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Pristina - Attualmente in Kosovo esistono circa 750 moschee dove i cittadini svolgono i loro riti religiosi. Tra queste ve ne sono oltre 200 che sono state costruite dopo la fine della guerra. I funzionari della Comunità Islamica del Kosovo (BIK) hanno…
Pristina - Attualmente in Kosovo esistono circa 750 moschee dove i cittadini svolgono i loro riti religiosi. Tra queste ve ne sono oltre 200 che sono state costruite dopo la fine della guerra. I funzionari della Comunità Islamica del Kosovo (BIK) hanno riferito che la realizzazione delle nuove moschee è avvenuta con il contributo dei cittadini di fede islamica del Kosovo, ma anche con l'assistenza dei donatori esteri, principalmente la Turchia e l'Arabia Saudita. Nonostante questo, svariati cittadini del Kosovo devoti all'Islam, continuano a compiere i riti religiosi fuori dalle moschee. I dirigenti della BIK hanno affermato che tutte le moschee in Kosovo sono sotto il controllo di quest'istituzione ad eccezione di due.<br /><br /> "All'interno della Comunità Islamica del Kosovo pensiamo di avere sotto controllo tutte le moschee, ad eccezione di due in merito alle quali sono stati informati gli organi dell'ordine e le più alte istanze dello Stato del Kosovo. Una si trova presso il villaggio Qyshk del Comune di Peja, amministrata da un imam illegittimo, che non è stato assegnato dalla BIK, il quale si è auto-proclamato tale e non ha intenzione di lasciare il posto di lavoro. L'altra non è una moschea vera e propria; è un edificio improvvisato e si trova nel Comune di Dragash", ha riferito Fatmir Iliazi, il vice del capo imam, Sabri Bajgora.<br /><br /> D'altro canto, Skender Perteshi dal Centro Kosovaro per gli Studi della Sicurezza, ha asserito che vi sono alcuni casi, come nei Comuni di Kacanik, Vitia, e Peja, in cui il Consiglio della Comunità Islamica non collabora bene con gli imam di queste Regioni.<br /><br /> "E' preoccupante il fatto che alcuni imam auto-proclamati moderati o altri definiti conservatori, si oppongano alla cooperazione e contestino di far parte della BIK e lavorare sotto i suoi ordini", ha spiegato Perteshi.<br /><br /> Presso la capitale del Kosovo, Pristina, nel 2000 il numero delle moschee era pari a 13, mentre 16 anni dopo questo numero è salito a 25.<br /><br /> Liburn Aliu, direttore del Dipartimento per l'Urbanistica nel Comune di Pristina, ha affermato che la Comunità Islamica del Kosovo ha chiesto che, durante la pianificazione delle nuove zone urbane, venga stabilito anche il numero delle moschee. Ma, a suo dire questo è stato impossibile dato che "non si può pregiudicare la fede dei residenti che vivono in tali aree", dato che il Kosovo è un Paese laico e di conseguenza riconosce la libertà religiosa.<br /><br /> Attualmente, in Siria vi sono meno di 110 cittadini del Kosovo, di cui 54 sono famigliari e gli altri membri delle organizzazioni Al-Nusra e ISIS. Il numero dei cittadini del Kosovo è diminuito durante il 2015, quando i meccanismi della sicurezza hanno iniziato ad ostacolare la partenza dei giovani in Siria. Intanto dall'autunno dello scorso anno fino ad oggi, nessun cittadino kosovaro, si è unito ai gruppi estremisti. Nel 2014, gli organi della sicurezza del Kosovo, hanno arrestato doversi kosovari coinvolti nella guerra in Siria, tra cui 12 imam delle moschee del Kosovo. Successivamente, nel mese di maggio di quest'anno, il Tribunale Fondamentale a Ferizaj ha letto la sentenza per la condanna a 10 anni di carcere per l'ex imam della moschea "El-Kudus" a Gjilan, Zeqirja Qazimi. Quest'ultimo è stato accusato di aver abusato della propria carica come imam, di aver stimolato e divulgato l'odio e la separazione tra i gruppi nazionali, religiosi ed etnici che vivono nella Repubblica del Kosovo.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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