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Belgrado - Secondo l'istituto statunitense Stratfor, le elezioni parlamentari in Serbia, fissate per il 24 aprile, porteranno un leggero cambiamento nella politica interna ed estera della Serbia, ed i sondaggi indicano che il Partito Progressista Serbo (SNS)…
Belgrado - Secondo l'istituto statunitense Stratfor, le elezioni parlamentari in Serbia, fissate per il 24 aprile, porteranno un leggero cambiamento nella politica interna ed estera della Serbia, ed i sondaggi indicano che il Partito Progressista Serbo (SNS) di Aleksandar Vucic sarà rieletto. I sondaggi mostrano che anche i partiti nazionalisti avranno un risultato relativamente buono, il che suggerisce un complesso panorama politico della Serbia. Tuttavia, secondo Stratfor, il nuovo Governo di Belgrado dovrà operare entro i tradizionali confini geopolitici della Serbia. La Serbia ha aperto, nel mese di dicembre del 2015, i primi due capitoli di politica nei negoziati di adesione all'Unione europea (UE). Belgrado subisce la pressione da parte dell'UE per attuare le riforme politiche ed economiche, e sta ricevendo l'aiuto finanziario dai fondi di pre-adesione di Bruxelles. L'UE ha stanziato 1.5 miliardi di euro di assistenza finanziaria alla Serbia per il periodo dal 2014 al 2020. Allo stesso tempo, la Serbia mantiene stretti legami economici e politici con la Russia e i due Paesi hanno un accordo di libero scambio. La Serbia, come riporta Stratfor, dipende in modo significativo dal gas naturale russo e Mosca promette a Belgrado di essere parte dei progetti russi sulla costruzione dei gasdotti nei Balcani occidentali. La Russia è un importante alleato politico della Serbia perché Mosca non riconosce l'indipendenza del Kosovo. Belgrado continua i suoi negoziati di adesione con l'UE, ed allo stesso tempo rifiuta di imporre le sanzioni contro la Russia. La Russia non vede alcuna minaccia nell'adesione della Serbia all'UE, al contrario, ciò potrebbe essere un'occasione perché Mosca è interessata ad avere buoni rapporti con alcuni membri dell'UE. Secondo Stratfor, la Russia probabilmente non vedrebbe di buon occhio l'adesione della Serbia alla NATO. Comunque Belgrado, in questo momento, non ha tali aspirazioni. L'economia serba si sta riprendendo lentamente dalla recessione, e la crescita, secondo le previsioni dell'FMI, sarà di circa l'1.7% nel 2016 mentre le misure del consolidamento fiscale hanno ridotto il deficit. Belgrado e Pristina, sotto la pressione dell'UE, realizzano incontri regolari al fine di normalizzare i rapporti, ma vi sono ancora problemi, soprattutto la questione dello status del Kosovo settentrionale. E' stato raggiunto l'accordo della Comunità dei comuni serbi nel 2013. Secondo l'analisi di Stratfor, l'UE non chiede alla Serbia di riconoscere formalmente il Kosovo, ma le chiede di stringere accordi bilaterali nei settori della giustizia e delle forze di sicurezza. Per quanto riguarda i rapporti tra la Serbia e la Croazia e la Serbia e l'Albania, secondo Stratfor, questi sono molto complessi. La Serbia è un fattore molto importante in termini di stabilizzazione della Bosnia ed Erzegovina. Il Governo della Serbia è contro la proposta del Presidente della Republika Srpska di indire il referendum.<br /> <br /> <br />
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