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Skopje - Il leader dell'SDSM (LSDM), Zoran Zaev, ha spiegato il perché non ha pubblicato le cosiddette "bombe" relative al materiale intercettato dai servizi macedoni sul caso "Mostro". In un'intervista per la trasmissione "Rruga drejt" (Retta via) di…
Skopje - Il leader dell'SDSM (LSDM), Zoran Zaev, ha spiegato il perché non ha pubblicato le cosiddette "bombe" relative al materiale intercettato dai servizi macedoni sul caso "Mostro". In un'intervista per la trasmissione "Rruga drejt" (Retta via) di Alsat-M, Zaev ha detto che temeva che la loro pubblicazione avrebbe innescato un grande conflitto. "Non ho pubblicato le bombe sul caso "Mostro", perché ero spaventato che potesse scatenarsi un conflitto", ha detto Zaev, spiegando anche la decisione di consegnare l'esteso materiale delle intercettazione alla Procura Speciale (PSP), perché quest`ultima facesse giustizia. "Abbiamo pubblicato informazioni su Lube Boskovski, e cosa è successo? E' uscito dal carcere. Sono convinto che con la relazione di Smilkova avrei danneggiato gli interessi della Macedonia, ed ho deciso che sarebbe stato consegnato il tutto alla Procura Speciale, per fare giustizia", ha detto Zaev. <br /><br /> Ha inoltre affermato di avere il sostegno dell'ex Premier Branko Crvenkovski. "Ho avuto una riunione con Branko Crvenkovski, ho il sostengo della sua gente. A Butel ad esempio sono con Mincevi e Jani Makraduli. Non sono deputati, ma sono all'interno del partito, perché questa non è una battaglia solo dell'SDSM, ma della Macedonia", ha detto il leader dell'opposizione.<br /><br /> Zaev ha parlato anche delle "bombe" anonime, una delle quali era una conversazione tra due funzionari del BDI, sottolineando che non vi è alcuna connessione, "Il Ministro degli Interni Oliver Spasovki deve aprire delle indagini e punire coloro che hanno fatto questo. Noi abbiamo consegnato tutto il materiale alla PSP. Tali informazioni non sono trapelate da me o dal mio gabinetto. Se lo avessimo avuto noi lo avremo pubblicato prima", ha detto il leader dei socialdemocratici durante la trasmissione.<br /> <br /> Tra le altre questioni affrontate nell'intervista, figura lo scandalo delle falsificazioni, quando durante un'operazione di polizia è stata individuata una impresa che falsificava diversi documenti d`identità, passaporti ed altri documenti d`identificazione presunti per essere utilizzati nelle prossime elezioni, i cui autori di questo erano membri dell'SDSM, tra cui anche Zahir Beqiri, conosciuto con l`alias "Çaush". Alla fine dello scorso mese la polizia macedone ha eseguito degli arrestati, tra cui il fratello e la sorella di Zahir Beqiri, sospettati di averlo aiutato a falsificare le carte d`identità ed altri documenti.<br /> <br /> Il giornalista ha posto propria questa domanda al leader dell'opposizione, ossia se Çaushi è membro dell'SDSM e se tale partito ha dei rapporti di collaborazione con l`underground (mafia, faccendieri, falsificatori). "Non è un membro dell'SDSM e nel momento in cui si aprirà il caso sulle carte d`identità false, le indagini avverranno presso il Ministero degli Interni. Ma dove sono i 70 mila processi verbali? Hanno messo come il titolo SDSM-Zaev? Da tutto questo ne hanno un beneficio Nikola Gruevski e Saso Mijalkov", ha detto. Per quanto riguarda invece la notizia vociferata su un suo incontro con il capo della sede di BDI a Çair (Skopje), Beqir Asani - forza politica partner della maggioranza - il leader socialdemocratico ha smentito tale notizia, sottolineando di non aver mai incontrato Asani.<br /> <br /> <br />
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