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Tirana - La Procura di Tirana ha inviato una rogatoria alle autorità italiane relativa all'attrezzatura "IMSI Catcher", che si sospetta sia stata utilizzata in modo illegale in Albania. Sulla rogatoria che il PM, Anisa Qilimi, ha inviato al Ministero…
Tirana - La Procura di Tirana ha inviato una rogatoria alle autorità italiane relativa all'attrezzatura "IMSI Catcher", che si sospetta sia stata utilizzata in modo illegale in Albania. Sulla rogatoria che il PM, Anisa Qilimi, ha inviato al Ministero italiano della Giustizia attraverso il Ministero albanese della Giustizia, sono state rivolte otto domande alle quali si esige una risposta. Nello specifico è stato chiesto che vengano messi a disposizione dati concreti relativi al programma di training e la finalità di questo training bilaterale di Polizia. <br /><br /> "Chi sono gli ufficiali italiani incaricati di questo compito? L'attrezzatura "IMSI Catcher" è attualmente in possesso della parte italiana?" sono alcune delle domande che ha rivolto la Procura di Tirana.<br /><br /> La Procura ha chiesto alle autorità di giustizia italiana di sapere il luogo in cui si trova attualmente l'attrezzatura e a chi appartiene, in base a quale accordo è stata portata in Albania per dei training e che percorso ha seguito. Di seguito riportiamo alcune domande "Quali sono i programmi di training e da chi sono stati approvati? Durante il training in Albania, quali programmi sono stati utilizzati e quali numeri sono stati identificati? Chi l'ha utilizzata in Albania e quali sono le persone formate? Durante il training da chi veniva gestita l'attrezzatura?". <br /><br /> Le richieste dell'accusa sono giunte dopo che la missione "Interforce", interrogata attraverso l'Ambasciata, non ha fornito una risposta circa il luogo in cui si trova l'attrezzatura che, stando ai sospetti, è entrata illegalmente in Albania e può esser stata utilizzata in modo illegale.<br /><br /> Fonti della Procura in alcuni casi, hanno affermato di avere informazioni che quest'attrezzatura è stata utilizzata, dopo mezzanotte, in alcune carceri del Paese, senza il permesso e l'autorizzazione della Procura per rintracciare le chiamate di alcuni condannati con criminali pericolosi". <br /><br /> La rogatoria è stata inviata nel momento in cui tre alti funzionari della Polizia si sono rivolti alla Corte d'Appello contestando le misure di sicurezza. Intanto pochi giorni fa, attraverso l'ambasciata italiana, il Direttore della Polizia, Alessandro Pansa, ha inviato una lettera al Procuratore Generale, Adriatik Llalla che l'attrezzatura "IMSI Catcher" è giunta in Albania in base ad un accordo firmato nel 2007 tra le Polizie dei due Paesi avente come finalità il training. Ma questa risposta non è stata accettata dalla Procura come prova per il fascicolo d'inchiesta, dato che è stato considerato come documento senza data, firma del titolare o numero di protocollo. <br /><br /> Intanto fonti presso la Procura hanno detto che la macchina con l'attrezzatura "IMSI Catcher", istallata al suo interno, è rimasta durante tutto il tempo nel reparto delle forze speciali operazionali della Polizia di Stato, nei pressi della zona conosciuta come "21 dicembre". Questo è stato documentato anche con foto dagli ufficiali della Procura che verso mezzogiorno del 13 maggio hanno chiesto il sequestro del mezzo insieme all'attrezzatura. Ma 10 minuti dopo che gli ufficiali sono giunti negli ambienti di questo reparto per sequestrarla, il veicolo si è allontanato dall'ingegnere delle IT, Entiol Xhelilaj per non consegnarla agli ufficiali della Procura. <br />
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