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Pristina - La Corte della Capitale ha ultimato il processo giudiziario contro l'imam, Zekirja Qazimi, conosciuto anche come l'insegnante di Lavdrim Muhaxheri e Ridvan Haqifi, i leader degli albanesi del Kosovo nell'ISIS. Stando ai sospetti l'imam della…
Pristina - La Corte della Capitale ha ultimato il processo giudiziario contro l'imam, Zekirja Qazimi, conosciuto anche come l'insegnante di Lavdrim Muhaxheri e Ridvan Haqifi, i leader degli albanesi del Kosovo nell'ISIS. Stando ai sospetti l'imam della moschea "El-Kudus" a Gjilan, Zekirja Qazimi avrebbe reclutato dei jihadisti per i gruppi terroristi ISIS ed Al-Nusra ed è riconosciuto come uno dei principali ispiratori della jihad attraverso le sue predicazioni pubbliche. Le lezioni pubblicate dell'imam sospettato, sono state descritte come un invito a unirsi ai jihadisti. Nell'ultima sessione di verifica, la difesa ha chiesto l'interpretazione delle parole "jihadista" e "shehid" da un esperta di teologia, che è stata inviata dalla Comunità Islamica del Kosovo (BIK) a fornire la propria assistenza.<br /><br /> "La parola 'jihad' nella lingua araba nel senso etimologico significa sforzo, fatica, impegno. Mentre stando alle definizioni della terminologia islamica, si intende lo sforzo, l'impegno, la fatica dei musulmani, in tutte le sue forme possibili, compresa l'istruzione, l'educazione, la guerra legittima e le altre forme di contributo che può dare una persona", ha riferito Ilmi Rexhepi, esperto di teologia.<br /><br /> Rexhepi che ha studiato teologia linguistica al Cairo ed attualmente lavora presso la Madrasa di Gjilan, ha spiegato anche il senso della parola Shahīd (martire).<br /><br /> "Si presume sia la persona che cade in battaglia, che muore combattendo, ma nella terminologia islamica sono anche coloro che sono superiori per valori morali a seguito delle attività svolte dalla persona che muore", ha detto l'esperto Rexhepi.<br /><br /> Rispondendo alle domande di Murat Demolli, l'avvocato di Zeqirja Qazimi, Rexhepi ha dichiarato che conosce l'imputato, sa che era Imam nella moschea "El-Kudus" di Gjilan ed era alunno nella Madrasa in cui lavora. <br /><br /> La Procura Speciale del Kosovo ha accusato l'imam Qazimi di reclutamento a fini terroristici, e come principale persona che intratteneva legami, tra alcuni dei 57 sospettati di terrorismo e gruppi terroristici.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a><a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a><a href="#footnote-4" id="footnote-marker-4-1" rel="footnote"></a><br /><br /> Nella sessione precedente, Zekerija Qazimi (Zeqirja Qazimi; Zekerija ef. Qazimi) ha ammesso durante la sua testimonianza la conoscenza con Lavdrim Muhaxheri e Ridvan Aqifi (Al Kosovi). Tra l'altro l'imam ha riferito che la sua educazione (istruzione in teologia) è stata ultimata in Egitto e dopo il ritorno in Kosovo era diventato imam a Gjilan nella moschea El-Kudus su decisione della BIK. Qazimi ha riferito che sempre nelle sue predicazioni è stato coerente al Corano e Sunnet. Lo stesso non ha spiegato se sostiene o meno la guerra in Siria ma ha detto che da quando si trova in prigione non sa cosa sta accadendo in Siria. Questi ha negato di aver spinto qualcuno ad andare in Siria. L'accusa pretende che Qazimi abbia trasferito il comando dell'ISIS da Lavdrim Muhaxheri all'altro kosovaro che sta combattendo in Siria, l'imam Ridvan Aqifi, mediante chiamate telefoniche. Lo stesso ha negato di aver parlato con loro mediante il telefono dopo che si sono recati in Siria. Ma riferendosi a Lavdrim Muhaxheri, l'imam di Gjilan, ha affermato che "l'uomo che conosceva e il personaggio descritto dai media, sono due persone diverse". Questi ha detto infatti: "Lavdrim lo conosco come un ragazzo calmo e gentile".<a href="#footnote-5" id="footnote-marker-5-1" rel="footnote"></a> <br /><br /> Ricordiamo che l'imam Zekirja Qazimi è stato arrestato nel mese di agosto 2014, e che fanno parte del gruppo anche l'ex jihadista, Sadat, Topojani, Ilir Berisha, Burim Ballazhi, Jetmir Kyqyku, Liridon Kabashi e Ilir Krraba, per i quali la sentenza finale verrà emessa il 17 maggio. <a href="#footnote-6" id="footnote-marker-6-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br /> <br /> <br /> <br /> <br />
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