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Pristina - Il Consiglio per i Diritti dell'Uomo (KMDLNJ), mediante un comunicato stampa, ha espresso la preoccupazione per la situazione in Kosovo. KMDLNJ ritiene che il Kosovo stia rischiando in termini di poca sicurezza, di assomigliare alla Turchia.…
Pristina - Il Consiglio per i Diritti dell'Uomo (KMDLNJ), mediante un comunicato stampa, ha espresso la preoccupazione per la situazione in Kosovo. KMDLNJ ritiene che il Kosovo stia rischiando in termini di poca sicurezza, di assomigliare alla Turchia. Infatti non passa giorno in cui non si verifichino episodi come incendi agli edifici istituzionali ed alle macchine ufficiali ma anche private di funzionari pubblici. Nel comunicato stampa del Consiglio, si riporta: "L'ultimo episodio è stato il lancio di bombe molotov sulla Corte Fondamentale - sede di Lipjan- che ha provocato la distruzione dell'ufficio, andato in fiamme. Gli autori di tale attentato sono due persone mascherate. Oltre l'attentato in sé stesso, esiste la volontà di creare timore nella popolazione e destabilizzare il Paese così come accade in Turchia." <br /><br /> Per KMDLNj è sorprendente ed inammissibile che nonostante gli svariati attacchi ancora non sono stati catturati i mandanti e gli esecutori di queste azioni criminali. Il Consiglio ha affermato che ormai non ci sono dubbi che questi attacchi sono ben programmati e coordinati da un centro comune. Il loro obiettivo è attaccare le istituzioni governative, il Parlamento, la Presidenza e le istituzioni della giustizia, ovvero le stesse fondamenta dello Stato. <br /><br /> L'attacco alla Corte Fondamentale di Pristina - sede Lipjan con bombe molotov è stato registrato alle ore 23:55 di questo sabato, ed è solo uno tra i molti attentati effettuati da persone sconosciute, ai danni delle istituzioni del Kosovo. Fortunatamente, i danni registrati ad oggi, sono stati solo materiali. Solo durante la notte dello scorso mercoledì, 16 marzo, sono stati incendiati cinque veicoli delle istituzioni statali acquistate con i soldi dei contribuenti kosovari: a Gjilan, Ferizaj, Mitrovica, Peja e Malisheva. Lo stesso giorno, quattro macchine ufficiali della missione EULEX sono state danneggiate a Mitrovica. Le macchine sono state graffiate mentre i ventri sono stati spaccati. <br /><br /> I "piromani", come ormai vengono nominati dai media locali, agiscono in tutto il territorio kosovaro e le forze dell'ordine non sono ancora riusciti ad individuarli. Tra i pochi risultati ottenuti dalle indagini, si annovera l`arresto di una persona sospettata di aver incendiato la macchina del Vice Ministro, Bajram Gecaj, mentre ancora nessuno è stato individuato quale responsabile dell'incendio delle macchine del giudice Hamdi Ibrahimi, del Ministro Memli Krasniqi, del capo del gruppo parlamentare di PDK, Adem Grabovci e di quello dell'LDK, Ismet Beqiri. Inoltre, ancora non sono stati scoperti i responsabili del danneggiamento degli uffici della Presidenza. E mentre la Polizia e la Procura ancora brancolano nel buio, un gruppo che si fa chiamare "I cittadini scontenti" sta rivendicando l'incendio alle macchine e avvertendo che continuerà con tali azioni fin quando il Governo del Kosovo non rinuncerà alla "Zajednica", cioè all'Associazione dei Comuni a maggioranza serba.<br /><br /> Sia il PDK, il più grande partito del Paese che Nisma all'opposizione, hanno definito questi atti criminali come volti a destabilizzare il Paese e a diffondere la cultura del terrore nei cittadini e pertanto hanno chiesto alle autorità competenti di fermarli quanto prima. Il Procuratore generale della Procura Fondamentale di Pristina, Imer Beka, ha dichiarato che sono in possesso di prove definitive rispetto all'inchiesta sugli incendi alle macchine ufficiali ma che non potendo compromettere l'indagine, tali informazioni verranno divulgate ad inchiesta conclusa. <br /> <br /> <br />
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