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Tunisi - La società inglese Petrofac sembra determinata a lasciare permanentemente le isole Kerkennah, al largo di Sfax, e porre fine a tutte le sue attività in Tunisia. Questa decisione è stata posta al centro della recente sessione del consiglio di…
Tunisi - La società inglese Petrofac sembra determinata a lasciare permanentemente le isole Kerkennah, al largo di Sfax, e porre fine a tutte le sue attività in Tunisia. Questa decisione è stata posta al centro della recente sessione del consiglio di amministrazione della società tunisino-britannica per l'esplorazione e lo sviluppo energetico, dove la Entreprise tunisienne des activités pétrolières (Etap) è azionista. Il termine limite per tale decisione è stato fissato per martedì, 20 settembre, spinto dall'incapacità delle autorità tunisine di raggiungere un accordo con i manifestanti che hanno bloccato per mesi l'atività dell'impianto Petrofac e hanno provocato un deficit significativo di cui la società non intende occuparsi più. A Kerkennah, l'impianto di Petrofac è stato chiuso a causa di rivolte sociali a causa delle quali sono stati riportati danni stimati a 180 milioni di dinari tunisini (MTD), la metà dei quali cadranno sulle spalle della Etap, e quindi, indirettamente, sullo Stato tunisino. Ricordiamo che l'attività di Petrofac è chiusa dallo scorso aprile a causa delle manifestazioni da parte dei membri nel settore ambientale. Inoltre, l'accordo con le autorità regionali di Sfax, ha portato al reclutamento di questi lavoratori in una società di servizi, che sarà finanziata dalle compagnie petrolifere che operano in tutto l'arcipelago. <br /> <br /> Tuttavia, giovedì 22 settembre, il Segretario generale dell'Unione dei laureati disoccupati della Tunisia (UDC), Salem Ayari, ha affermato che i negoziati sono stati ripresi tra i rappresentanti della Petrofac e le autorità locali. Secondo Ayari, un round di negoziati si è tenuto a Kerkennah, e a seguito di questo incontro un accordo stava per essere messo in atto tra le due parti. Tuttavia, un altro incontro è previsto per venerdì, presso la sede del Governatorato di Sfax, per finalizzare i termini del contratto. Lo schema del contratto mira a regolarizzare la situazione dei manifestanti e sostenere tramite finanziamenti, lo sviluppo di Kerkennah da parte della società Petrofac e da parte del Governo di Tunisi. Così sono stati presi in considerazione i problemi del mare e degli agricoltori mentre il Ministro degli Affari sociali, Mohamed Trabelsi ha riferito per Shems FM che le principali differenze sono state risolte e che si recherà quanto prima, insieme al portavoce del Governo, Iyed Dahmani, a Kerkenah per firmare l'accordo. <br /> <br /> Inoltre, numerosi politici tunisini hanno ritenuto che questa decisione influenzerà il clima degli investimenti nel Paese e danneggerà l'immagine della Tunisia in generale. Tuttavia, tre grandi compagnie petrolifere globali si sono fatte avanti ed hanno espresso la loro intenzione di stabilirsi in Tunisia, poche ore dopo l'annuncio di Petrofac. Alcune fonti affidabili hanno riferito per il portale Réalités Online che queste compagnie petrolifere multinazionali hanno ufficialmente manifestato davanti alle autorità tunisine la loro intenzione di stabilirsi in Tunisia nel più breve tempo possibile, e creare centinaia di posti di lavoro nelle regioni interne del Paese. In ogni modo le stesse hanno richiesto garanzie di sicurezza, trattandosi, secondo la stessa fonte, di una società americana, una australiana e una europea, senza fornire però nomi e dettagli. <br />
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