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NOTIZIE · OI-332745 · 27/04/2016 09:40:24 · 3707 g fa4 min lettura
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Due imam albanesi mi hanno ingannato, l'ISIS mi ha torturato

DiOsservatorio ItalianoSommario

Pristina - Un giovane kosovaro ha confessato le sue vicissitudini in Siria, su come è finito nell'esercito dello Stato Islamico e il percorso dalle prigioni dell'ISIS a quelle del Kosovo. Chiamato a testimoniare nel processo contro gli accusati Kastriot…

Pristina - Un giovane kosovaro ha confessato le sue vicissitudini in Siria, su come è finito nell'esercito dello Stato Islamico e il percorso dalle prigioni dell'ISIS a quelle del Kosovo. Chiamato a testimoniare nel processo contro gli accusati Kastriot Halimi, e Hajrullah Aliu e Dardan Kerqeli, il testimone ha affermato di esser stato ingannato dagli imam e torturato dai terroristi. Questi lo hanno tenuto chiuso in cella e quando gli inquirenti sono arrivati (dell'IS), lo hanno bendato per interrogarlo. Costantemente venivano minacciati di morte.<br /><br /> "Non mancavano le torture psicologiche e talvolta anche quelle fisiche. Questi non erano degli ordinari inquirenti, ma facevano parte delle strutture che attuavano la variante più estrema della legge religiosa, il cosiddetto Stato Islamico dell'Iraq e del Levante", ricorda il kosovaro F.S., nell'aula della Corte, che era minorenne quando è stato arrestato per partecipazione ad organizzazioni terroriste quando è ritornato in Kosovo, e in seguito è stato condannato alla detenzione per lo stesso reato, secondo il quotidiano "Express".<br /><br /> Insieme ad un altro gruppo di kosovari lo stesso si è messo in viaggio verso la Siria nel mese di febbraio del 2015 ed è ritornato in Kosovo nel maggio del medesimo anno. Anche se il giovane di Ferizaj sostiene di esser andato nella zona di conflitto per aiutare il popolo siriano e poi è rimasto prigioniero nelle mani dell'ISIS, il sistema giudiziario del Kosovo non ha esitato ad imprigionarlo.<br /><br /> Il giovane, ormai adulto, che sta scontando la pena in Kosovo, dopo aver sofferto i maltrattamenti da parte dell'ISIS, è stato convocato in tribunale per testimoniare su diversi altri imputati che sono accusati di reati connessi al terrorismo. Invitato dalla Procura Speciale, questi è stato testimone nel processo giudiziario contro gli accusati, Kastriot Halimi, Hajrullah Aliu e Dardan Kërqeli.<br /><br /> "Dal Kosovo fino in Siria ho viaggiato con Kastriot Halimi, Kujtim Xheladini, Hashim Alija, Valon Alija e Florent Bajrami. Non ho informato la mia famiglia in merito alla partenza dato che ho pensato che si sarebbe opposta", ha sottolineato F.S.<br /><br /> Il testimone ha aggiunto che conosceva Kastriot Halimi, mentre per quanto riguarda Hajrullah Aliu ha riferito che ha solo letto sui quotidiani che è imam, mentre per Dardan Kerqeli ha precisato che non lo conosce affatto. Lo stesso ha raccontato, davanti al corpo giudiziario, il tragitto fatto da Ferizaj fino al territorio controllato dall'ISIS in Siria.<br /><br /> "Con Kastriot inizialmente ci siamo incontrati a Ferizaj il giorno in cui siamo partiti per la Siria e poi con un taxi siamo andati fino a Skopje, e da Skopje fino ad Istanbul siamo andati insieme con un aereo. Poi da Istanbul fino a Gaziantep, il valico di frontiera tra la Siria e la Turchia, all'interno della zona controllata dallo Stato Islamico", ha raccontato F.S.<br /><br /> Nell'aula del tribunale, quest'ultimo ha riferito il motivo per cui è andato in Siria: "Sono stato spinto dal senso di umanità e compassione per ogni bambino e ogni uomo innocente che soffre per colpa di questa guerra". Secondo lui, le prediche online degli imam dell'Albania e del Kosovo l'hanno influenzato affinché si convincesse ad intraprendere l'avventura più pericolosa verso la zona di conflitto.<br /><br /> "Ho sentito su internet le prediche degli imam Ahmed Kalaja dall'Albania e Fatmir Latifi da Mitrovica, così come le chiamate del profeta affinché la terra di Sham e del Levante, che è una parte della Siria, sia protetta e sostenuta dai musulmani", ha detto F.S. <br /><br /> Ma il testimone ha spiegato che il suo scopo per un contributo pacifico non è stato raggiunto, perché dopo essere caduti nelle mani dei combattenti dell'ISIS, a questi è stato chiesto di partecipare ai combattimenti.<br /><br /> "Le cose lì erano molto diverse. I militanti dello Stato Islamico ci hanno detto che non potevamo solo aiutare il popolo, ma necessariamente dovevamo partecipare alla guerra. Come ogni mente razionale, ho deciso di tornare in Kosovo", ha riferito questi.<br /><br /> Il testimone ha spiegato che, nel momento in cui ha espresso il desiderio di ritornare in Kosovo, è stato sottoposto a delle torture da parte dei membri dell'ISIS, perché sospettavano che poteva essere un agente segreto dello Stato, per cui lo hanno trasportato in prigione presso la città di Raqqa. <br /><br /> "Quando mi sono separato da Kastrioti, mi hanno inviato con delle auto insieme ad altre persone, completamente bendato, nel carcere dei militanti nella città di Raqqa in Siria, dove siamo stati per circa 4 mesi. Li siamo stati sottoposti a tutte le torture mentali e qualche volta anche fisiche", ha testimoniato F.S., che era l'unico albanese in quella prigione e veniva interrogato in inglese.<br /><br /> "Dopo quattro mesi, i militanti hanno visto che non avevano nessun tipo di beneficio, hanno provato misericordia nei loro cuori e ci hanno liberati", ha riferito il testimone. <br />

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Altri luoghi citati (non mappati): Iraq · Ferizaj · Raqqa · Istanbul · Skopje · Obiliq · Pristina · Mitrovica
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