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Zagabria - Il quotidiano Jutarnji list, in data 10 aprile, ha riportato la notizia che pur essendo passati oltre due mesi da quando la Presidente della Croazia, Kolinda Grabar-Kitarovic, ha avviato il processo di sospensione del direttore dell'Agenzia della…
Zagabria - Il quotidiano Jutarnji list, in data 10 aprile, ha riportato la notizia che pur essendo passati oltre due mesi da quando la Presidente della Croazia, Kolinda Grabar-Kitarovic, ha avviato il processo di sospensione del direttore dell'Agenzia della sicurezza e dell'intelligence (SOA), Dragan Lozancic, e nonostante la nomina del sostituto, Danijel Markic, sia stata firmata circa due settimane fa, ancora niente è successo. Secondo quanto riportato da alcune fonti, le chiavi di lettura di questo blocco possono essere due. La prima relativa alla difficoltà di ricollocare lavorativamente Lozancic, la seconda, che lo stallo sia dovuto alla volontà sia dell'Unione Democratica Croata (HDZ) che del Partito Socialdemocratico (SDP) di boicottare la nomina di Markic. In merito, è risaputo che il leader dell'HDZ, Tomislav Karamarko si era opposto fortemenete alla nomina di Markic a nuovo direttore della SOA e che questo ha generato un acceso contrasto tra lui e il Primo Ministro croato, Tihomir Oreskovic. Nonostante questi contrasti, il Premier e il Presidente croato, in data 25 marzo hanno firmato un documento in cui chiedono l'opinione rispetto alla nomina Markic come capo della SOA al Comitato parlamentare per la politica interna e la sicurezza nazionale. L'opinione della Commissione, non è determinante per la scelta da parte del Presidente e del Premier, ma rispetta la Legge sul sitema di sicurezza e di intelligence volta a nominare in modo legale il capo del servizio segreto. Anche rispetto a questo passaggio legislativo obbligatorio, si sono verificate delle anomalie che hanno dato credito alle voci che riportavano un patto segreto tra l'HDZ e l'SDP infatti, Il Presidente del Comitato per la sicurezza nazionale nonché membro dell'SDP, Ranko Ostojic, non ha affrontato in seduta il tema della futura nomina di Markic, ma ha chiesto spiegazioni sulle basi legali su cui si basava la richiesta di sospensione di Lozancic prima della scadenza del suo mandato previsto per ottobre e se questa era motivata da atti illegittimi da lui commessi o dalla sua stessa volontà di dare le dimissioni. In realtà, il Presidente e il Primo Ministro hanno parlato con Lozancic non ufficialmente, e hanno concordato che lui rassegnerà le sue dimissioni ma solo dopo aver ottenuto un nuovo incarico lavorativo. <br /> <br /> <br />
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