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Zagabria - I tre rappresentanti croati nella Gestione della società INA, hanno impedito, mercoledì 27 luglio, la chiusura della Rafinerija di Sisak (Raffineria di Sisak). Nel corso della sessione drammatica della Gestione della società, i rappresentanti…
Zagabria - I tre rappresentanti croati nella Gestione della società INA, hanno impedito, mercoledì 27 luglio, la chiusura della Rafinerija di Sisak (Raffineria di Sisak). Nel corso della sessione drammatica della Gestione della società, i rappresentanti croati hanno rifiutato di votare su questo punto, il che ha causato il crollo del quorum, mentre i membri ungheresi non hanno potuto, da soli, votare per questa decisione, come si apprende giovedì, 28 luglio, dal quotidiano Jutarnji list. <br /> <br /> I membri della Gestione, alcuni giorni fa, hanno ottenuto l'ordine del giorno della sessione. Uno dei punti è stato l'investimento nella Rafinerija Rijeka (Raffineria di Fiume), la concentrazione della raffinazione del petrolio in una raffineria e la creazione di un centro di distribuzione e logistico presso la Rafinerija di Sisak. Tale punto dell'ordine del giorno ha allarmato i membri croati della Gestione, Niko Dalic, Ivan Kresic e Davor Mayer, i quali hanno chiesto la sua rimozione, cioè hanno pensato che si tratti di due punti, ma la parte ungherese non si è data per vinta. In merito a ciò è stato informato anche il Ministro dell'Economia, Tomislav Panenic.<br /> <br /> I membri ungheresi hanno chiesto alla Gestione di approvare i fondi per il 2016 e per il 2017 per la modernizzazione della Rafinerija di Rijeka, a patto di fermare la lavorazione del petrolio nella Rafinerija di Sisak. La parte ungherese ritiene che sia necessario, allo stesso tempo, prendere una decisione sulla Rafinerija di Rijeka e sopprimere l'accumulo delle perdite della Rafinerija di Sisak. Secondo alcune stime, si tratta di 200 milioni di kune (HRK) di perdite a livello annuale. Inoltre, la Gestione è esortata ad approvare il finanziamento dei costi di progettazione dell'impianto, ottenere i necessari permessi di costruzione e rimuovere gli impianti esistenti. Secondo i croati, la società ungherese MOL, con questa proposta, non garantisce in realtà la modernizzazione della Rafinerija di Rijeka, ma chiede, in cambio, lo stop della produzione presso la Rafinerija di Sisak. <br /> <br /> Secondo alcuni interlocutori del portale, tale richiesta della MOL è in contrasto con la decisione della Corte Arbitrale di Parigi, la quale ha ordinato, nel mese di agosto del 2014, alla MOL di garantire che si agisca nell'interesse dell'INA.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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