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Sarajevo - L'Ufficio del Pubblico Ministero del Cantone di Sarajevo ha inviato alla magistratura dell'Ungheria una lettera con la quale ha chiesto di interrogare Zsolt Hernadi, presidente del Consiglio e direttore generale della società petrolifera ungherese…
Sarajevo - L'Ufficio del Pubblico Ministero del Cantone di Sarajevo ha inviato alla magistratura dell'Ungheria una lettera con la quale ha chiesto di interrogare Zsolt Hernadi, presidente del Consiglio e direttore generale della società petrolifera ungherese MOL, in relazione alle irregolarità nella ricapitalizzazione della società Energopetrol di Sarajevo nel 2006. Anche Dalida Burzic, il capo procuratore del Cantone di Sarajevo, ha confermato lunedì, 5 settembre, la presente informazione. <br /> <br /> L'indagine ufficiale <br /> <br /> Hernadi e Tomislav Dragicevic, l'ex direttore della Gestione della croata INA, la quale, insieme alla MOL, fa parte del consorzio che ha ricapitalizzato nel 2006 la società bosniaca Energepotrol, sono l'oggetto dell'indagine ufficiale di quell'istituzione giudiziaria della BiH, come sospettati. Oltre a loro, anche l'ex manager della MOL, Zoltan Varady, è oggetto dell'indagine.<br /> <br /> "Posso confermare che si sta lavorando molto seriamente al caso. Abbiamo chiesto assistenza giudiziaria internazionale alla Croazia e ora anche all'Ungheria. Vogliamo che tutte queste persone vengano interrogate e miriamo ad ottenere un rapporto ufficiale. Vedremo se la nostra richiesta sarà accettata o cercheremo altre strade per ottenere le informazioni, ha affermato il capo procuratore del Cantone di Sarajevo Burzic.<br /> <br /> Hernadi è già stato accusato nella vicenda INA-MOL, la quale è stata condotta in Croazia contro Ivo Sanader, ex Primo Ministro croato. Secondo tale vicenda, Hernadi ha dato 10 milioni di euro di tangenti a Sanader affinché quest'ultimo garantisse alla MOL di ottenere i diritti di gestione nell'INA. Ma fino ad ora tale processo non è stato completato.<br /> <br /> L'Ufficio del Pubblico Ministero del Cantone di Sarajevo sospetta che Hernadi e Dragicevic abbiano ottenuto, in modo illegale, il 67% di proprietà della società Energopetrol, ed è interessante il fatto che l'indagine sia stata avviata alla fine di dicembre del 2015, poco dopo che sono state pubblicate le affermazioni delle fonti, vicine al Governo della FBiH, secondo cui il consorzio INA-MOL ha preso circa 2 miliardi di BAM dalla Energopetrol negli ultimi dieci anni.<br /> <br /> Il Governo della FBiH ha confermato ufficiosamente lunedì, 5 settembre, per il quotidiano Dnevni avaz che la Procura del Cantone di Sarajevo ha chiesto ed ha ottenuto tutti i documenti relativi alla ricapitalizzazione della Energopetrol, i rapporti dei revisori sul lavoro che indicano irregolarità, nonché il rapporto del Gruppo di lavoro del Governo della FBiH, che ha indicato numerose illegalità durante la stipulazione di contratti, così come in materia di investimenti promessi, ma non realizzati, per un importo di 150 milioni di BAM.<br /> <br /> Fatture fittizie<br /><br /> L'oggetto dell'indagine della Procura del Cantone di Sarajevo, secondo le informazioni non ufficiali del quotidiano Dnevni avaz, è il fatto che il consorzio non ha realizzato 150 milioni di BAM di investimenti, come era previsto dall'Accordo di ricapitalizzazione, ma tali fondi sono stati trasferiti, tramite le transazioni fittizie e sospette, ai conti del consorzio. "I due sospettati, attraverso le fatture fittizie, l'indebitamento e gli interessi di mora, hanno estratto i soldi dalla società Energopetrol, danneggiandola direttamente", si legge in un rapporto del gruppo di lavoro del Governo della FBiH.<br /> <br /> Il processo contro Brankovic e gli altri<br /><br /> A causa della negligenza e della stipulazione di un contratto svantaggioso sulla ricapitalizzazione della Energopetrol, davanti al Tribunale Municipale di Sarajevo, già da due anni, è in corso il procedimento contro otto cittadini della BiH, tra cui l'ex Primo Ministro della FBiH, Nedzad Brankovic.<br />
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