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NOTIZIE · OI-335667 · 20/09/2016 14:30:11 · 3561 g fa4 min lettura
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Non c'è bisogno dei poteri di Bonn a causa del referendum

DiOsservatorio ItalianoSommario

Sarajevo/Banja Luka - La Corte Costituzionale della Bosnia-Erzegovina (BiH) ha respinto nel corso dell'ultima riunione, il 17 settembre, la domanda relativa al riesame della precedente sentenza del mese di novembre 2015, confermando pertanto…

Sarajevo/Banja Luka - La Corte Costituzionale della Bosnia-Erzegovina (BiH) ha respinto nel corso dell'ultima riunione, il 17 settembre, la domanda relativa al riesame della precedente sentenza del mese di novembre 2015, confermando pertanto l'incostituzionalità della Giornata della Republika Srpska (RS) del 9 gennaio.<br /> <br /> Anche se i politici della Federazione di Bosnia ed Erzegovina (FBiH) esortavano ed aspettavano che l'Alto Rappresentante, Valentin Inzko, in questo caso ricorresse ai poteri di Bonn, come aveva fatto il supervisore per il Distretto di Brcko, Bruce Berton, ciò non accadrà.<br /> <br /> "In questo momento non vi è alcuna necessità di utilizzare i poteri esecutivi dell'Alto Rappresentante in caso di referendum nella RS, dal momento che la Corte Costituzionale della BiH ha emesso una misura provvisoria per favorire la sospensione della decisione della RS di svolgere il referendum, e quindi non vi è alcuna base giuridica per lo svolgimento del referendum. In seguito alla decisione sulla sospensione temporanea, la Commissione per il referendum della Republika Srpska non ha il mandato di organizzare il referendum che è stato sospeso. L'Alto Rappresentante esorta tutte le autorità competenti a garantire il rispetto della presente decisione, e ricorda a tutte le autorità che la violazione della decisione della Corte costituzionale è un crimine", riporta martedì, 20 settembre, il comunicato dell'Ufficio dell'Alto Rappresentante in Bosnia-Erzegovina.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> La conferenza di Belgrado: Il popolo serbo ha diritto al referendum<br /> <br /> Il popolo della Republika Srpska ha il diritto di organizzare il referendum, sulla base dell'accordo di Dayton, così come sulla base dei diritti democratici, stabiliti da un certo numero di carte e leggi europee ed internazionali, è detto nel corso della conferenza "Il referendum nella Republika Srpska - risposta democratica ai metodi antidemocratici", che ha avuto luogo lunedì, 19 settembre, a Belgrado.<br /> <br /> I partecipanti alla conferenza hanno avvertito che la comunità internazionale sta cercando di utilizzare il referendum in BiH per modificare l'accordo di Dayton e per far scomparire la Republika Srpska.<br /> <br /> Il referendum si terrà fra qualche giorno e non porterà alla rottura della pace e della stabilità nella regione, non ci saranno sanzioni contro la RS, perché le stesse non possono essere selettivamente applicate, ma solo in Bosnia-Erzegovina nel suo complesso, ha affermato il professor,Nenad Kecmanovic, ed ha aggiunto che i risultati del referendum non saranno riconosciuti al livello internazionale e le pressioni saranno continuate sull'Assemblea Nazionale della RS, la quale deve prendere una decisione finale.<br /> <br /> Secondo l'esperto di antiterrorismo Dzevad Galijasevic, il referendum dovrebbe essere sostenuto, in quanto si tratta di una risposta al protettorato in Bosnia-Erzegovina dove soffrono tre nazioni.<a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> Ivancov: I cittadini della RS hanno il diritto di votare al referendum<br /> <br /> L'ambasciatore russo in BiH, Peter Ivancov, ha affermato lunedì, 19 settembre, a Banja Luka, dopo un incontro con il Presidente della RS, Milorad Dodik, che i cittadini della Republika Srpska hanno il diritto di esprimere il parere al referendum, fissato per il 25 settembre, sulla Giornata della Repubblica, come una questione vitale. Ivancov ha affermato di aver parlato con Dodik dei preparativi per il referendum. L'ambasciatore russo ha inoltre sottolineato che il Presidente Dodik discuterà durante la visita a Mosca, con il Presidente russo, Vladimir Putin, la situazione nella RS, nonché il sostegno alla RS.<a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> Zdravko Krsmanovic chiede sanzioni a causa del referendum<br /> <br /> Zdravko Krsmanovic, il vice presidente dell'NDP, durante un'intervista alla televisione Face, ha esortato le sanzioni contro la RS, se il referendum verrà organizzato. Lo stesso ha inoltre affermato che gli Stati Uniti non possono rimanere senza commento a quella provocazione, ed ha aggiunto che l'opposizione nella RS non guarda con favore il referendum sulla Giornata della Repubblica, ma la stessa sta aspettando la propria opportunità, cioè sta aspettando che la comunità intenzionale punisca Dodik e che la stessa approfitta di tale situazione.  <br /> <br /> Krsmanovic ha inoltre affermato che l'opposizione nella RS ha preso parte nella storia sul referendum solo per non perdere le elezioni. L'Alleanza per i cambiamenti (Savez za promjene, SzP), secondo lui, non sostiene il referendum. L'NDP ha affermato, inoltre, che il suo vice presidente non ha detto nulla contro il referendum, ma ha solo ribadito quello che dice Dodik, cioè che il referendum non minaccia la BiH.<a href="#footnote-4" id="footnote-marker-4-1" rel="footnote"></a><br /> <br />  <br /> <br /> <br />

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Entità
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Aziende
0
menzionate
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Altri luoghi citati (non mappati): Republika Srpska · Federazione della Bosnia ed Erzegovina · Banja Luka · Belgrado · Brcko · Mosca · Sarajevo
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