunce penali le cose sarebbero chiare. Probabilmente ci sono molti elementi per sospettare l'esistenza di abusi. Questo è il sollevamento della crisi a un livello superiore, al fine di dimenticare le altre cose successe" ha precisato Popov.<a href="#footnote-19" id="footnote-marker-19-1" rel="footnote">[19]</a><br /> <br /> La Procura della BiH invita Dodik a interrogarlo<br /> <br /> La Procura della BiH ha confermato quest'oggi, 26 settembre, per il quotidiano Nezavisne novine, di aver invitato il Presidente della RS, Milorad Dodik a sottoporsi ad un interrogatorio come sospettato in relazione al referendum nella RS. Inoltre, la Procura ha dichiarato di aver mandato solo un invito ed ha aggiunto che sta raccogliendo certi documenti e che altre persone saranno ascoltate. La Procura della BiH ha già creato un caso in cui, tanto che da circa 20 giorni, sta conducendo alcune attività in relazione al mancato rispetto della decisione della Corte costituzionale della BiH.<a href="#footnote-20" id="footnote-marker-20-1" rel="footnote">[20]</a> <a href="#footnote-21" id="footnote-marker-21-1" rel="footnote">[21]</a><br /> <br /> Le squadre di calcio della Serbia hanno sostenuto il referendum<br /> <br /> Il referendum nella RS ha anche ottenuto il sostegno dei tifosi delle due più grandi squadre di calcio della Serbia, ovvero Crvena zvezda (Stella Rossa) e Partizan (Partigiano). I tifosi delle due squadre, in occasione di due partite di calcio separate, hanno esposto uno striscione di sostegno al referendum nella RS con su scritto "La Drina non è il confine, il referendum è la prima stazione" e "Nessuno può fare nulla contro la Republika Srpska".<a href="#footnote-22" id="footnote-marker-22-1" rel="footnote">[22]</a><br /> <br /> Come i media mondiali hanno comunicato il referendum nella RS<br /> <br /> "I serbi bosniaci hanno votato al referendum che la Corte costituzionale della BiH ha vietato, rischiando così le sanzioni occidentali contro le sue regioni autonome e le accuse penali contro il suo leader", riporta l'AP. La BBC ha affermato che la Corte costituzionale ha stabilito che la celebrazione della Giornata nazionale della RS discrimina i bosniaci e i croati, e che ciò dovrebbe essere cambiato. L'Agenzia France Presse ha riferito che i serbi in Bosnia-Erzegovina vogliono preservare la loro giornata nazionale, e si aspettano di confermare questo in un referendum, nonostante l'inquietudine dei musulmani bosniaci, l'opposizione della comunità internazionale.<a href="#footnote-23" id="footnote-marker-23-1" rel="footnote">[23]</a><br /> <br /> <br />
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