Parliamone.
Discutiamone.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.
Sarajevo/Banja Luka - La Corte costituzionale della Bosnia ed Erzegovina (BiH) considererà probabilmente il 17 settembre la richiesta dell'Assemblea Nazionale della Republika Srpska (RS) di riesaminare la precedente decisione della Corte in occasione della…
Sarajevo/Banja Luka - La Corte costituzionale della Bosnia ed Erzegovina (BiH) considererà probabilmente il 17 settembre la richiesta dell'Assemblea Nazionale della Republika Srpska (RS) di riesaminare la precedente decisione della Corte in occasione della Giornata della RS. Ricordiamo che la Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionale una parte della legge della RS. Dall'atteggiamento della Corte, riguardo alla richiesta dell'Assemblea nazionale della RS, dipende se saranno prese in considerazione o meno le misure provvisorie per sospendere il referendum sulla Giornata della Repubblica, che il Presidente della Presidenza della BiH, Bakir Izetbegovic, ed il Presidente della Camera dei Popoli della BiH ,Safet Softic ed il Vice Presidente della Camera dei Rappresentanti, Sefik Džaferovic hanno chiesto in un ricorso presentato alla Corte Costituzionale della BiH. La Corte Costituzionale della Bosnia ed Erzegovina (BiH) deve prendere la decisione sulla richiesta di riesaminare la decisione dell'indizione del referendum in occasione della Giornata della Republika Srpska (RS) e può agire in due modi e uno è quello di riportare il caso all'inizio. Questo è quanto ha affermato per la televisione N1TV il presidente della Corte Costituzionale della BiH, Mirsad Ceman, specificando che ciò può accadere se la Corte dichiara che vi sono motivi per tale decisione. Ceman ha riferito che, in tal caso, la decisione sul referendum e le richieste per attuare il referendum non sarebbero attuali e dovrebbero essere fermate, e poi risolte quando raggiungono la stessa posizione giuridica. Come prima opzione, questi ha affermato che se la Corte Costituzionale ritiene che non vi siano elementi per la revisione della decisione, ciò significa che rimane in vigore la sua decisione del 26 novembre dello scorso anno.<br /><br /> In questo caso, ha aggiunto Ceman, la Corte deve decidere in merito alle richieste che riguardano le decisioni prese in seguito circa l'attuazione del referendum nella RS.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> Peggioramento delle relazioni tra Vucic e Dodik<br /> <br /> Lo stesso referendum, oltre ad aver causato tensioni tra la RS e la Federazione di Bosnia ed Erzegovina (FBiH), ha anche contribuito al peggioramento dei rapporti sulla relazione della RS - Serbia. Il Presidente della Serbia, Tomislav Nikolic, e il Primo Ministro, Aleksandar Vucic, non hanno appoggiato la posizione della dirigenza politica della Repubblica Srpska (RS) e dei rappresentanti serbi in BiH, sull'ipotesi di un referendum per la Giornata della Repubblica, né intendono in nessun modo, influenzare la modifica degli atteggiamenti politici legittimamente eletti nella RS, ma hanno detto che la Serbia garantirà sempre il suo sostegno al popolo serbo, ai cittadini della RS e alle sue istituzioni. Questo è il risultato della riunione, tenutasi giovedì, 1 agosto, a Belgrado, tra il Presidente della Serbia, Tomislav Nikolic e il Premier Aleksandar Vucic con il presidente della Republika Srpska (RS), Milorad Dodik, il Primo Ministro della RS, Zeljka Cvijanovic, il membro serbo della Presidenza della BiH, Mladen Ivanic ed il presidente del partito SDS, Mladen Bosic.<br /> <br /> Nessuno dei partecipanti al presente incontro ha voluto rivelare il motivo per cui la Serbia non ha fornito il sostegno al referendum nella RS,. Solo Mladen Bosic, il presidente dell'SDS, si è detto sbalordito dalle informazioni che aveva sentito nel corso della riunione, stando alle quali i funzionari della RS non hanno chiesto l'opinione da Belgrado ufficiale quando hanno preso la decisione sul referendum.<br /> <br /> "Penso che sia davvero un peccato, per la politica di Belgrado, sostenere chiaramente sostenuto il referendum e credo che questa sia una buon mossa, perché in qualche modo la politica è stata restituita ai quadri politici della Bosnia-Erzegovina, vale a dire alla Republika Srpska", ha affermato Nenad Djurdjevic del Forum per le relazioni etniche (Forum za etničke odnose).<br /> <br /> Il Presidente della Serbia, Tomislav Nikolic, ha riferito che la pressione su Belgrado ufficiale è estremamente grande ed ha confermato che rimane pienamente impegnato in merito alla RS.<br /> <br /> L'insistenza di Dodik sul referendum nella RS ha ampiamente aggravato i rapporti tra lui ed il Primo Ministro della Serbia, Aleksandar Vucic. Secondo le informazioni del portale bosniaco Slobodna Bosna, Vucic, nel corso della riunione, ha criticato Dodik e gli ha detto che questa volta non si tratta solo dell'aumento del suo rating politico.Il portale Slobodna Bosna ha affermato, inoltre, che Vucic ha detto che la Serbia subisce forti pressioni e minacce da tutte le parti, pertanto, non è in grado di supportare la presente avventura di Dodik. Lo stesso portale ha aggiunto che, nel corso della riunione è stato detto al Presidente della RS che egli aveva lanciato la questione del referendum senza valutare bene le conseguenze della sua manutenzione. Inoltre, il portale ha affermatl che Mladen Bosic, il leader dell'SDS, è diventato il favorito di Vucic, senza cui il Primo Ministro della Serbia non ha voluto tenere la presente riunione.<a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> Prima della riunione con i leader politici dei serbi della BiH e la RS, il Premeir Vucic ha affermato che non vede alcun senso per la riunione se le decisioni sono prese in anticipo. Secondo il giornale Blic, Vucic ha anche espresso il proprio rammarico perché i politici della RS, hanno preso delle decisioni così impulsivamente, e contrariamente a quanto concordato, hanno annunciato pubblicamente l'incontro, motivo per cui la riunione avrebbe potuto saltare. Secondo le fonti del Blic, dalle file del Governo della Serbia, Vucic ha riferito che l'incontro è stato inutile e che Dodik sta abusando della buona volontà della Serbia, consapevole del fatto che il Paese non rinuncerà alla RS ed al popolo che vi abita, perché gli interessi personali sono meno importanti del futuro della RS. Vucic ha aggiunto che qualsiasi conflitto pubblico e disaccordi dimostreranno la divisione e la mancanza di unità, e la RS in tale modo diventerà più sensibile agli attacchi provenienti dalla Croazia e dalla Bosnia-Erzegovina, così anche alle pressioni della comunità internazionale.<br /> <br /> Il Presidente della RS ha praticamente sacrificato un buon rapporto con Vucic ed a causa delle elezioni locali ha rifiutato di parlare della possibilità di annullare il referendum. Questo è comprensibile, dal momento che il referendum è l'unica salvezza di Dodik per restare al potere.<br /> <br /> Aleksandar Popov dal Centro per il regionalismo (Centar za regionalizam) ha ammesso di non sapere quale forza potrà costringere Milorad Dodik a rinunciare al referendum. Questi ha dichiarato che il Presidente della RS, certamente, non ascolterà l'Alto rappresentante Valentin Inzko, e neanche il Consiglio per l'attuazione della pace (PIC), mentre l'opinione della Russia che il referendum deve essere tenuto, lo incoraggia. Popov ha aggiunto che se Dodik rinuncerà al referendum, allora perderà l'appoggio degli elettori.<a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> Zarko Korac, docente presso la Facoltà di Filosofia di Belgrado ed ex vice-presidente nel Governo di Zoran Djindjic, ha asserito che Vucic, con la dichiarazione che la Serbia non appoggia il referendum nella RS, ma che appoggia il popolo della RS, ha preso le distanze dal referendum ed in tale modo ha evitato di subire il minor danno possibile da parte dei nazionalisti che lo sostengono in Serbia. "Il messaggio che non supporta il referendum è rivolto alla comunità internazionale, mentre il messaggio che supporta la RS è rivolto al popolo serbo ", ha detto Korac.<a href="#footnote-4" id="footnote-marker-4-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> I funzionari bosniaci si esprimono in merito all'atteggiamento della Serbia <br /> <br /> Il Presidente della Presidenza di Bosnia ed Erzegovina (BiH), Bakir Izetbegovic, ha dichiarato che la decisione delle autorità della Serbia di non sostenere il referendum nella RS rappresenta una mossa responsabile e un segno di buona volontà, nonché la maturità della politica di Belgrado al momento critico. "Sono convinto che il mantenimento dell'ordine, stabilito dall'accordo di pace di Dayton, rappresenta l'interesse comune della BiH e della Serbia, che è una base realistica per il mantenimento della pace e la stabilità regionale, ed è il quadro necessario per il progresso di tutti", ha riferito Izetbegovic. Commentando il fatto che la Serbia non ha fermato l'intenzione di Milorad Dodik di tenere il referendum, Izetbegovic ha spiegato che la Serbia ha l'obbligo di sostenere l'attuazione dell'accordo di pace di Dayton, cioè è obbligata ad opporsi alle attività anti-Dayton, aggiungendo che la mancanza di una pressione più forte del Governo di Belgrado sulle autorità della RS ad abbandonare il referendum non è una mossa inaspettata, perché il Governo della Serbia vuole lasciare alle autorità della RS, guidate dall'SNSD e Milorad Dodik, la piena responsabilità per le decisioni e le azioni, e tutto ciò che può derivare da tali decisioni e azioni.<a href="#footnote-5" id="footnote-marker-5-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-6" id="footnote-marker-6-1" rel="footnote"></a>Izetbetgovic ha inoltre riferito che è chiaro che la Serbia non ha bisogno di nuove tensioni, le quali spaventeranno gli investitori e gli investimenti. Questi ha inoltre sottolineato che i cittadini della RS hanno diritto al referendum, ma che tale referendum non può mettere in discussione le decisioni finali e vincolanti della Corte costituzionale della BiH. "I cittadini della RS hanno il diritto di celebrare la Giornata della RS, ma a condizione che tale giornata non offende le altre persone. Tutti noi in BiH dobbiamo pensare ai sentimenti degli altri. Capisco che i serbi sono frustrati dalla decisione, ma che anche gli stessi devono riflettere come si sentono i bosniaci, i croati e i non-serbi nella RS", ha detto il 2 settembre Izetbegovic. Questi crede che la Corte Costituzionale rimarrà fedele alla sua decisione secondo cui il referendum non può essere tenuto, esprimendo la speranza che anche l'OHR sostenga tale decisione. "Sono pronto a cercare un compromesso in seguito a tutta questa situazione. La RS ha il diritto alla sua festa, ma nessun diritto ad umiliare gli altri. Siamo alla ricerca di una soluzione da qualche parte che si trova nel mezzo di questo", ha affermato Izetbegovic.<br /> <br /> Per quanto riguarda il presidente dell'HDZ BiH, Dragan Covic, Izetbegovic ha detto che la sua politica, a volte, è ambigua a causa del supporto alla Giornata della RS. "In generale, Covic sostiene ciò che è buono per questo Paese. Credo che lavoreremo su queste cose e migliorarle come l'integrazione nell'UE e nella NATO, e poi avremo una politica quasi del tutto unificata di bosniaci e croati", ha affermato Izetbegovic.<a href="#footnote-7" id="footnote-marker-7-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-8" id="footnote-marker-8-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> Il deputato della Camera dei Rappresentanti dell'Assemblea parlamentare della BiH, Sadik Ahmetovic, ritiene che l'incontro dei più alti funzionari della Serbia e della RS a Belgrado sia un messaggio per Milorad Dodik di rinunciare al referendum sulla Giornata della RS, previsto per il 25 settembre. Anche se la Serbia non ha presentato la sua posizione in un modo del tutto esplicito, Ahmetovic è sicuro che il Paese vicino ha stimato che la rinuncia al referendum, in questo momento, è di interesse per la Serbia, aggiungendo che Milorad Dodik non riesce a capire che ciò è anche di interesse per la Bosnia-Erzegovina e l'intera regione.<a href="#footnote-9" id="footnote-marker-9-1" rel="footnote"></a><a href="#footnote-10" id="footnote-marker-10-1" rel="footnote">[10]</a><br /> <br /> Il sostegno del Partito della Libertà Austriaco al referendum nella RS<br /> <br /> Mentre il referendum della RS non ha ottenuto il sostegno della Serbia, il sostegno arriva da parte del Partito della Libertà Austriaco. Il Partito della Libertà Austriaco ha già in diverse occasioni, sostenuto, gli atteggiamenti della RS. Il deputato del Partito della Libertà Austriaco nell'Assemblea viennese, Nemanja Damjanovic, ha confermato il sostegno di questo partito alla RS per quanto riguarda il diritto al referendum. A differenza dell'attuale leadership politica dell'Austria, il partito che è attualmente in crescita, Partito della Libertà Austriaco<strong>,</strong> ed il suo candidato presidenziale Norbert Hofer, sostengono il referendum sulla Giornata della RS.<a href="#footnote-11" id="footnote-marker-11-1" rel="footnote">[11]</a><br /> <br /> Standard viennese: 'Fallimento, per tale motivo Dodik gioca sul nazionalismo etnico'<br /> <br /> Anche il giornale austriaco Der Standard ha dedicato un grande articolo alla crisi in Bosnia-Erzegovina, causata dal referendum annunciato nella RS, così come l'esercitazione congiunta delle forze di polizia della Serbia e della RS. Il giornale ha sottolineato che tutto quello è, in realtà, una manovra pre-elettorale di Milorad Dodik, aggiungendo che gli unici che sostengono Dodik in Europa sono l'estrema destra austriaca Heinz-Christian Strache e candidato presidenziale Norbert Hofer. Lo stesso giornale inoltre ha riferito che la RS è fallita e che la situazione sociale è messa male, aggiungendo che Dodik ancora una volta gioca sul nazionalismo etnico. "Questo è il motivo per cui Dodik vuole che il referendum, previsto per il 25 settembre, venga celebrato il 9 gennaio", ha spiegato Der Standard. Quest'ultimo ha fatto anche riferimento ad un video segreto del presidente dell'SDP, Zoran Milanovic, che è stato rilasciato al pubblico dopo il suo incontro con Josip Klemm, in cui il presidente dell'SDP dice che Dodik ha il sostegno dell'estrema destra austriaca. Lo stesso giornale ricorda che Norbert Hofer ha dichiarato lo scorso autunno che la RS avrebbe dovuto decidere da sola in merito al proprio destino.<a href="#footnote-12" id="footnote-marker-12-1" rel="footnote">[12]</a><br /> <br /> Ivancov: Tutti devono fare un passo indietro a causa del referendum<br /> <br /> "Non ci si può aspettare solo dalla Republika Srpska di fare un passo indietro per quanto riguarda il referendum sulla Giornata della Repubblica, è necessario che lo facciano tutti", ha affermato l'ambasciatore russo in BiH, Petar Ivancov. Ivancov ritiene che le autorità della RS debbano essere ragionevoli, perché a suo dire il risultato non sarà qualcosa di diverso da una festa per quanto riguarda la Giornata della Repubblica. "Sembra che ora sia rimasto solo di effettuare il referendum e di convincere la comunità internazionale, così come la Corte costituzionale, a valutare il modo in cui il popolo serbo vede il problema", ha affermato Ivancov.<br /><br /> Sottolineando che la soluzione per la situazione non è quella di vietare il referendum, Ivancov ha dichiarato che un tale approccio non affronta la causa, ma si occupa solo delle conseguenze.<a href="#footnote-13" id="footnote-marker-13-1" rel="footnote">[13]</a><br /> <br /> <br /> <br /> <br /> <br /> <br /> <br /> <br /> <br /> <br />
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