Parliamone.
Discutiamone.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.
Pristina - Albert Berisha, un giovane di 29 anni di Pristina, ha affermato di essersi recato in Siria nel 2013 per combattere per il popolo siriano e non per l'IS. Durante un'intervista rilasciata alla trasmissione "Info Magazine" della televisione Klan…
Pristina - Albert Berisha, un giovane di 29 anni di Pristina, ha affermato di essersi recato in Siria nel 2013 per combattere per il popolo siriano e non per l'IS. Durante un'intervista rilasciata alla trasmissione "Info Magazine" della televisione Klan Kosova, Berisha ha raccontato di aver incontrato in Siria il famigerato leader dell'ISIS dei combattenti albanesi, Lavdrim Muhaxheri. Lo stesso ha riferito di aver capito chi era in realtà Muhaxheri, solo dopo esser ritornato in Kosovo.<br /><br /> "L'ho incontrato solo cinque minuti prima di andare via. Di lui ho appreso solo dopo essere tornato in Kosovo. Si è presentato con il nome di Ebu Abdullah Kosova. Lui mi ha detto: se vuoi rimanere qui, stai, se no vai ma noi non ti mandiamo via. Ho raccontato a Lavdrim chi ero e dove volevo andare ma non so quale influenza avesse lui sugli albanesi. Non ho nessuna opinione su di lui, ognuno è responsabile delle proprie azioni. Le azioni parlano da se. I crimini restano crimini, io non lo posso giudicare".<br /><br /> Albert Berisha ha detto di non sapere che in Siria c'erano cosi tanti gruppi che combattono l'uno contro l'altro e che il suo obiettivo non era mai stato di unirsi a qualche gruppo terrorista.<br /><br /> "Noi tutto ciò che sapevamo, era quel che ci è stato raccontato dai media, e dai media ci è stato trasferito che il popolo siriano stava combattendo contro il regime. Gli stessi giorni che hanno vissuto loro gli abbiamo vissuti anche noi (la guerra in Kosovo), questo è il motivo per cui siamo andati, non volevamo unirci ai gruppi terroristi, noi non avevamo neanche idea che esistessero questi gruppi. Ho incontrato molti membri appartenenti a diversi gruppi, fino a quando ho trovato il gruppo a cui mi sono unito e non erano dell'ISIS. Per questo non posso accettare l'accusa della procura per terrorismo".<br /><br /> Definendo ingiusto l'epiteto "terrorista", questi ha spiegato il motivo per cui ha deciso di andare in Siria che era quello di aiutare il popolo siriano, dunque per motivi umani, spinto dalle immagini divulgate dai media. Berisha dice che era parte del gruppo non terrorista arrira-elsan che non era nella lista nera degli Stati Uniti d'America. Come afferma, era l'unico albanese in questo gruppo stabilito nella città Azas, lontano dai combattimenti. Lo stesso era in possesso di un AK 47 ma, durante tutto il periodo in cui è stato in Siria, non ha ucciso nessuno e ha aggiunto, di non sentirsi minimamente colpevole di essere andato in Siria poiché non ha fatto parte di nessuna organizzazione terrorista.<br /><br /> Laureato in scienze politiche, il giovane di 29 anni non fa parte della categoria in cui rientrano i combattenti che vengono reclutati per la Siria, ovvero giovani senza cultura e spesso, senza speranze. Lui stesso ha continuato dicendo: "Mi sono laureato all'Università di Pristina in Scienze Politiche, il Master l'ho completato a Tirana. Sono stato ammesso in tre Università per ottenere il dottorato, ma non ho avuto la possibilità di conseguirlo a causa delle barriere giuridiche".<br /><br /> Albert Berisha ha esposto anche la rotta seguita. Inizialmente ha incontrato per caso delle persone in Kosovo che partivano per la Siria, e questo è tutto ciò che gli interessava. Questi gli hanno detto che l'avrebbero aspettato ad Istanbul.<br /><br /> "Ho viaggiato in aereo, da Istanbul ad Antakia nei pressi della frontiera siriana, dove avrei dovuto incontrarli ma molti di loro erano tornati in Kosovo e gli altri non mi avevano aspettato. Sono rimasto da solo ad Antakia, e da li ho tentato di passare da solo la frontiera. L'indomani ho proseguito per Kilis. Li ho incontrato una persona e gli ho spiegato che volevo raggiungere gli albanesi perché parlavano la sua stessa lingua." <br /><br /> Il combattente di Pristina ha detto che non sono stati gli imam coloro che l'hanno convinto ad andare in Siria.<br /><br /> "Gli imam sono stati categorici nel cercare di convincermi a non partire e comunque non si può incolpare della gente per le decisioni che spettano solo al singolo ma so che ci sono degli individui che cercano di manipolare i giovani per convincerli a partire." <br />
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