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NOTIZIE · OI-334070 · 29/06/2016 10:45:36 · 3644 g fa8 min lettura
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Arrestato rapinatore egiziano del peschereccio 'Celepia 2', trovata nave ma non i due marinai albanesi

DiOsservatorio ItalianoSommario

Tirana - Adel Muhamed Salam, il marinaio egiziano che aveva rapinato a Durazzo il peschereccio albanese "Celepia 2" è stato arrestato presso il Porto di Alessandria in Egitto. La conferma è giunta dalla Interpol Tirana dopo la comunicazione con le autorità…

Tirana - Adel Muhamed Salam, il marinaio egiziano che aveva rapinato a Durazzo il peschereccio albanese "Celepia 2" è stato arrestato presso il Porto di Alessandria in Egitto. La conferma è giunta dalla Interpol Tirana dopo la comunicazione con le autorità di Polizia egiziana. Nel frattempo il peschereccio "Celepia 2" è stato trovato a ridosso delle coste di Alessandria dalle autorità egiziane, ma ancora non si conosce la sorte dei due marinai albanesi, Luan Mema e Dhimiter Malaj presi in ostaggio 8 giorni fa dal loro collega egiziano, Adel Muhamed Salam. Quest'ultimo dopo l'arresto non ha accettato di collaborare per il rilascio dei due marinai. Secondo i dati preliminari giunti ai proprietari della nave, a bordo sono stati trovati tre egiziani, mentre il rapinatore della nave non si trovava lì. Il ritrovamento della nave è stato confermato ufficialmente dalle autorità albanesi, che sono in costante contatto con quelle egiziane. <br /><br /> La nave "Çelepia 2" era uscita per pescare il 18 giugno dal Porto di Durazzo, ma la sua scomparsa è stata denunciata solo quattro giorni dopo. Subito dopo aver lanciato le indagini, le autorità hanno provato che era stata rapinata dal cittadino egiziano Adel Mohamed Salam, 30 anni, con la pretesa che il proprietario della nave gli doveva un debito di 70 mila euro che non aveva liquidato, ma tale pretesa è stata respinta in continuazione dai proprietari della nave. Inizialmente, Adel Mohamed Salam, ha minacciato di affondare la nave insieme ai due marinai, se non gli fosse stato restituito il debito di 70 mila euro. In un'altra circostanza ha fatto sapere che la nave l'aveva venduta ai trafficanti per l'importo di 100 mila euro insieme ai due marinai per il traffico dei clandestini verso i Paesi europei. Dopodiché i due marinai albanesi sarebbero ritornati in Albania. Un giorno fa, mediante un video messaggio lo stesso ha chiesto 70 mila euro per non dare fuoco alla nave.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> L'uomo è stato avvistato ad Alessandria da ex colleghi <br /><br /> Il marinaio egiziano che ha effettuato la rapina della nave "Çelepia 2", Adel Mohamed Salam, verso la mezzanotte del 21 giugno, è stato visto in Egitto da uno dei suoi ex colleghi con cui aveva lavorato nei pressi della flotta destinata alla pesca a Durazzo. Questa è l'informazione in possesso dei famigliari dei marinai tenuti in ostaggio dall'egiziano Salam, 30 anni, sospettato di aver venduto la nave insieme all'equipaggio, Luan Mema e Dhimiter Malaj, per sfruttarla per il trasporto dei clandestini. Lo stesso rapinatore egiziano ha confermato tale ipotesi durante i contatti che ha avuto, negli ultimi giorni, con il proprietario della nave e i famigliari del capitano della nave "Çelepia 2". Non avendo la possibilità di agire personalmente in un Paese straniero, i famigliari dei due scomparsi, così come i proprietari della nave da pesca, hanno contattato persone che conoscono Salam, per sapere se si trova in Egitto o meno. Secondo i dati, Adel Mohamed Muamed Salam è stato visto nella città d Alessandria, in Egitto, dove vive. Inoltre, pochi giorni fa, è stato avvistato anche il mezzo navigante, in un porto dell'Egitto, ma i marinai rapiti non sono stati visti da nessuna parte. Salam, impiegato nella flotta della pesca, è sospettato di aver messo sonniferi sul cibo consumato dai due albanesi che stavano con lui. Luan Mema e il capitano Dhimiter Malja si sono trovati legati quando si sono svegliati nelle acque internazionali.<br /><br /> Non è stato ancora reso noto se le informazioni sono state verificate dalle autorità locali, mentre le fonti ufficiali non hanno potuto far luce sull'accaduto misterioso. I famigliari non hanno alcuna informazione da parte dei rapiti. Gli stessi hanno visto per l'ultima volta Luan Mema, legato con delle catene, al peschereccio in cui lavorava da anni. Questa foto l'ha mandata lo stesso rapinatore Salam ai proprietari della nave da pesca, dicendo che se avessero pagato 70 mila euro sarebbe tornato in libertà. Intanto, per quanto riguarda il capitano Dhimiter Malaj, l'egiziano si è rifiutato di fornire spiegazioni circa il luogo in cui si trova e qual'è il suo stato di salute. Sono passati ormai otto giorni dalla rapina della nave "Çelepia 2", e non vi è alcun segnale circa la sorte dei due albanesi, membri dell'equipaggio. I famigliari sperano di vedere nuovamente vivi i loro parenti ma temono che l'egiziano abbia venduto la nave a delle persone con tendenze criminali con l'obiettivo di trasportare i rifugiati verso i Paesi europei. Anche lo stesso egiziano Salam che si è preso carico della rapina della nave, negli SMS inviati al proprietario diceva: "Luani e Dhimitri ritorneranno insieme con la barca in Albania". Inizialmente, l'egiziano ha chiesto 70 mila euro da inviare tramite la Western Union, mentre in seguito ha rifiutato i negoziati con il proprietario, affermando di aver venduto la nave per l'importo di 100 mila euro. Intanto questa domenica i media hanno riferito che Salam ha richiesto, nuovamente, 70 mila euro, in cambio della vita dei due albanesi. <br /> <br /> Contatti con il proprietario di "Çelepia 2"<br /><br /> "Oggi è l'ultimo giorno per portarmi 70 mila euro. Brucerò la nave, gli darò fuoco, se non me li mandate a questo conto corrente!". Questa è una delle molteplici chiamate telefoniche realizzate tramite Whatsapp dal rapinatore Adel Salam, marinaio egiziano, al proprietario del peschereccio Çelepia 2, alle 3 del mattino. Sull'audio si sente anche la voce del marinaio Mema chiedere aiuto dato che la nave si trova in mare aperto. Flori Çelepia in un'intervista per News24 ha affermato che i contatti sono molti con il rapinatore, ma non ha avuto alcun contatto con il capitano della nave, Dhimiter Malaj, la cui vita è stata messa in dubbio, dato che il rapinatore, da diverse versioni contraddittorie.<br /><br /> “Abbiamo messo tutto a disposizione delle autorità di Polizia ma oltre ad interrogarci non ci forniscono alcun dato. Abbiamo messo a disposizione il numero del rapinatore, i numeri dei conti correnti in cui chiedevano il versamento di 10 mila euro, i messaggi vocali registrati come minaccia, ma finora non è stato fatto nulla. Il rapinatore ci ricatta in continuazione ed è libero", ha asserito Flori Çelepia, il figlio del proprietario della nave, Murat Celepia. <br /><br /> Lo stesso ha reso noto che il 18 giugno la nave era uscita per pescare. L'unico figlio della famiglia Malja, Damian con le lacrime agli occhi ha fatto appello alle strutture dello Stato di intervenire per sapere cosa n'è stato di  suo padre.<br /><br /> "È partito per svolgere il suo lavoro e non sappiamo più dove si trova mio padre. Lo Stato non mi dice dove devo andare e cercare mio padre", ha affermato il figlio del capitano della nave.<br /><br /> Mentre il proprietario della nave ha sottolineato che se le autorità fossero intervenute, ora il rapinatore egiziano sarebbe già dinanzi alla giustizia. <br /> <br /> L'accaduto<br /><br /> La denuncia relativa alla scomparsa della nave è stato fatta dal suo proprietario Murat Çelepia, che si è presentato presso la Polizia di Frontiera a Durazzo, dichiarando di aver perso i contatti con la nave dalla mezzanotte del 21 giugno. L'imbarcazione è partita dal Porto di Durazzo il 18 giugno, con il capitano Dhimitër Malja, 54 anni, il marinaio albanese Luan Mema da Durazzo e il marinaio egiziano, Adel Mohamed Salam, 30 anni, che è risultato essere il rapinatore. La nave aveva il permesso delle autorità portuali per effettuare la pesca nelle acque interne territoriali, ma l'atto estremo del cittadino egiziano ha ormai messo a rischio la vita dei due marinai albanesi. <br /><br /> Inizialmente è stata annunciata la scomparsa contemporanea di due navi peschereccio, "Qamili" e "Çelepia 2", uscite per pescare in mare aperto il 18 giugno. Dopo alcune ore, la nave "Qamili" che era stata attirata dalle correnti marittime, è stata ritrovata presso l'estuario del fiume Buna mentre il marinaio egiziano ha annunciato di aver rapinato la nave peschereccio "Celepia 2", dicendo che voleva 70 mila euro, che secondo lui, erano soldi che doveva al proprietario della nave, Murat Çelepia. Questo è stato respinto dal proprietario della nave secondo cui l'egiziano ha preso uno stipendio superiore al dovuto ed è pronto a chiarirsi con il 30enne. Adel Mohamed Salam aveva chiamato il 22 giugno verso le ore 10:00 il suo connazionale egiziano R. A., 53 anni, che lavora nel porto marittimo di Durazzo dicendo che il peschereccio si trova nei pressi di Alessandria in Egitto e se non riceverà i soldi, affonderà la nave insieme ai due albanesi a bordo. Sono stati i famigliari ad aver dato l'allarme circa la scomparsa dei pescatori. In seguito, le azioni della Polizia di Confine si sono coordinate con quelle della Guardia Costiera.<br /><br /> In quest'occasione si sono messe in moto anche la Polizia di Frontiera e la Forza Marittima delle Forze Armate, che dopo aver pattugliato la linea costiera dal Capo di Pali al Capo di Rodoni, non hanno trovato alcuna traccia dal peschereccio. Inoltre sono state ingaggiate anche le forze marittime della NATO e quelle dei porti dei Paesi limitrofi all'Albania per identificare la nave. <br /><br /> Intanto in cooperazione con la Procura per i Crimini Gravi sono state lanciate le indagini per il reato penale di racket. Vi sono sospetti che i marinai albanesi possano essere collaboratori dell'egiziano, per motivi ancora poco chiari.<br /> <br /> <br />

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Strumenti del dispaccio
Entità
14
menzionate
Persone
1
menzionate
Aziende
2
menzionate
◉ Geografia della notizia · 2 paesi coinvolti
Altri luoghi citati (non mappati): Durazzo · Alessandria d'Egitto · Tirana · Rijeka
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