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Tirana - Una lettera ufficiale da Ankara sulla penetrazione degli uomini di Fethullah Gülen nelle strutture nascoste, finanziarie, sociali e politiche in Albania, è giunta anche a Tirana, un giorno dopo la golpe militare in Turchia. Questo è quanto riferito…
Tirana - Una lettera ufficiale da Ankara sulla penetrazione degli uomini di Fethullah Gülen nelle strutture nascoste, finanziarie, sociali e politiche in Albania, è giunta anche a Tirana, un giorno dopo la golpe militare in Turchia. Questo è quanto riferito dal portale "Tesheshi" che in base alle fonti presso il Ministero degli Interni, attraverso una comunicazione ufficiale, ha fatto sapere che sono giunti a Tirana gli elenchi che possiede la Turchia sui finanziamenti dell'organizzazione FETO. Tali elenchi, da tempo sono in possesso degli organi turchi, ma sono stati inviati per una verifica più dettagliata. Le fonti hanno riferito che si tratta di un materiale dettagliato, molto lungo, che è giunto per via ufficiale in modo confidenziale. Il materiale parla dell'influenza di FETO nel sistema della società civile e dei media che entrano anche nell'industria albanese e persino nella politica. Si apprende che vi sono due materiali, uno molto confidenziale che la Turchia chiede d'indagare per conto del putsch e che parla del possibile coinvolgimento dei gulenisti nelle strutture turche in Albania, ed un altro che è un promemoria con un potere consultivo che mostra la proliferazione delle strutture parallele nella società albanese. Molto presto arriveranno a Tirana anche funzionari ed ex funzionari che sono a capo dell'opinione pubblica per attaccare il Presidente turco con un unico scopo: ottenere pugni di soldi da FETO. Negli ultimi giorni, questi soldi sono stati distribuiti in cash da una persona molto importante in Albania che finanzia un gran numero di portali online, ed è conosciuto come esponente dell'opposizione, ma senza una statura politica. Intanto, sul materiale confidenziale, è stato menzionato un elenco di funzionari molto importante che risulta sul libro-paga degli gulenisti. Stando all'un articolo pubblicato di recente da "Javanews", l'ex capo della Comunità Mussulmana Albanese (KMSH), Ermir Gjinishi, ha menzionato persino delle strutture governative in cui i gulenisti sono penetrati. Anzi, un tale fatto può portare dei rompi capo al Premier Rama, che da un canto ha rapporti stretti con il Presidente Erdogan, e dall'altro ha uno dei suoi più importanti Ministri come membro delle strutture guleniste. Il portale "Tesheshi" ha pubblicato le iniziali di ciascun gulenista la cui identità è stata azzardata dall'altro portale "Syri". Secondo quest'ultimo, D.B., potrebbe essere il Ministro degli Esteri, Ditmir Bushati. In base alle indiscrezioni D.B è stato un partner delle organizzazioni guleniste prima di diventare un funzionario ed ha preso fondi per organizzare dei think-tank e creare un'opinione pubblica anti-Erdogan da diversi anni. Secondo i media di Tirana, sulla lista figurA anche un altro politico attualmente non attivo. Potrebbe essere A.M. Arben Malaj? Infatti l'ex Ministro socialista poco tempo fa è stato partecipe ad un attività di Fethullah Gülen. Sull'elenco giunto a Tirana si apprende che vi è anche il nome di un giornalista, M.K., che secondo il portale potrebbe trattarsi del noto giornalista e conduttore di Top Channel, Mentor Kikia. L'elenco prosegue con A.Ç. che potrebbe essere il giornalista e presidente dell'Unione dei Giornalisti, Aleksander Çipa, A.T., giornalista e lo scrittore Agron Tufa e la lista continua con gli analisti L.D. e I.K. <br /><br /> Mentre il portale "Tesheshi" ha fatto presente che presto pubblicherà anche l'elenco dei loro pagamenti, "Syri" con i nomi presupposti fa presente che esistono delle coincidenze. Secondo lo stesso, si tratta di persone che prima degli anni '90 venivano definite come "strumenti" dal regime, che a Tirana vengono chiamati "società civile", e sono presenti ovunque ci siano delle donazioni. Sono dunque parte del movimento di Gulen, di Soros, della LGBTI, e di recente anche dei "sondaggisti", di cui molti sono socialisti e pochi del PD.<br /><br /> "Non guardategli come dei terroristi ma neanche come degli riformatori. Sono semplicemente legati ai soldi, come gran parte della gente. Per questo non attaccateli ma non prendeteli neanche seriamente quando protestano con degli ambasciatori per la riforma alla giustizia", è quanto riportato da Syri.net.<br />
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