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Tirana - Dopo il dibattito in relazione all'attrezzatura d'intercettazione è giunta la prima reazione ufficiale da parte della Polizia italiana. In particolare è stato il Direttore Generale della Polizia di Stato dell'Italia, Alessando Pansa, ad aver inviato…
Tirana - Dopo il dibattito in relazione all'attrezzatura d'intercettazione è giunta la prima reazione ufficiale da parte della Polizia italiana. In particolare è stato il Direttore Generale della Polizia di Stato dell'Italia, Alessando Pansa, ad aver inviato una lettera al Procuratore Generale, Adriatik Llalla attraverso l'Ambasciata italiana, dove conferma che l'attrezzatura non è stata utilizzata per alcun tipo di intercettazione e che è sempre stata in utilizzo dalla Polizia italiana con la sola finalità di training per gli agenti albanesi. Sulla lettera, il Direttore Pansa conferma ciò che ha detto il Ministro Tahiri, che l'attrezzatura è stata inviata alla parte albanese sulla base dell'accordo firmato il 19 giugno del 2007 dall'allora Ministro degli Interni, oggi Presidente della Repubblica, Bujar Nishani. Sulla lettera è reso noto che dal 2 maggio è stato inviato un solo operatore. Riportiamo di seguito la lettera inviata dal Direttore Generale di Stato Italiano, Alessandro Pansa, al Procuratore Generale, Adriatik Llalla:<br /><br /> "Si premette che il 19 giugno 2007 è stato siglato, tra il Governo della Repubblica Italiana e il Consiglio dei Ministri della Repubblica d'Albania, un accordo di cooperazione nella lotta contro la criminalità. L'articolo 3 del suddetto accordo prevede che le parti cooperino, tra l'altro, in attività volte alla formazione e all'addestramento in materia di lotta alla criminalità in tutte le sue forme.<br /><br /> "In attuazione del predetto accordo, l'11 marzo 2016, sono stati inviati a Tirana (Albania) due operatori specializzati delle forze di Polizia italiane con il compito di svolgere attività di training on the job per la formazione della Polizia locale. <br /><br /> A tal fine, il personale italiano recava, per le citate attività, un'autovettura con a bordo un'apparecchiatura denominata "IMSICATCHER" con il modello Vortex prodotto dalla Ditta Ercom.<br /><br /> Tale assetto per l'addestramento risulta configurato in modo tale da non essere in grado di svolgere alcuna attività di intercettazione, né di traffico vocale, né di messaggi di testo. Tale configurazione, che non è modificabile dall'operatore, non consente neppure l'intercettazione di traffico dati. <br /><br /> Gli operatori delle forze di Polizia italiane, che hanno portato con sé l'assetto sopracitato per le finalità appena esposte, sono stati accolti all'arrivo al porto di Durazzo dagli ufficiali della Polizia albanese. <br /><br /> I compiti degli operatori si sono concretizzati in attività di formazione ed assistenza tecnica finalizzata all'utilizzo della strumentazione per la localizzazione ed il monitoraggio della telefonia mobile.<br /><br /> L'assetto in questione è sempre rimasto a disposizione degli operatori italiani e custodito, quando impiegato per l'attività formativa, presso l'Ufficio di collegamento italiano in Albania ubicato all'interno dell'Ambasciata d'Italia a Tirana. <br /><br /> Nell'informare che al momento sono stati addestrati cinque operatori della Polizia, nelle città di Tirana, Elbasan e Valona, si evince che l'attività formativa non ha configurato violazioni di alcun tipo e che il personale delle forze di Polizia dell'Italia impiegato nell'attuazione del suddetto accordo gode, ai sensi dell'art. 8, dell'immunità della giurisdizione civile, penale e amministrativa per gli atti compiuti nell'esercizio delle proprie funzioni."<br /><br /> La lettera del Direttore della Polizia di Stato d'Italia, arriva dopo le indagini avviate dalla Procura di Tirana e in mezzo al dibattito che ha travolto la politica albanese sul dispositivo d'intercettazione. L'opposizione ha accusato la maggioranza e in particolare, il Ministro degli Interni ad averla utilizzata per intercettare i suoi funzionari (PD), il Presidente della Repubblica, i giudici, i diplomatici, i rappresentati dei media e i giornalisti. Ma, il Ministro degli Interni e il Direttore Generale della Polizia, hanno spiegato anche nella Commissione parlamentare della sicurezza che quest'attrezzatura non è in grado di effettuare intercettazioni di cui non dispone la Polizia albanese. La Commissione parlamentare ha convocato a relazionare il procuratore generale, il capo della SHISH, il Ministro degli Interni e il capo della Polizia di Stato, sui sospetti se sono stati effettuati o meno dalla Polizia delle intercettazioni illegali di conversazioni. Il capo della SHISH, Visho Ajazi, ha sottolineato in tale riunione che l'informazione giunta ai servizi albanesi era relativa ad un'attrezzatura fornita due mesi fa in Albania dal porto di Durazzo, senza registrarsi alla frontiera, motivo per cui aveva informato il Procuratore Generale. Il dispositivo secondo Ajazi è stabilito a Valona. <br />
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