Parliamone.
Discutiamone.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.
Belgrado - Alcuni interlocutori del quotidiano serbo Blic, lunedì 5 settembre, hanno stimato che, dopo la costante provocazione dalla Croazia, la quale ha culminato con la dichiarazione vergognosa di Zoran Milanovic, l'arresto della spia croata in Serbia ha…
Belgrado - Alcuni interlocutori del quotidiano serbo Blic, lunedì 5 settembre, hanno stimato che, dopo la costante provocazione dalla Croazia, la quale ha culminato con la dichiarazione vergognosa di Zoran Milanovic, l'arresto della spia croata in Serbia ha segnato, definitivamente, l'inizio della guerra fredda tra Belgrado-Zagabria, la quale non è solo verbale. Bojan Klacar, dal Centro per le elezioni libere e la democrazia (CESID) ha dichiarato al giornale Blic che dalla guerra del 1995, i rapporti tra la Serbia e la Croazia non sono mai stati peggiori e allo stesso tempo non vi è alcuna indicazione che la situazione potrebbe essere migliorata, soprattutto non si vede la prontezza della Croazia, ed il presente problema potrebbe essere risolto solo dopo le elezioni parlamentari in Croazia e con l'aiuto dell'Unione Europea. Ricordiamo che gli agenti di polizia di The Security Information Agency (BiA) hanno arrestato venerdì, 2 settembre, a Belgrado, Cedo Colovic, a causa del sospetto di aver spiato in Serbia per il servizio croato.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a> <br /> <br /> Ker-Lindsay - Zagabria è colpevole del peggioramento delle relazioni con Belgrado<br /> <br /> L'esperto britannico per i Balcani, James Ker-Lindsay, ha stimato sabato, 3 settembre, che le relazioni tra la Serbia e la Croazia non sono state mai peggiori negli ultimi 20 anni, affermando che la colpevole del peggioramento delle relazioni con Belgrado è Zagabria. Mentre molti trascrivono l'intolleranza di Zagabria all'aggressiva campagna elettorale, Ker-Lindsay teme che le tensioni continuino a crescere. Secondo l'esperto britannico, dal momento che la Croazia ha aderito all'Unione Europea (UE), c'è stato un aumento significativo del nazionalismo in Croazia, e l'UE non potrà fare molto perché in questo momento la stessa ha molti problemi interni.<a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a> <br /> <br /> Lettera di Juncker<br /> <br /> Il Primo Ministro della Serbia, Aleksandar Vucic, ha inviato, all'inizio del mese di agosto dell'anno corrente, una lettera al Presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, all'Alto Rappresentante, Federica Mogherini, al Commissario europeo per l'Allargamento e la Politica di Vicinato, Johannes Hahn ed al Presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, in cui ha descritto la situazione attuale nella regione ed ha sottolineato la necessità di mantenere la pace e la stabilità, nonché la politica anti-serba presente, soprattutto, in Croazia. Juncker ha risposto alla lettera il 31 agosto, esprimendo la preoccupazione a causa degli ultimi sviluppi nelle relazioni tra la Serbia e la Croazia, dicendo che le relazioni di buon vicinato e la cooperazione regionale, nonché la riconciliazione, sono i principi fondamentali i quali devono essere rispettati da parte di tutti i Paesi candidati, i candidati potenziali e da parte di tutti gli Stati membri dell'UE nella Regione. Secondo la lettera, gli Stati membri dell'UE devono garantire che i crimini siano puniti, mentre i Paesi che aspirano all'adesione all'UE devono comportarsi in conformità con la legge e tutte le questioni aperte devono essere risolte attraverso un dialogo costruttivo bilaterale e con il rispetto reciproco.<a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a> In occasione della risposta di Juncker, Vucic ha affermato che rispetta il Presidente della Commissione europea e che non commenterà la sua lettera, dicendo solo che non sopporta la falsa simmetria.<a href="#footnote-4" id="footnote-marker-4-1" rel="footnote"></a> <br /> <br /> The Voice of America <br /> <br /> Alla fine di agosto anche il Voice of America (VOA) ha commentato la situazione tra Zagabria e Belgrado, notando che negli ultimi mesi le relazioni tra le ex repubbliche jugoslave sono diventate tese, con frequenti attacchi tra i politici, mentre sono ricominciati gli incidenti diplomatici, cosa che minaccia di interrompere le relazioni, le quali, in qualche modo, state state stabilizzate nella metà del 2000. Il Voice of America inoltre ha aggiunto che Belgrado e Zagabria continuano ad accusarsi a vicenda con la vecchia retorica dei cetnici e degli ustascia. Timothy Ash, capo della squadra di analisi e strategia per l'Europa centrale e orientale, il Medio Oriente e l'Africa, della società Nomura International di Londra, ritiene che la situazione tra i due Paesi si calmerà dopo le elezioni parlamentari anticipate in Croazia e dopo l'adesione dei Paesi della regione all'Unione Europea (UE). VOA inoltre ha scritto che anche se gli analisti vedono le crescente tensioni in Croazia come il raggiungimento di punti critici nella corsa pre-elettorale, Vucic ha respinto tale tesi, affermando che ciò non ha nulla a che fare con le campagne, perché si tratta del proseguimento della politica anti-serba. Tuttavia, il VOA ha sottolineato che vi è una voce positiva che proviene dalla Serbia, perché vi è una chiara determinazione di non rispondere alle provocazioni.<a href="#footnote-5" id="footnote-marker-5-1" rel="footnote"></a> <br /> <br /> Vucic: Il Governo serbo non commenterà più le dichiarazioni della Croazia<br /> <br /> Durante una conferenza stampa a Belgrado, il 22 agosto, il Primo Ministro serbo Vucic ha affermato che il Governo serbo non commenterà più le dichiarazioni provenienti dalla Croazia a scapito della Serbia, non perché la Serbia ha paura della Croazia, ma perché desidera che Zagabria sopprima la politica volta a presentare i due Paesi come due Stati immaturi.<a href="#footnote-6" id="footnote-marker-6-1" rel="footnote"></a> Pochi giorni dopo, anche il presidente serbo, Tomislav Nikolic, in un'intervista per Sputnik, ha affermato che la Serbia vuole avere buone relazioni con la Croazia.<a href="#footnote-7" id="footnote-marker-7-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> D'altra parte, il presidente del Partito croato dei diritti (Hrvatska stranka prava, HSP) Daniel Srb, il 25 agosto, ha affermato che è sicuro che le provocazioni continue tra Zagabria e Belgrado sono state concordate, dato che la Croazia non compie nessuna azione concreta tranne risposte verbali alle provocazioni serbe. Srb ha dichiarato anche che l'SNS e l'HDZ sono i membri del Partito popolare europeo e praticamente sono diventati i partner di coalizione nel Consiglio europeo.<a href="#footnote-8" id="footnote-marker-8-1" rel="footnote"></a> <br /> <br /> L’Istituto internazionale per la sicurezza ha chiesto, il 28 agosto, una risposta più urgente alle istituzioni e ai leader dell’Unione Europea (UE), al fine di fermare in tempo le espressioni di correnti estremiste a Zagabria, dirette contro la Serbia. Secondo l’Istituto, anche se il Governo della Serbia non ha in alcun modo contribuito alla destabilizzazione e anche se Vucic ha detto che la Serbia non risponderà più alle provocazioni, dagli altri centri regionali come quello di Zagabria, continua tale retorica anti-serba. Il presente Istituto ha anche condannato le dichiarazioni dell’ex Premier croato e il presidente dell’SDP, Zoran Milanovic, il quale accusa e insulta la Serbia, i suoi cittadini nonché i loro rappresentanti politici.<a href="#footnote-9" id="footnote-marker-9-1" rel="footnote"></a> <br /> <br /> The Economist<br /> <br /> Oltra al VOA, anche il quotidiano britannico, The Economist ha pubblicato, il 27 agosto, un articolo dedicato all'attuale situazione politica in Croazia, dove scrive che la politica croata è bloccata negli anni ottanta, o anche quaranta, dato che i due più grandi partiti della Croazia guardano sempre al passato. Il motivo per ciò, secondo The Economist, sono i loro risultati nel presente, citando ''risultati economici catastrofici'' del governo dell'SDP ed i problemi dell'HDZ relativi alla corruzione. <a href="#footnote-10" id="footnote-marker-10-1" rel="footnote">[10]</a> Secondo il giornalista del quotidiano The Economist, Tim Judah, il livello di tensione nei rapporti tra la Croazia e la Serbia - peggiorato per mesi, soprattutto dopo la pubblicazione della registrazione delle dichiarazioni controverse di Zoran Milanovic - non è drammatico, ma semplicemente stupido e tutto questo avviene a causa della politica interna. Esclude quindi che ci sarà una nuova guerra. Secondo Judah, la Serbia non è colpevole se Milanovic pensa di ottenere un voto in più se dice che suo nonno è stato un ustascia, e l'ex presidente della Croazia, Ivo Josipovic sostiene che attualmente i politici croati sono più colpevoli dei politici serbi. Secondo un politico anonimo croato, Aleksandar Vucic è un molto capace, perché comincia a provocare, a volte da solo, ma più spesso tramite il Ministro Aleksandar Vulin, e poi parla come un salvatore che calmerà la situazione, con il linguaggio che vuole sentire la comunità nazionale, e che il problema dei politici croati è che cadono in questa trappola, per questo la Croazia sembra un Paese immaturo.<a href="#footnote-11" id="footnote-marker-11-1" rel="footnote">[11]</a><br /> <br /> Die Presse: Serbia e Croazia sono come due gemelli siamesi i quali non si sopportano<br /> <br /> Recentemente anche il quotidiano di Vienna, Die Presse, ha stimato che le relazioni tra la Croazia e la Serbia non sono caratterizzate solo dai tentativi della Croazia di impedire il cammino della Serbia verso l'UE a causa dei problemi bilaterali irrisolti, ma prima di tutto dalle continue campagne pre-elettorali. Secondo il quotidiano di Vienna, dalle elezioni presidenziali in Croazia, avvenute all'inizio del 2015, sono sempre più forti i ''toni nazionalistici'' in questo Paese ed aggiunge che Zagabria non è stata solo rimproverata da parte di Belgrado, ma anche dalle minoranze in Croazia, dato che il Paese sta cercando di glorificare il passato fascista e come esempio ha citato la marcia dei veterani di guerra vestiti con le divise degli ustascia o la scansione del saluto degli ustascia Pronti per la Patria (Za dom spremni). Le prossime elezioni parlamentari anticipate croate, fissate per l'11 settembre, secondo il quotidiano, rappresentano un tentativo ostinato di ottenere i voti attaccando la Serbia. Die Presse cita l'analisi di Svetislav Basara, l'ex ambasciatore della Serbia a Vienna, che i due Paesi (Serbia e Croazia) sono come due gemelli siamesi i quali non si sopportano ed ha aggiunto che in entrambi i Paesi tutti i tentativi di modernizzazione sono completati con l'inevitabile ritorno di vecchi modelli di ustascia e cetnici (cetnici).<a href="#footnote-12" id="footnote-marker-12-1" rel="footnote">[12]</a><br /> <br /> Der Standard di Vienna<br /> <br /> Anche il quotidiano di Vienna, Der Standard, ha valutato il 21 agosto, che il Governo croato di centro-destra non ha sopravvissuto nemmeno un anno e mezzo e che ha causato un grande danno, indicando che Zagabria e Belgrado sono in conflitto circa la recente e la vecchia storia. Der Standard ricorda che la Croazia, di nuovo, ha chiesto che la giurisdizione universale venga abolita in Serbia per quanto riguarda i crimini di guerra, dicendo che è vero che Belgrado in passato è intervenuto in casi che non riguardano i cittadini serbi, nonché il territorio serbo. Secondo il quotidiano, la Croazia insiste affinché il capitolo 23 non venga chiuso prima della modifica della legge, ma Belgrado si oppone perché vuole assicurare alla minoranza croata in Serbia una posizione migliore. Il quotidiano viennese stima che il conflitto andrà avanti e che potrebbe essere migliorato dopo la campagna elettorale e dopo l'elezione del nuovo Governo croato, probabilmente senza l'attuale Ministro degli Affari Esteri, Miro Kovac, che è istigatore.<a href="#footnote-13" id="footnote-marker-13-1" rel="footnote">[13]</a><br /> <br /> <br />
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