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Podgorica - Il Ministro dello Sviluppo Sostenibile e del Turismo del Montenegro, Branimir Gvozdenovic, ha affermato lunedì, 18 aprile, nel corso dell'udienza di controllo davanti al Comitato parlamentare per l'economia, per le finanze ed il bilancio, che in…
Podgorica - Il Ministro dello Sviluppo Sostenibile e del Turismo del Montenegro, Branimir Gvozdenovic, ha affermato lunedì, 18 aprile, nel corso dell'udienza di controllo davanti al Comitato parlamentare per l'economia, per le finanze ed il bilancio, che in caso di risoluzione del contratto per la costruzione dell'albergo AS, le autorità giudiziarie determineranno l'importo che lo Stato dovrà versare all'investitore russo-montenegrino, la società Nega Tours. Il Ministro Gvozdenovic ha riconosciuto di aver tentato di trasferire l'albergo AS alla Riviera di Budva, anche se il contratto non è stato rotto, e che l'Amministrazione del catasto di Budva ha rifiutato di farlo. Ricordiamo che l'albergo AS è stato venduto alla società Nega tours nel maggio del 2002 per 5 milioni di marchi con l'obbligo di investire 22 milioni di marchi e di completare la struttira entro la fine del 2003. Dato che gli obblighi non sono stati compiuti neanche dopo 12 anni, è stato firmato l'allegato al contratto. Il Ministero dello Sviluppo Sostenibile e del Turismo, all'inizio dell'anno ha avviato le procedure della rottura del contratto e la riscossione della garanzia bancaria di 3 milioni di euro presso la banca russa Sberbank. All'inizio di marzo, il Ministero ha presentato le denunce penali contro sei persone perché ha determinato che la garanzia all'allegato al contratto non è valida. Oltre a Gvozdenovic, il Comitato ha interrogato anche il facente funzione di Segretario per i progetti di capitale e di sviluppo, Biserka Dragicevic. Secondo il contratto, in caso di rottura, lo Stato deve versare il 70% del denaro investito all'investitore. Il Consiglio per la privatizzazione nelle sue relazioni ha riconosciuto che l'investitore finora ha investito 43 milioni di euro. I rappresentanti della Nega tours, Vladislav Popovic e Dejan Gardasevic, hanno presenziato alla seduta, però non hanno partecipato al dibattito. Dopo la seduta questi hanno ribadito che avevano pagato la garanzia di 200 mila euro, hanno impegnato i beni a Mosca e che hanno accusato la Sberbank. Gli stessi hanno inoltre dato le proposte al Ministero e volevano pagare 3 milioni, però non hanno ottenuto la risposta del dipartimento di Gvozdenovic.<br /> <br /> <br />
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