Parliamone.
Discutiamone.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.
Tirana - Il Presidente della Repubblica, Bujar Nishani, ha esortato il Governo albanese a non ostacolare l'esercitazione alla funzione costituzionale e il compito legale della Procura dello Stato, nell'indagine circa l'esistenza e l'utilizzo di…
Tirana - Il Presidente della Repubblica, Bujar Nishani, ha esortato il Governo albanese a non ostacolare l'esercitazione alla funzione costituzionale e il compito legale della Procura dello Stato, nell'indagine circa l'esistenza e l'utilizzo di un'attrezzatura d'intercettazione da parte del Ministero degli Interni. Tramite un comunicato ufficiale, il Presidente ha riferito che il Governo deve consegnare il prima possibile alle autorità d'inchiesta l'attrezzatura richiesta dall'organo della Procura e l'intera documentazione necessaria per il processo d'inchiesta. Inoltre, il Presidente ha respinto la versione del Governo, secondo la quale l'attrezzatura d'intercettazione è parte della cooperazione con le autorità italiane.<br /><br /> "Il Governo deve mettere fine ai tentativi di inganno dell'opinione pubblica in relazione agli accordi di cooperazione con lo Stato italiano. L'accordo di cooperazione tra lo Stato albanese e quello italiano nella lotta contro la criminalità organizzata non ha alcun nesso con le azioni illegali e punibili di utilizzo dei mezzi illegali ed illecite dalla Polizia albanese", si afferma sul comunicato, dove il Presidente Nishani incoraggia il Procuratore Generale ad esercitare l'intera autorità legale per evitare ogni ostacolo durante la scoperta della verità.<br /><br /> Un giorno prima il Presidente Nishani ha affermato che l'attrezzatura d'intercettazione ha minacciato la sicurezza nazionale, l'integrità delle istituzioni statali e dei cittadini albanesi.<br /><br /> "Ormai è stato confermato dalle istituzioni statali che questo meccanismo illegale, illecito è presente e funziona. Lo stesso costituisce una preoccupazione molto grande per lo Stato di Diritto. Da quest'aula invito la Procura dello Stato a difendere la dignità dello Stato e dei suoi cittadini, a proteggere la dimensione della nostra sicurezza nazionale", ha affermato il Presidente Nishani. <br /><br /> Lo stesso ha chiesto alla Procura di indagare il processo attraverso il quale l'attrezzatura illegale è stata introdotta in Albania e qual è stata l'autorità doganale che ha permesso l'accesso nel Paese di tale strumento. Infine, il Presidente ha chiesto alla Procura di indagare a fondo tutti gli elementi e le autorità che hanno usufruito dell'attrezzatura illegale.<br /><br /> Un giorno fa, il Ministro degli Interni, Saimir Tahiri, ha dichiarato che l'accordo con la Interforce italiana, che ha portato l'attrezzatura in Albania è stato firmato da Bujar Nishani, quando era Ministro degli Interni. Ma secondo il Presidente Nishani il documento di cui parla Tahiri non ha nulla a che fare con l'attrezzatura illegale, invitando il Governo ad interrompere i tentativi di inganno dell'opinione pubblica con questo accordo. Nishani ha affermato che condanna e prende le distanze dal tentativo irresponsabile del Governo di distruggere la cooperazione e l'eccellente partnership tra l'Albania e l'Italia nella lotta contro la criminalità organizzata, con azioni illegali di determinati segmenti del Ministero degli Interni in Albania. <br /><br /> L'indagine avviata dalla task-force della Procura di Tirana sull'esistenza di uno strumento d'intercettazione illegale è diventata la questione principale che ha fatto passare in secondo luogo quella sulla rete internazionale del traffico della droga che partiva dall'Albania, in Grecia e poi verso i principali Paesi d'Europa, tra i cui ricercati vi era l'ex Direttore dei Trasporti di Saranda, Klemend Balili. L'attrezzatura sospetta è diventato il tema trattato non solo dai media locali, ma anche da quelli italiani. Il Ministro degli Interni, Saimir Tahiri ha insistito rispondendo alle accuse circa l'esistenza della suddetta attrezzatura.<br /><br /> "La Polizia non dispone e neanche ha avuto una tale attrezzatura, in quanto non gli è permesso. La stessa insieme agli altri partner non ha lavorato né lavorerà con una tale attrezzatura, dato che è illegale. Intanto, bisogna precisare che la Polizia sta effettuando un training in cooperazione e in accordo a diversi Paesi d'Europa ed in concreto con l'Italia. L'accordo ha a che fare con il lavoro e il training con un attrezzatura normale che non c'entra con l'intercettazione", ha affermato Tahiri.<br /><br /> Intanto la prima reazione del Premier Edi Rama, è stata che le pretese del PD sulla presenza di un'attrezzatura d'intercettazione sono motivo per rinviare la riforma della giustizia. Mentre il leader dell'opposizione, Lulzim Basha, ha definito un emergenza politica e morale la trasparenza dell'attrezzatura d'intercettazione, che stando alle indiscrezioni viene amministrata dal Ministero degli Interni, su cui la Procura di Tirana ha avviato un'indagine. <br /><br /> Intanto un'altra novità sulle intercettazioni è stata lanciata dal giornalista investigativo, Artan Hoxha. Stando alle sue parole nella Repubblica d'Albania si trova un'attrezzatura d'intercettazione, acquistata in Israele per l'importo di 1 milione di euro, la quale può intercettare 20 persone contemporaneamente, conversazioni nonché messaggi. Hoxha ha riferito che questa'apparecchiatura è installata e si sta usando privatamente, principalmente per i ricatti. Per quanto riguarda invece l'attrezzatura che si sospetta sia in uso dalla Polizia di Stato per motivi di training, Hoxha ha riferito che la stessa non ha la capacità di intercettare, ma solo di eseguire la localizzazione del numero del telefono, l'identificazione del numero di telefono e il numero di serie della carta. Mentre l'ex Segretario Generale presso il Ministero degli Interni, durante il Governo di Fatos Nano, Ylli Dylgjeri ha riferito che un tale strumento è stato offerto anche al Governo Nano, ma la risposta dell'allora Premier è stata: "Non abbiamo né intercettazioni, né soldi per assumere degli intercettatori". Dylgjeri ha asserito che nel periodo 2000-2004, quando era Segretario presso il Ministero dell'Ordine, una società italiana aveva contattato il suo ufficio per mostrare un'attrezzatura d'intercettazione, prodotta dalla stessa compagnia. Non c'era nulla di strano in quanto in ogni fiera ed esposizione aperta al pubblico vengono mostrate simili tecnologie. Dylgjeri ha fatto presente che non era nella sua competenza, o nella legge della Polizia di Stato, l'utilizzo di tale attrezzatura ma d'altra parte nessuno ha preso l'iniziativa di intraprendere il suo acquisto. Infine l'ex segretario si è augurato che la notizia dell'attrezzatura presso il Ministero degli Interni non sia vera, perché questo sarebbe uno scandalo. <br /> <br /> <br /><br /> <br />
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