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Zagabria - La storia di tanti anni, relativa alla costruzione del terminal a gas naturale liquefatto (LNG) sull'isola di Krk (Veglia), ha subito un altro capovolgimento dopo la recente visita dell'inviato speciale per l'energia del Ministero americano degli…
Zagabria - La storia di tanti anni, relativa alla costruzione del terminal a gas naturale liquefatto (LNG) sull'isola di Krk (Veglia), ha subito un altro capovolgimento dopo la recente visita dell'inviato speciale per l'energia del Ministero americano degli Affari Esteri, Amos Hochstein, a Zagabria, scrive il quotidiano Jutarnji list, sabato 5 marzo. Secondo le informazioni, lanciate dopo l'incontro che Hochestein ha avuto presso il Governo croato, la Croazia rinuncerà alla costruzione del terminal a terra finora sviluppato ed aderirà alla costruzione del terminal galleggiante. In generale, si tratta di un avvenimento già previsto, dato che i media dal corso dei mesi stavano riportando notizie sulle pressioni dell'amministrazione americana verso le istituzioni croate di rivedere i loro piani d'investimento e di avviare la costruzione di un piccolo ed economico terminal galleggiante. Tuttavia, le reazioni dopo la visita di Hochstein sono importanti per due motivi. Il primo motivo è il fatto che si tratta della prima conferma ufficiale che la Croazia intende rivedere il progetto, mentre il secondo motivo indica che il destino di quel progetto potrebbe essere causa di disaccordi all'interno della coalizione di Governo. Tale fatto è evidente dagli incontri separati che Hochstein ed i membri della sua delegazione hanno avuto a Zagabria, con il primo Vice Primo Ministro, Tomislav Karamarko, con il Vice Primo Ministro, Bozo Petrov, e con il Premier croato, Tihomir Oreskovic. Mentre Karamarko ha sostenuto incondizionatamente la proposta americana, anche Petrov ha fatto la stessa cosa, mentre Oreskovic ha insistito sull'attuazione di un'analisi completa prima di prendere una decisione. Il progetto ufficiale, elaborato da parte della società statale LNG Hrvatska, prevede il terminal a terra dalla capacità di 4-6 miliardi di metri cubi, mentre il concetto di terminal galleggiante prevede un investimento abbastanza inferiore, senza il coinvolgimento dell'industria edile, nonché una realizzazione più veloce con un piccolo rischio degli investimenti. Secondo le informazioni, il terminal galleggiante potrebbe iniziare a lavorare entro il 2019, quando la società russa Gazprom ha annunciato la riduzione radicale del trasporto del gas tramite l'Ucraina, e per tale motivo vi è un interesse logico degli Stati Uniti proprio verso il progetto menzionato. Tuttavia, se la Croazia deciderà di modificare il concetto, ciò porterà ad alcuni rischi. Per cominciare, la modifica del concetto dovrebbe essere armonizzata con le istituzioni dell'UE, la quale finora includeva proprio il terminal a terra nei suoi documenti strategici. Dall'altra parte, è discutibile anche il rapporto con gli investitori, i quali finora hanno mostrato l'interesse al terminal a terra, cioè la reputazione internazionale della Croazia come una destinazione degli investimenti. Inoltre, la modifica del concetto richiede cambiamenti seri nella documentazione progettuale, la ripetizione del processo dell'approvazione del permesso ambientale e la necessità di risolvere la questione del finanziamento dei gasdotti esterni, senza i quali il terminal non ha senso, e nei quali la società croata Plinacro dovrebbe investire circa 300 milioni di euro. Tale costo dovrebbe essere coperto dai fondi dell'UE o in base agli accordi a lungo termine sulla capacità, i quali la Plinacro otterrà dalle società che importeranno il gas. Tuttavia, il principale rischio è probabilmente un blocco politico, il quale proverrebbe il disaccordo della coalizione di Governo, cita l'avviso.<br /> <br /> <br />
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