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NOTIZIEAnalisi · OI-332746 · 27/04/2016 10:05:32 · 3708 g fa9 min lettura
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Appalto 'sospetto' per quanto riguarda l'acquedotto di Durazzo

DiOsservatorio ItalianoSommario

Tirana - L'appalto per l'acquedotto di Durazzo, organizzato dal Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture con un finanziamento della Banca Mondiale è uno scandalo che va oltre un semplice progetto. Questo è quanto si apprende dall'ampia analisi del…

Tirana - L'appalto per l'acquedotto di Durazzo, organizzato dal Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture con un finanziamento della Banca Mondiale è uno scandalo che va oltre un semplice progetto. Questo è quanto si apprende dall'ampia analisi del quotidiano "Dita" realizzato in seguito ad un'indagine di diversi mesi. Sul progetto della Banca Mondiale, come afferma il quotidiano, sono intervenuti persino gli stessi dipendenti della banca facendo il massimo per "deviarlo verso la direzione giusta". Si tratta di un importante appalto che risolverà il problema di approvvigionamento di acqua di Durazzo e le sue province. Il particolare dell'investigazione è che rispetto agli appalti condotti dai Governi o poteri locali nel corso degli anni, i dibattiti e le accuse restavano solo sulla parte albanese, ma nel caso dell'appalto di Durazzo, non restano fuori neanche i dipendenti e i funzionari della Banca Mondiale a Tirana. Questo perché il progetto dal nome "Costruzione delle tubature dell'acqua potabile, pozzi di produzione e depositi d'acqua per Durazzo", era previsto per essere realizzato mediante un prestito della Banca Mondiale, con contratto di prestito numero 83230 e codice d'identificazione WDFK1. Ombre sul progetto ormai annullato sono state esposte mediante dei documenti dai media. Organizzato dal Ministero albanese dei Trasporti e dell'Infrastruttura, dalla Direzione Generale degli Acquedotti-Canalizzazioni (DPUK), il 23 giugno 2015 sono state invitate 6 società pre-qualificate a preparare le loro offerte. Dopo due rinvii, il 24 agosto 2015 è stata stabilita la data per l'apertura delle offerte di cinque società. Le stesse sono state aperte in presenza della Commissione di Valutazione delle Offerte ed i rappresentanti delle aziende, mentre i dettagli sono stati inviati alla Banca Mondiale e agli stessi offerenti, nell'arco della giornata. La Commissione ha raccomandato che il contratto venisse dato alla società Vinci Construction Grand Projets (Francia), con l'offerta di 32.855.209,03 Euro / 10.532.146,58 USD / 394.035.89,88 ALL, IVA inclusa. I partecipanti erano:<br /><br /> 1- Joint Venture OHITA N (Turchia) + MEHMET GUNES (Turchia);<br /><br /> 2 – Joint Venture HASELSAN CONSTRUCTION (Turchia) + ALBSTAR (Albania);<br /><br /> 3 – PWT WASSER Company (Germania) + Joint Venture PUTIGNANO & FIGLI srl (Italia) con DEGREMONT S.p.a (Italia), FAVER spa (Italia) e VED srl (Italia).<br /><br /> Secondo la relazione dettagliata della Commissione, queste società avevano serie mancanze nella documentazione. Come succede con tutti i progetti che sono finanziati dalla Banca Mondiale, la Commissione di Valutazione delle Offerte ha rilasciato delle raccomandazioni, ma non ha deciso in merito alla società vincitrice dell'appalto. Se il funzionario della Banca Mondiale darà il via mediante la sua "non opposizione", il progetto andrà avanti. A Tirana, il dirigente del team sui progetti di questa natura per la Banca Mondiale si chiama David Michaud (alb. Dejvid Misho) e quest'ultimo non ha espresso il suo consenso verso la società vincitrice, la francese Vinci Construction Grand Projets. In seguito, Michaud ha investito in un'altra direzione, facendo lobbying direttamente a favore della società tedesca PTW Wasser e l'italiana Putignano, tanto che una di queste società è stata proclamata vincitrice per il progetto dell'acquedotto di Durazzo. Dopo che Putignano ha riscontrato dei problemi legali in Italia, è rimasta forte la lobbying per la tedesca PWT. Quest'ultima ha presentato possibilità, in liquidi, per attuare il progetto, pari a 5 milioni di euro dalla società sorella Amiantit Group (SAAC, Saudi Arabian Amiantit Company). In altre parole la PWT Wasser Company è controllata dalla International Infrastructure Development Management & Operation, che a sua volta è la società madre della Amiantit Group. Tale forma non è ammissibile dalle leggi internazionali commerciali e finanziarie, dunque ogni società ha la propria attività ed i propri conti. La mancanza di bilanci annuali, la "Litigation history" o le cause giudiziarie sono state le principali mancanze di questa società. Il direttore della Banca Mondiale, David Michaud, ha definito questi solo "minimi difetti" su un'e-mail inviata al capo della Commissione di valutazione delle offerte, Ardian Alushi ed anche una serie di altri funzionari in data 8 ottobre 2015, che "Dita" ha potuto assicurare.<br /><br /> "Non credo che un offerente debba essere squalificato solo per una mancanza come la Method Statement…la Commissione, infatti, poteva chiedere nello specifico come intende attuare i suoi lavori tecnici (?!)".<br /><br /> Con l'e-mail viene chiesto di indirizzare l'offerente verso la giusta risposta chiedendo persino le informazioni sulle cause giudiziarie.<br /><br /> "Per quanto riguarda le cause giudiziarie degli offerenti, dal vostro report si evince che alcune società hanno fornito delle relazioni false delle ‘Litigation History’. Ma questa vostra affermazione merita un'ulteriore precisazione. Perché non è stata sollevata come questione già nella fase di pre-qualifica? Dove avete trovato queste informazioni? Avete fatto da soli delle ricerche, o ve le hanno fornite gli offerenti?".<br /><br /> Ricapitolando, il funzionario della Banca Mondiale ha chiesto alla Commissione d'appalto, come è stato possibile trovare così tante irregolarità! In seguito la situazione è diventata ancora più concreta. Tramite una e-mail di gruppo del 10 novembre inviata ad Alushi e agli altri dipendenti albanesi ed esteri, Michaud ha chiesto alla Commissione di fare una richiesta alla PWT al fine di ottenere la dichiarazione sul possesso di denaro cash, che secondo Michaud la società detiene regolarmente. Tutto questo, dopo che l'appalto è stato chiuso e la società vincitrice è stata proclamata. "Ci aspettiamo che presto ci inviate un nuovo report di valutazione", ha reso noto Michaud, dicendo apertamente che sta aspettando che venga proclamato un nuovo vincitore.<br /><br /> Intanto le fonti di "Dita" hanno riferito che Michaud ha avuto una serie di incontri anche con il Sindaco di Durazzo, Vangjush Dako. La società tedesca aveva offerto 26 milioni di euro senza IVA, dunque 32 milioni con IVA, motivando così la lobbying del sig. Michaud verso "l'offerta più bassa".<br /><br /> La questione ha un altro elemento, l'altro dipendente albanese della Banca Mondiale a Tirana, Artan Guxho, che secondo i dati dei media, mediante i suoi famigliari desidera che appalto per l'acquedotto di Durazzo venga vinto dalla tedesca PWT. Questo perché i parenti hanno avuto società sub-contrattate da PWT. Per quanto riguarda il caso i media hanno contattato ma senza risposta Artan Guxho, l'amministratore generale della PWT, Marcel Salazar. Una risposta ad una serie di domande esposte dai media circa le irregolarità nella gara e la lobbying è stata fornita dall'Ispettorato delle Indagini interne nella Banca Mondiale, a Washington. I funzionari del settore d'inchiesta per l'Europa e l'Asia hanno affermato per "Dita", che stanno indagando su questo episodio albanese. Proprio l'inchiesta da Washington pare abbia bloccato l'andamento dell'appalto nella "direzione desiderata" dai principali interessati verso la storia, in cui sono coinvolte anche due personalità in vista nella Banca Mondiale, come le sig.re Ellen Goldstein, direttrice della Banca Mondiale per i Balcani occidentali e Tahseen Sayed, direttrice per l'Albania.<br /><br /> Sayed accompagnata dal responsabile per i progetti dell'infrastruttura idrica David Michaud e il dipendente albanese della Banca Mondiale (BM), Artan Guxho si sono recati nell'ufficio del sindaco di Durazzo, Vangjush Dako per affrontare proprio l'appalto in questione. Le grandi mancanze della società italiana, hanno fatto si che le parti convenissero che Putignano era un'opzione impossibile, secondo le fonti presenti alla riunione. Il team della BM ha proposto a Dako che, una volta assegnata la vittoria alla PWT Wasser Company tedesca alcune parti del lavoro venissero svolte da Putignano. Dopo che il sindaco Dako ha "minacciato" che la questione sarebbe stata risolta con il capo del Governo, si è convenuto sulla proposta. L'ironia è che in queste trattative vicino a Dako era presente anche un membro della Commissione d'Appalto fino alla fase di selezione delle società pre-qualificate, dunque fino alla selezione delle sei compagnie entrate nella gara finale. Si chiama Spartak Kovaçi e da anni è azionista presso la società italiana Putignano!<br /><br /> Dopo aver rivelato le ombre di quest'affare e la lobbying sulle società da parte della Banca Mondiale, il quotidiano ha sottolineato che "un offerta con mancanze così scandalose come la mancanza dello staff e delle attrezzature, la mancata giustificazione dei soldi in cash e l'assenza del tipo di tubature da utilizzatare ecc. tradisce qualcos'altro, che di solito è verificato in Albania: qualcuno intasca il denaro ma il lavoro non viene fatto. I soldi della Banca Mondiale sono di fatto il nostro denaro. Si tratta di prestiti a basso interesse che, alla fine, pagano i cittadini albanesi". L'indagine svolta dal giornalista Alqi Koçiko di "Dita" espone gli scandali precedenti negli scandali di Goldstein-Sayed come quello nel Bangladesh che, a sorpresa, allora come ora, superiore e subordinato si trovavano nella stessa posizione. Si trattava di "Padma Bridge Project", che legava il Bangladesh all'India, in cui la Banca Mondiale era investitore con quasi la metà del finanziamento di 2.16 miliardi di dollari, circa 1.2 miliardi. L'annullamento della gara per la supervisione è stato fatto dalla sig.ra Goldstein, con il sospetto che la società di supervisione, il gigante canadese SNC Lavalin, fosse coinvolto in casi di corruzione. Nel concreto, durante il processo di appalto, un funzionario locale di Lavalin è stato "trovato" in possesso di un blocco di appunti, stando al quale il 4% della somma da versare doveva andare al Ministro locale dei Trasporti, una volta vinto l'appalto di supervisione. Dopo interi mesi di indagini da parte di un team speciale di Washington, non è stato trovato nulla. Intanto, la stampa locale ha reso noto che i rispettivi Governi, del Bangladesh e dell'India hanno rifiutato, con indignazione, l'accusa ed hanno chiesto l'erogazione di un fondi per la realizzazione di quest'opera vitale. Dal suo canto, la canadese SNC Lavalin definendo le accuse ridicole, ha lasciato intendere che l'annullamento del progetto da parte dei dirigenti della BM, si fonda su accuse infondate, il che non è strano dato che, da come si stavano evolvendo gli eventi, l'appalto poteva essere vinto da una società che non era la loro preferita. <br /><br /> Ricordiamo che l'accordo sul prestito con la Banca Mondiale è stato firmato a Durazzo il 16 gennaio del 2014 nel corso di una cerimonia alla quale ha partecipato anche il Premier Edi Rama, la direttrice della Banca Mondiale per i Balcani occidentali, Ellen Goldstein e il sindaco Vangjush Dako. La Banca Mondiale finanziera 85.3 milioni di dollari per l'apertura di nuovi pozzi per l'estrazione dell'acqua, la nuova stazione di pompaggio e la costruzione di una nuova condotta di acqua potabile con la lunghezza di 65 km da Fushe Kuqja di Lac fino a Durazzo.  <br /> <br /> <br />

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OI-332746 · Analisi
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Entità
24
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Persone
3
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Aziende
3
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◉ Geografia della notizia · 6 paesi coinvolti
Altri luoghi citati (non mappati): Balcani Occidentali · Durazzo · Tirana · Lac
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