Parliamone.
Discutiamone.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.
Banja Luka - La situazione tesa circa le proteste, previste per sabato, 14 maggio a Banja Luka, sta raggiungendo il culmine, riporta il quotidiano Press. Mentre i media speculano sul numero di cittadini, che si riuniranno quel giorno nella più grande città…
Banja Luka - La situazione tesa circa le proteste, previste per sabato, 14 maggio a Banja Luka, sta raggiungendo il culmine, riporta il quotidiano Press. Mentre i media speculano sul numero di cittadini, che si riuniranno quel giorno nella più grande città della Republika Srpska (RS), i politici hanno già cominciato ad addossare la colpa l'uno l'altro in merito a possibili incidenti. Come riporta il comunicato, si sta parlando del possibile arrivo di teppisti stranieri, nonché agenti con l'obiettivo di destabilizzare la RS. Secondo le recenti informazioni, i servizi di sicurezza della Serbia hanno raccolto i dati d'intelligence relativi ai possibili disordini nel corso dei raduni, che, sia l'autorità che l'opposizione, hanno annunciato per sabato 14 maggio, a Banja Luka. Il quotidiano Novosti ha svelato che un gruppo di estremisti dei bosniaci dalla Regione di Bihac e teppisti dai gruppi di tifosi, con il sostengo logistico di alcune parti dell'Agenzia d'intelligence e di sicurezza della BiH, prevedono di causare i disordini nel corso del comizio e l'anti-comizio, con l'obiettivo di destabilizzare la RS. Citando fonti anonime, il quotidiano Novosti sostiene che dietro tale scenario si trovano anche alcuni servizi occidentali, i quali approfitteranno dei disordini e di una possibile reazione della polizia per screditare il Governo attuale a Banja Luka. Questo presunto piano, in una fase avanzata, dovrebbe servire come miccia per la delegittimazione della RS all'interno della Bosnia-Erzegovina (BIH), il che rafforzerebbe gli sforzi costanti verso la revisione dell'accordo di Dayton e l'abolizione graduale della RS. Secondo i media ed i politici, le proteste dell'opposizione e l'anti-comizio dell'autorità, previsti per il 14 maggio, potrebbero vedere più stranieri che persone provenienti dalla RS, e secondo fonti anonime del quotidiano Press, attualmente in BiH ci sono più di 100 membri delle agenzie straniere.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a> Il leader del Partito Democratico Serbo (SDS), Mladen Bosic, ha recentemente detto che vi sono informazioni che un gruppo di estremisti provenienti dalla Serbia arriverà alle proteste a Banja Luka, non volendo precisare di chi si tratta, ma il membro dell'Alleanza per i Cambiamenti, Adam Sukalo, ha risolto il dilemma, dicendo che si tratta del gruppo Zavetnici. Quella dichiarazione di Sukalo ha subito suscitato la reazione del presente gruppo, il quale ha detto che l'unico gruppo estremista è l'Alleanza per i Cambiamenti, la quale, la domanda relativa all'arrivo al potere, mette prima degli interessi della RS.<a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a> A tal proposito, il vice Presidente dell'Alleanza dei Socialdemocratici Indipendenti (SNSD), Nebojsa Radmanovic, ha dichiarato giovedì, 12 maggio, che il vero organizzatore delle proteste dell'opposizione nella RS sono individui di una parte della comunità internazionale, mentre il Primo Ministro turco, Ahmet Davutoglu, ha lanciato un supporto ideologico, dopo essersi recato in visita a Banja Luka la settimana scorsa. Commentando la recente dichiarazione del leader del Partito Democratico Serbo (SDS), Mladen Bosic, circa l'arrivo di estremisti dalla Serbia alle proteste di Banja Luka, Radmanovic ha detto che "gli estremisti vengono dal Medio Oriente e da Sarajevo, e non dalla Serbia", aggiungendo che l'SNSD intraprenderà tutte le misure per impedire il rovesciamento della RS e di Banja Luka.<a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a> Stando a quanto comunicato dal quotidiano Press, la redazione del presente quotidiano è entrata in possesso di un documento esclusivo, il cui è ovviamente il verbale di una riunione della sede dell'opposizione per l'organizzazione della protesta, in cui, tra le altre cose, si afferma appunto che è necessario tagliare le etichette dalle magliette, che dicono che sono fabbricate in Turchia. Comunque, questa frase diventa molto interessante se si collega con la recente dichiarazione del Presidente della RS, Milorad Dodik, che ha ottenuto da certi servizi le informazioni secondo cui le strutture turche sono direttamente coinvolte nell'organizzazione e nel finanziamento delle proteste dell'opposizione.<a href="#footnote-4" id="footnote-marker-4-1" rel="footnote"></a> In merito alla manutenzione delle presenti proteste, il Ministero degli Interni della RS ha proibito all'Alleanza per i Cambiamenti di fare una sfilata di protesta fino alla Piazza di Krajina, dicendo che il motivo di una tale decisione è quella di impedire gli scontri, dato che l'autorità ha anche annunciato di passare lo stesso percorso, ma solo nella direzione opposta.<a href="#footnote-5" id="footnote-marker-5-1" rel="footnote"></a> A tal proposito, il Ministro competente, Dragan Lukac, ha dichiarato che dispone delle informazioni che se i gruppi provenienti dalla Croazia, dalla Serbia e dalla Federazione di BiH, riuscissero a provocare disordini, porterebbero una grande massa verso gli edifici dell'Assemblea e del Governo della RS, dicendo che tutte e due le istituzioni saranno protette massimamente.<a href="#footnote-6" id="footnote-marker-6-1" rel="footnote"></a> Questa affermazione di Lukac è stata smentita dal Ministro della Sicurezza della BiH, Dragan Mektic, il quale ha detto che non ci sono informazioni operative e di sicurezza che in certi gruppi radicali dalla Serbia, da Sarajevo e dalla Croazia saranno presenti. Comunque, Mektic ha confermato che il raduno di sabato, 14 maggio, è un avvenimento di alto rischio, spiegando ciò dal fatto che nello stesso luogo e allo stesso tempo si incontreranno due gruppi diversi di persone. Questo si è detto preoccupato del fatto che nel corso delle proteste a Banja Luka, possa essere compromessa la sicurezza dei beni e dei cittadini e che l'unico colpevole di ciò è il Ministero degli Interni della RS, il quale ha permesso che due diversi raduni vengano realizzati nello stesso posto e allo stesso tempo.<a href="#footnote-7" id="footnote-marker-7-1" rel="footnote"></a>Tuttavia, l'autorità e l'opposizione, ognuno dal suo partito, ha lanciato alcuni messaggi al pubblico. Comunque, l'Alleanza per i Cambiamenti sostiene che il regime, in tutti i modi, cerca di ostruire e impedire l'arrivo del popolo alla protesta popolare, mentre l'SNSD smentisce tali affermazioni.<a href="#footnote-8" id="footnote-marker-8-1" rel="footnote"></a> Il capo dell'SDS, Mladen Bosic, ha comunicato che l'Alleanza per i Cambiamenti ha ottenuto il permesso per lo svolgimento di proteste dalle autorità municipali di Banja Luka e che non c'è nessun motivo di posticiparle. Alla domanda se le proteste dell'opposizione sono il risultato dell'istruzione della comunità internazionale, Bosic ha detto che tale storia è la conseguenza della paranoia dell'autorità nella RS. <a href="#footnote-9" id="footnote-marker-9-1" rel="footnote"></a>Dall'altra parte, il Presidente della RS, Milorad Dodik, si è detto pronto ad annullare il comizio se l'opposizione farà la stessa cosa, aggiungendo che se l'opposizione lo accetterà, sarà disposto ad organizzare quel giorno, invece delle proteste, la riunione dei leader di tutti i partiti politici della RS, al fine di risolvere tutti i disaccordi tramite un dialogo e contribuire al rafforzamento e non all'attenuazione della RS.<a href="#footnote-10" id="footnote-marker-10-1" rel="footnote">[10]</a> Lo stesso è stato anche confermato dal leader del Partito Socialista (SP), Petar Djokic, il quale ha riferito che lui e il suo partito sono pronti a posticipare tutti e due i raduni. Questi ha precisato che la strada non è una soluzione e che ciò potrebbe essere il tentativo della destabilizzazione della RS. Pure il leader dell'Alleanza Democratica Popolare (DNS), Marko Pavic, ha detto che se l'opposizione posticiperà la sua protesta, anche l'autorità rinvierebbe il suo comizio. <a href="#footnote-11" id="footnote-marker-11-1" rel="footnote">[11]</a> <a href="#footnote-12" id="footnote-marker-12-1" rel="footnote">[12]</a> <br /> <br /> Soros finanzia le proteste dell'opposizione nella RS<br /> <br /> In base delle informazioni, svelate da parte del quotidiano Press, la famosa fondazione "Società aperta", il cui fondatore e il principale finanziere è l'uomo d'affari americano dell'origine ungherese, George Soros, finanzia direttamente l'organizzazione delle proteste nella RS, per l'importo di quasi mezzo milione di dollari americani. Comunque, le donazioni di Soros volte all'opposizione nella RS sono divise per le regioni, e a giudicare da nomi, è ovvio che l'intero progetto comprende le persone di alta fiducia. In questo caso, la Regione di Erzegovina ha ottenuto 47.400 dollari americani, la regione di Sarajevo ha ottenuto 97 mila dollari americani, quella di Semberija 97.700 dollari americani, la regione di Doboj ha ottenuto 37.500 dollari, mentre la Regione di Banja Luka ha ottenuto 214 mila dollari americani.<a href="#footnote-13" id="footnote-marker-13-1" rel="footnote">[13]</a> <br /> <br /> Avvertimenti della Russia<br /> <br /> Secondo le informazioni, gli agenti d'intelligence russi hanno inviato alle autorità della Serbia dati sugli scontri sanguinosi previsti nella RS, riporta il quotidiano Nezavisne novine. Comunque, secondo tali informazioni, le potenze occidentali stanno preparando una serie di proteste violente, prima a Banja Luka e poi a Skopje, e alla fine a Belgrado. "Le potenze occidentali, sostenute dagli alleati politici dall'UE e dagli Stati Uniti, stanno preparando 'una nuova guerra balcanica' ", ha avvertito il servizio d'intelligence russo in una relazione confidenziale, la quale, all'inizio della settimana corrente, è stata consegnata alle autorità della Serbia. Secondo le informazioni degli agenti d'intelligence russi, le quali coincidono con i dati segreti dell'Agenzia informativa e di sicurezza di Serbia, l'Occidente sta preparando per questa primavera una serie di proteste violente nella Regione. Come riporta il comunicato, l'UE e gli Stati Uniti vogliono provocare conflitti, al fine di venire come grandi salvatori nei Balcani ed in tale modo mandare via la Russia. Inoltre, il servizio russo avverte Belgrado che il primo grande pericolo dai conflitti sanguinosi, preparati dall'estero, si prevede per sabato 14 maggio a Banja Luka. Le serie minacce alla sicurezza nella RS, in merito alle quale ha emesso avvertenze il Primo Ministro della Serbia, Aleksandar Vucic, fanno solo parte dei piani pericolosi, volti ad avviare "una spirale di violenza" nei Balcani. L'idea dell'Occidente, sostengono gli agenti d'intelligence russi, è quella di mostrare che le autorità in Serbia, nella RS e nella Fyrom-Macedonia, ma anche negli altri Paesi della Regione, sono deboli e che hanno bisogno di aiuto straniero. In merito alle fonti anonime, che hanno avuto la possibilità di vedere la relazione degli agenti russi, la Russia sostiene che l'Occidente è infastidito dall'impatto di Mosca nei Balcani e questo è il principale grilletto per tutto il male che prepara. Dall'altra parte, l'analista politico, Dejan Vuk Stankovic, sta sottolineando che gli stranieri vogliono diminuire le giurisdizioni di Banja Luka. Questi sostiene che l'instabilità della RS va a favore di Sarajevo, degli Stati Uniti e della Gran Bretagna, cioè a favore dei fattori stranieri che vogliono rivedere l'Accordo di Dayton. Secondo l'analista, Aleksandar Radic, il presente caso rappresenta uno scenario "della rivoluzione colorata". Anzi, all'ombra vi è un'idea proveniente dall'estero, il cui scopo è quello di risolvere i rapporti politici in BiH con una rivoluzione per strada. L'occidente cerca di mantenere la BiH ad ogni costo, però Dodik, con questa sua intenzione, è la principale sfida. Tuttavia, si pone la domanda quanto è applicabile tale scenario nella RS, dato che il problema in BiH è una divisione etnica e non ciò quale gruppo sarà il leader.<a href="#footnote-14" id="footnote-marker-14-1" rel="footnote">[14]</a><br /> <br /> Reazione dalla Serbia <br /> <br /> Dopo la decisione, sia dall'autorità che dall'opposizione, di non rinviare i raduni, previsti per sabato, 14 maggio a Banja Luka, i partiti di destra della Serbia hanno commentato l'intero caso, dicendo che i loro sostenitori non prevedono di andare alle proteste a Banja Luka, riporta il canale televisivo, N1. I radicali hanno comunicato che i disordini colpirebbero negativamente la RS, aggiungendo che, anche se sono opposti alle diverse mosse di Dodik, tuttavia sostengono il Presidente di quest'entità bosniaca. Anche i membri del movimento Dver, i quali hanno esortato alla pace hanno una simile opinione. Tutti e due i partiti, includendo anche il Partito Democratico di Serbia (DSS), in quanto il partito di coalizione con Dveri, ha già comunicato che non organizza la partenza dei sostenitori per i raduni suddetti. Dalla rappresentanza della coalizione di governo ovvero del Partito Progressista Serbo (SNS), è stato dichiarato che i disordini a Banja Luka sono organizzati dagli oppositori alla presenza della Russia nei Balcani al fine di destabilizzare la RS.<a href="#footnote-15" id="footnote-marker-15-1" rel="footnote">[15]</a> <br /> <br /> <br />
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