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Tirana - A fine febbraio, la KURUM International, quinta più grande società del Paese per fatturato e seconda esportatrice al mondo di acciaio, ha dichiarato, inaspettatamente, il fallimento presso il Tribunale di Tirana. La decisione ha sorpreso tutti, non…
Tirana - A fine febbraio, la KURUM International, quinta più grande società del Paese per fatturato e seconda esportatrice al mondo di acciaio, ha dichiarato, inaspettatamente, il fallimento presso il Tribunale di Tirana. La decisione ha sorpreso tutti, non solo i dipendenti, ma anche le stesse autorità. Qualcosa si era fiutato già lo scorso anno, quando "KURUM" iniziò a tagliare rapidamente il personale, da 700 dipendenti e a ridurre l'organico a meno di 200 risorse. Nel bilancio del 2014, l'azienda riporta di avere un debito di oltre 110 milioni di euro con le banche, anche se per la maggior parte contratti dalle banche internazionali di sviluppo, come la BERS e l'IFC e solo una minima parte con banche locali. Il Tribunale di Tirana ha avviato le procedure per esaminare la richiesta della "KURUM" sia per il fallimento che per la riorganizzazione. A seguito del suddetto fallimento, l'Albania non sarà più il principale Paese produttore di acciaio. La causa è dovuta alla forte concorrenza con la Cina, che produce acciaio a costi inferiori.<br /> <br /> L'esecuzione dalla NBG Bank <br /><br /> Dopo che la società di estrazione di acciaio e produzione di energia "Kurum International" ha presentato l'istanza di fallimento e di eventuale ristrutturazione, sono arrivate immediatamente le domande di sequestro da parte dei creditori. La società di esecuzione TDR Group ha presentato presso il Centro Nazionale di Registrazione (QKR) la richiesta di sequestro preventivo su tutte le azioni controllate dalla società "KURUM international" per contro della NBG Bank. Tale richiesta si riferisce ad un prestito bancario datato 8.10.2015 contratto dalla "KURUM International" dietro garanzia fideiussoria di Hasmet Debii Kurum e della Kurum Holding SA verso cui, la TDR Group chiede che vengano immediatamente attuate le procedure per la restituzione del debito. TDR ha chiesto il sequestro preventivo dei beni della Kurum International, Haşmet Debii Kurum e della società madre turca, Kurum Holding SA.<br /> <br /> Situazione prestiti<br /><br /> Nel bilancio del 2014, Kurum sono riportati prestiti a lungo termine per circa 15,3 miliardi di lek, ovvero 111 milioni di euro. Sul bilancio non veniva specificato verso quale istituzione bancaria si aveva tale obbligo. Tuttavia, la maggior parte del prestito riguarda le istituzioni internazionali dal momento che la normativa albanese non consente neppure alla più grande banca del Paese, di concedere finanziamenti superiori ai 30 milioni o comunque che superino il 20% del capitale di ogni singolo cliente. La società ha riportato in bilancio anche un debito a medio termine per l'importo di 3.2 miliardi di lek ovvero 23 milioni di euro, (che secondo le spiegazioni nel bilancio sono degli overdraft in diverse banche), portando così la cifra debitoria totale a circa 134 milioni di euro. La società ha anche dei conti insoluti verso terzi per un importo di circa 17.3 miliardi di lek (125 milioni di euro). Fino alla fine del 2014, KURUM era considerato come il quinto operatore più grande per fatturato del Paese, con un giro d'affari annuale di 28 miliardi di lek e con una crescita base annua del 16%, principalmente per effetto del coinvolgimento nel campo energetico attraverso l'acquisto di quattro impianti avvenuto alla fine del 2013. Infatti acquistò Bistrica 1.2, Ułęż e Shkopet con una potenza totale installata di 76,7 MW. Kurum era inoltre nel 2014 il secondo più grande esportatore nel Paese, con un giro d'affari estero pari a 13,5 miliardi di lek nonostante un decremento del 16% rispetto al 2013. La KURUM era presente anche nell'elenco delle 100 più grandi società per fatturato pur essendo scivolata al 55° posto passando ad un attivo di 2,8 miliardi nel 2013 a un fatturato di 309 milioni nel 2014. Nella relazione ufficiale del 2014, il gruppo "KURUM" definiva l'Albania come il punto più strategico per i suoi investimenti fuori dalla Turchia. Infatti lo stesso anno la società a dichiarato 195 milioni di euro di entrate, essendo il più grande produttore di acciaio nei Balcani e tra i più grandi esportatori in Albania.<br /><br /> <br /> <br /> <br />
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