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Belgrado - La Serbia ha ricevuto un altro avvertimento dalla Comunità energetica a causa del ritardo della riorganizzazione della società Srbijagas, scrive il 24 agosto Radio Free Europe. Se i lavori non saranno completati entro la fine dell'anno, verso la…
Belgrado - La Serbia ha ricevuto un altro avvertimento dalla Comunità energetica a causa del ritardo della riorganizzazione della società Srbijagas, scrive il 24 agosto Radio Free Europe. Se i lavori non saranno completati entro la fine dell'anno, verso la metà di ottobre saranno previste delle sanzioni. L'esperto per il gas del Segretariato della Comunità energetica, Andrius Simkus, ha detto che le sanzioni contro la Serbia potrebbero tradursi nella limitazione del diritto di voto presso gli organi della Comunità energetica, mentre il Consiglio ministeriale dell'organizzazione potrebbe proporre alla Commissione europea di ridurre il finanziamento dei progetti dell'infrastruttura energetica in Serbia. Simkus ricorda che la riorganizzazione della società Srbijagas doveva essere completata nel 2012, separando le attività connesse al trasporto del gas naturale da qualsiasi attività commerciale, nel caso della Serbia, della fornitura del gas naturale. Recentemente, Janez Kopac, direttore della Comunità energetica, ha detto che la Srbijagas stava bloccando tutte le riforme in Serbia, ricordando che l'attività commerciale deve essere parificata a quella di altri concorrenti sul mercato. Il Ministro dell'Energia della Serbia, Aleksandar Antic, ha detto che il Governo della Serbia, lo scorso anno, ha dato il proprio consenso a favore della riorganizzazione della Srbijagas, con riferimento alla divisione delle attività di trasporto e distribuzione. Il direttore generale della Srbijagas, Dusan Bajatovic, ha detto che, a causa del volume di lavoro, la riorganizzazione della società richiede più tempo, sottolineando che è in corso la ristrutturazione finanziaria e la stesura della lista del patrimonio societario. Andrius Simkus ha detto che la società di nuova costituzione è ancora solo un'entità fittizia, la quale non è capace di operare da sola. <br /> <br /> Secondo Vladimir Medovic, docente presso la Facoltà di Novi Sad, la riorganizzazione della Srbijagas è in ritardo da quasi un decennio. Nel mese di settembre del 2014, secondo Medovic, il Consiglio ministeriale della Comunità energetica ha deciso che la Serbia è responsabile della violazione degli obblighi derivanti dal trattato sull'istituzione della Comunità, chiedendo che entro il mese di giugno del 2015 separasse le attività in Srbijagas e Yugorosgaz. Dato che finora tale lavoro non è stato completato, Medovic ha ricordato che il termine è stato esteso ad agosto di quest'anno, ma l'obbligo ancora non è stato compiuto. Nel frattempo, sono state istituite le società Transportgas e Distribucijagas, ma neanche in tal caso sono stati soddisfatti gli obblighi di separazione giuridica e funzionale delle attività. Secondo Medovic, questo caso è un paradigma dei processi delle integrazioni europee della Serbia, aggiungendo che si sono intrecciati gli interessi dell'Unione europea e della Russia, la quale vedrebbe danneggiati i propri interessi. <a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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