Parliamone.
Discutiamone.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.
Zagabria - Dal momento della composizione del nuovo Governo croato, sono spuntati disaccordi tra l'Unione Democratica Croata ed il partito MOST, ovvero la coalizione di Governo. Tuttavia, la situazione tesa è culminata dopo la recente pubblicazione dei…
Zagabria - Dal momento della composizione del nuovo Governo croato, sono spuntati disaccordi tra l'Unione Democratica Croata ed il partito MOST, ovvero la coalizione di Governo. Tuttavia, la situazione tesa è culminata dopo la recente pubblicazione dei documenti che mostrano che la società Drimia di Ana Karamarko, la moglie del leader dell'HDZ, Tomislav Karamarko, ha stipulato un contratto con il principale lobbista della società ungherese MOL, Josip Petrovic, riporta il portale Nacional, martedì, 10 maggio. Come si apprende dal comunicato, il lobbista della MOL ungherese, tramite la sua società Peritus savjetovanje, in due anni ha versato 2.500 euro mensilmente alla Drimia, nelle mani di Ana Karamarko, per i servizi di monitoraggio della situazione sul mercato energetico. Si presume che Pretrovic abbia ricevuto tale denaro dall'ungherese MOL. In base al contratto, Petrovic, dopo l'arrivo di Karamarko alla posizione di capo dell'HDZ e prima del suo incarico presso il Governo, ha versato alla società di Ana Karamarko almeno 60 mila euro per i servizi di consulenza e analisi dei media. Dopo la pubblicazione del presente contratto, la Commissione per il conflitto di interessi ha avviato un'indagine per determinare se il primo Vice Primo Ministro, Tomislav Karamarko, si è trovato in una situazione di conflitto di interessi. <a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a> L'intero caso ha suscitato la reazione del primo Vice Primo Ministro croato, Karamarko, il quale ha riferito che gli affari tra sua moglie e Petrovic non avevano nessun legame con l'energia, neanche con le questioni sull'INA e la MOL, aggiungendo che la società Drimia si è occupata solamente delle attività PR. Tuttavia, la storia che la società di Ana Karamarko era dedita solo alle attività PR e che non aveva nulla a che fare con la MOL è dubbia per due motivi. Il primo è che la compagnia di Petrovic, negli ultimi anni, non ha ottenuto nessun PR, mentre il secondo è che la società di Petrovic nel 2014 ha lavorato esclusivamente con la MOL e che i versamenti della MOL hanno rappresentato l'85% delle entrate di Petrovic, il che significa che più della metà del reddito residuo, rispettivamente, il 60%, Petrovic l'ha pagato per i servizi di PR per un terzo cliente, mentre il 40% è rimasto allo stesso e tale contratto, se davvero era così, ha sollevato tutta una storia sulle domande fiscali. Secondo le informazioni, il Presidente dell'HDZ, Karamarko ha ribadito che, nel 2015, ha avuto un incontro con il Ministro ungherese degli Affari Esteri, Peter Szijjarto, nel corso del quale non ha parlato della società croata INA e della MOL e neanche della controversia arbitrale tra la Croazia e la società petrolifera ungherese MOL. Tuttavia, i media locali hanno trasmesso questa affermazione di Karamarko come anche le dichiarazioni del Ministro ungherese Szijjarto, il quale ha affermato che "I buoni rapporti tra la MOL e l'INA sono la chiave per il miglioramento dei rapporti tra la Croazia e l'Ungheria, che non sono mai stati tanto tesi", svelando quale sarà il tema dell'incontro tra i due funzionari. Nella sua ultima intervista di giovedì, 19 maggio, il Ministro ungherese Szijjarto ha confermato la buona cooperazione con il Governo croato, aggiungendo che la parte ungherese non era soddisfatta dei rapporti bilaterali nel corso del mandato dell'ex Governo croato, guidato da Zoran Milanovic. Lo stesso ha reso noto che l'Ungheria cercherà di risolvere le controversie ed i conflitti possibili con l'attuale Governo croato, sottolineando che la MOL è la società strategica ungherese, la quale ha i suoi interessi nell'INA croata. Proprio per tale motivo le due parti cercheranno di risolvere i problemi, non tramite i media, ma attraverso colloqui diretti tra i due Governi. Inoltre, questa non è la prima volta che Szijjarto enfatizza i buoni rapporti con l'HDZ, individuando particolarmente l'incontro del 2015 con il capo dell'HDZ, Karamarko.<a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a> Come riporta il comunicato, l'incontro tra i due si è tenuto mentre Karamarko era all'opposizione e sua moglie operava con il lobbista della MOL. Comunque, la stessa Ana Karamarko ha confermato che la sua società Drimia aveva stipulato con la società di Petrovic, Peritus savjetovanje, un contratto dall'1 febbraio 2012 al 31 dicembre 2015. Come si apprende dal comunicato, la società Drimia solo 10 giorni dopo essere stata fondata, è riuscita a concordare il suo primo lavoro dal valore di 900 mila kune (HRK) proprio con Petrovic, il consulente della MOL e un amico stretto di Karamarko, ma anche il testimone nel processo arbitrale tra l'INA e la MOL. Tutto eppure indica al fatto che l'Ungheria aspettava con ansia l'arrivo dell'HDZ, guidato da Karamarko, al potere, il che, il Ministro ungherese Szijjarto, l'ha anche confermato una volta ma si pone la domanda se gli ungheresi hanno sostenuto l'arrivo dell'HDZ al potere perché appartengono alla stessa famiglia politica dei partiti popoli europei o perché credono che sia più facile raggiungere un accordo in merito all'INA se l'HDZ sarà nel Governo. <a href="#footnote-4" id="footnote-marker-4-1" rel="footnote"></a><a href="#footnote-5" id="footnote-marker-5-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> Presentata la richiesta per la votazione della sfiducia a Karamarko<br /> <br /> Il leader del Partito Socialdemocratico, Zoran Milanovic, il cui partito ha chiesto in Parlamento la votazione di sfiducia al primo Vice Primo Ministro croato, Tomislav Karamarko, ha recentemente dichiarato che Karamarko deve abbandonare il Governo, riporta il quotidiano Vecernji list. Il motivo di tale richiesta risiede nella dimostrazione che la moglie di Karamarko ed il lobbista della MOL, nel corso degli anni, hanno fatto affari, e che in questo modo Karamarko si è trovato in una situazione di conflitto di interesse.<a href="#footnote-6" id="footnote-marker-6-1" rel="footnote"></a> <br /> <br /> La storia sulla votazione della sfiducia a Karamarko, ha suscitato molte reazioni sulla scena politica croata, ma la più interessante è quella del MOST, cioè come il presente partito voterà. A tal proposito, il membro del partito MOST, Ruzica Vukovac, ha dichiarato che i membri del suo schieramento stanno ancora pensando in che modo voteranno in Parlamento, aggiungendo che la maggior parte dei membri del MOST sosterrà la votazione della sfiducia a Karamarko. Dopo che l'SDP ha avviato il processo del licenziamento di Karamarko, una parte dei deputati del partito MOST in Parlamento, ha affermato pubblicamente che voterà per la sospensione di Karamarko, e tra essi i più chiari sono stati Miro Bulj e Maro Kristic.<a href="#footnote-7" id="footnote-marker-7-1" rel="footnote"></a> Ci vogliono 76 voti per il voto di sfiducia a Karamarko, ma vi sono speculazioni che i voti decisivi siano proprio quelli di cinque membri di MOST. Dall'altra parte, alcuni membri dell'HDZ, più vicini a Karamarko, sostengono che non c'è nessun dramma, che per la votazione della sfiducia sono rimaste alcune settimane e entro tale periodo potrebbero cambiare molte cose. Oltre ai deputati dell'SDP, anche tre membri del Parlamento Democratico Istriano (IDS), due rappresentanti del Partito Indipendente Democratico Serbo (SDSS), due membri del partito di HRID e dell'Alleanza Democratica Croata di Slavonija e Baranja, nonché i rappresentanti di Stipe Petrina, di Radomir Cacic, di Sandor Juhas, di Veljko Kajtazi e di Ivan Velibor Sincic, probabilmente voteranno a favore della sfiducia di Karamarko. Secondo le informazioni, anche il club dei rappresentanti del Partito Popolare Croato (HNS) sosterrà la votazione della sfiducia verso Karamarko.<a href="#footnote-8" id="footnote-marker-8-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> HDZ pensa di abbandonare il Governo<br /> <br /> In merito a tutta questa situazione, l'Unione Democratica Croata (HDZ), durante una riunione di crisi, tenutasi giovedì, 26 maggio, ha considerato seriamente la possibilità di uscire dal Governo croato, riporta il quotidiano Telegram in base alle informazioni apprese da due fonti indipendenti. Secondo le informazioni delle stesse fonti, il Governo croato non funziona, il partito MOST ricatta l'HDZ e per tale motivo l'abbandono del Governo è l'unica opzione con cui l'HDZ potrà dimostrare la sua onestà verso gli elettori ed hanno aggiunto che l'unica via d'uscita reale per Karamarko e per l'HDZ, oltre al tentativo di raggiungere un accordo con il MOST, è quella di abbandonare il Governo. <a href="#footnote-9" id="footnote-marker-9-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br /> <br /> <br /> <br /> <br />
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