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Economia del Montenegro non più sostenibile

<strong>Osservatorio Italiano</strong><em> interroga<strong> Andrey Petrushinin</strong>, direttore degli affari societari di CEAC, circa gli attuali sviluppi della vicenda giudiziaria legata al fallimento della Kombinat Aluminijuma Podgorica (KAP), nonché gli scenari che si stagliano dinanzi al Montenegro, alla luce dei numerosi problemi sorti con la chiusura di molti progetti di investitori esteri.</em><br /> <br /> <strong>Con riferimento alle cause presentate dalla dirigenza CEAC contro il Montenegro, quali sono gli attuali sviluppo della controversia giuridica?</strong><br /><br /> CEAC ha intrapreso due cause di arbitrato internazionale contro il Montenegro, presso le corti UNCITRAL e ICSID. Siamo in attesa della decisione del tribunale UNCITRAL che verrà comunicata nelle prossime settimane.

Osservatorio Italiano · · Aggiornato il · OI-334016 · 4 min di lettura

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Le richieste avanzate nel procedimento UNCITRAL saranno valutate secondo il diritto civile e commerciale del Montenegro. Il Montenegro, quindi, sarà giudicato secondo le norme applicabili alle ordinarie controparti contrattuali.

Nel procedimento ICSID, invece, Il Montenegro verrà giudicato in base agli obblighi di protezione che ha assunto quale Stato firmatario di un trattato internazionale. Per questo le richieste di CEAC dinanzi alla corte ICSID sono molto più estese delle richieste contrattuali presentate all’UNCITRAL.<br /> <br /> <strong>Quali sono le attuali condizioni dello stabilimento della KAP, dopo il fallimento del tentativo di cessione alla Uniprom ?</strong><br /><br /> Al momento non abbiamo informazioni complete circa lo stabilimento KAP, ma i rapporti che ci arrivano dalla fabbrica non promettono bene.

I numeri della produzione sono quasi tre volte inferiori rispetto a quelli della gestione CEAC. Parte della strumentazione della fonderia è stata distrutta.

Ex lavoratori di KAP, oggi in pensione, protestano fortemente contro l’incapacità del governo di far fronte alle loro indennità di buonuscita, come previsto dalla legge montenegrina. Abbiamo anche informazioni circa dei soprusi da parte del management KAP, in relazione alla partecipazione dei restanti lavoratori alle attività sindacali.

Infine, di recente, è scoppiato un incendio nello stabilimento, che ha probabilmente aumentato l’inquinamento dell’area circostante. Mentre avanza il procedimento per la vendita di KAP a Uniprom, appare sempre più chiaro che la situazione nella fabbrica è peggiorata da quando CEAC è stata espropriata.<br /> <br /> <strong>L’instabilità politica del Montenegro sta giocando un ruolo nel rallentare il processo di risoluzione della crisi di KAP?</strong><br /><br /> Certamente, l’instabilità politica del Montenegro non aiuta il processo, ma l’incapacità del Governo montenegrino di presentarsi ad un tavolo di negoziati, esiste da molto più tempo.

È incredibile che il Governo non sia disposto a dialogare, nonostante il fatto che casi pendenti rappresentino un grande rischio per le finanze pubbliche del Montenegro. CEAC ha richiesto più volte una soluzione negoziata sulla vertenza KAP.<br /> <br /> <strong>Quali sono, secondo lei, gli attuali scenari del panorama economico del Montenegro?</strong><br /><br /> La situazione economica attuale del Montenegro non è sostenibile.

La corruzione del Paese sta provocando la fuga degli investimenti eteri. In aggiunta, il peggioramento delle finanze pubbliche e i rischi legati ai numerosi casi di arbitrato internazionale pendenti contro lo Stato, generano una situazione incerta che è ulteriormente esacerbata dall’attuale crisi politica che precede le elezioni previste in autunno.

Inoltre, recentemente,  Standard & Poor’s ha declassato il rating del debito del Montenegro e le sue previsioni per l’economia del Paese. Ad essere franchi, non conosco un singolo investitore UE soddisfatto del proprio investimento in Montenegro.

I recenti sviluppi con A2A, e l’arresto dell’ex direttore finanziario di EPCG, ricordano molto l’inizio del caso KAP.<br /> <br /> <strong> Sulla base dei vostri riscontri, qual è la posizione delle autorità europee in merito allo stato di diritto e all'efficienza delle istituzioni giuridiche del Montenegro?</strong><br /><br /> Credo che l’evidenza schiacciante della mancanza di progresso del governo montenegrino sugli elementi chiave per concludere i capitoli di negoziazione non stia lasciando molta scelta alle istituzioni europee. Il Montenegro dovrà intraprendere serie riforme e assicurarne la piena attuazione.

Il Parlamento Europeo lo ha evidenziato nella Relazione 2015 sui Progressi del Montenegro, votata a marzo di quest’anno.  “<em>La corruzione resta una grave preoccupazione, in particolare nella [...] privatizzazione</em>” e “<em>reitera il bisogno di eliminare la corruzione a tutti i livelli, poiché mina i principi democratici e ostacola lo sviluppo sociale ed economico</em>”, precisa la relazione. Inoltre il Parlamento ha criticato l’approccio deludente del governo nell’affrontare il problema della corruzione, chiedendo che il Montenegro “<em>faccia della lotta alla corruzione una delle sue priorità, destinandovi le necessarie risorse umane e di bilancio</em>”, e che l’Ufficio del Procuratore Speciale divenga “pienamente operativo il prima possibile”.

Anche il problema di KAP è fortemente sentito a Bruxelles, perché mostra chiaramente il contesto negativo che incontrano gli investitori esteri nel Montenegro. Noi sosteniamo da sempre la richiesta del Parlamento al governo del Montenegro di cercare una soluzione sostenibile e negoziata al procedimento di bancarotta di KAP.<br />

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