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Tirana - La ARMO è una delle 35 società presente nella lista delle attività che superano il 60% di prestiti avuti e mai restituiti. La compagnia si trova ora sotto sequestro per i debiti contratti con le banche. La Tirana Bank è la terza banca che, entro…
Tirana - La ARMO è una delle 35 società presente nella lista delle attività che superano il 60% di prestiti avuti e mai restituiti. La compagnia si trova ora sotto sequestro per i debiti contratti con le banche. La Tirana Bank è la terza banca che, entro quest'anno, ha chiesto il sequestro dei beni della società "Armo" a causa dei prestiti non liquidati. Mediante un ufficio di riscossione, la banca ha chiesto al Centro Nazionale di Registrazione (QKR) il blocco dei beni della società per un prestito non restituito relativo al 2000. Il sequestro preventivo è stato esteso anche sulle due società fidejussorie della ARMO, "Anica Mercuria Refinery Associated" e la "Deveron Oil Albania". Gli innumerevoli debiti contratti dalla società specializzata nella trasformazione del petrolio, hanno fatto si che i creditori, allarmati dalla situazione, chiedessero il sequestro e la vendita della società per poter rientrare rispetto ai debiti contratti. Poche settimane fa, un'altra banca commerciale, ha messo all'asta il 26% dei beni della società statale per un prestito non liquidato di circa 20 milioni di euro, ma senza ottenere alcuna offerta. Nella prossima asta, prevista per il 23 marzo, la banca sarà costretta a svenderla a metà del prezzo di valore. In questa asta si prevede la vendita dell'impianto di trasformazione di petrolio a Fier, proprietà dell'ARMO, che comprende 51 oggetti in tutto tra terreni, edifici, macchinari ecc. Inoltre, la società statale di estrazione di petrolio, Albpetrol ha vinto nel 2016 la causa presso la Corte di Primo Grado a Tirana nei confronti della raffineria ARMO per un debito di 30 milioni di euro. La società venne condannata all'immediato pagamento di fatture non evase rispetto a forniture di petrolio greggio. I debiti dell'ARMO ammontano in totale a circa 250 milioni di euro, di cui circa 200 milioni verso le banche, e circa 50 milioni di obblighi verso lo Stato per tasse non pagate. Attualmente l'85% della società è controllata dal gruppo azero Heaney Assets Corporation e il 15% dallo Stato albanese. Il gruppo azero acquistò la società da Rezart Taçi, ma si ritirò una volta appurata la situazione economica disastrosa. Attualmente solo una delle sue due raffinerie site a Ballsh e Fier,è in funzione, ma senza riuscire nemmeno a coprire le spese relative ai salari dei dipendenti che ormai scioperano quasi continuativamente per la mancata liquidazione degli stipendi. Per tutti questi motivi, la ARMO è presente nei piani di privatizzazione proclamati dal Ministero dell'Economia, il cui scopo è riuscire a vendere il pacchetto azionario dello Stato che è del 15% ad una cifra che arrivi almeno a 22 milioni di euro. Secondo la relazione annuale della Corte dei Conti (KLSH), lo Stato, attraverso le informazioni fornite dal Ministero dell'Economia, ha un pacchetto azionario su 13 società (sh.a) per un totale complessivo del 50% delle quote. Nella maggior parte dei casi, secondo la relazione del KLSH, il Ministero ha chiesto la privatizzazione delle quote che ha in possesso, rivolgendosi diverse volte al gruppo di azionisti ma con scarsi risultati. La ARMO insiste nel proseguire la sua attività, non approvando la decisione relativa alla privatizzazione delle quote statali.<br />
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