Parliamone.
Discutiamone.
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Tirana - La Polizia di Durazzo in cooperazione con la Direzione delle Dogane, ha sequestrato 550 mila pacchetti di sigarette di contrabbando, prodotte in Turchia con un valore di 154 milioni di lek, oltre 1 milione di euro. L'operazione della…
Tirana - La Polizia di Durazzo in cooperazione con la Direzione delle Dogane, ha sequestrato 550 mila pacchetti di sigarette di contrabbando, prodotte in Turchia con un valore di 154 milioni di lek, oltre 1 milione di euro. L'operazione della Polizia codata "Eklips" (Eclissi) è stata realizzata presso il Porto di Durazzo dove sono state arrestate tre persone sospettate: Irfan Ahmeti, 46 anni, cittadino macedone, ma di etnia albanese; Gjyljen Sami, 52 anni cittadino turco, e residente nella Fyrom-Macedonia; e Ilir Dengu, 53 anni di Tirana. La merce ovvero 11 tonnellate di sigarette "Merhaba" era stata caricata su un camion targato: AA 679 KU e un rimorchio TR 0349 R e la sua destinazione ufficiale era l'Italia. Dalle indagini è emerso che la destinazione finale della merce era la Slovacchia. L'operazione è scattata in seguito alle indagini di diversi giorni, dalle strutture di anti-contrabbando, in cooperazione con la sezione contro il crimine economico e finanziario di Durazzo. Le strutture sono riuscite a scoprire che la merce sequestrata era stata caricata in Montenegro e non aveva una documentazione regolare e destinazione stabilita. Dal comunicato della Polizia si apprende che l'operazione è stata realizzata grazie anche alle informazioni ottenute dai servizi omologhi esteri. [1] [2] [3] [4] [5]<br /> Un canale mediatico locale, facendo riferimento alle fonti della Polizia, ha reso noto che esistono sospetti ragionevoli che inducono a pensare che la destinazione reale della merce fosse un Paese nell'Africa del Nord. Secondo le stesse, i servizi britannici hanno segnalato alle autorità albanesi che un camion con sigarette stava giungendo dal Montenegro. Questi hanno chiesto alla Dogana e alla Polizia albanese di tenere sotto osservazione il camion, che aveva come destinazione la Slovacchia. Ma le Dogane hanno fatto passare il camion a Scutari nonostante il sospetto legato al contrabbando e l'hanno mandato alla Dogana di Tirana, per accertamenti. Questa ha confermato la regolarità della documentazione. Infatti il carico era munito di un permesso di transito attraverso l'Albania. Ma stranamente, l'autista dell'autotreno e la persona che lo accompagnava sono stati arrestati a Durazzo. I britannici hanno precisato che le sigarette potevano essere immagazzinate in Albania e in seguito deviare dall'itinerario finale la Slovacchia, per entrare nella Fyrom-Macedonia. Tuttavia, gli stessi servizi britannici hanno raccomandato alle autorità albanesi di non intervenire, se il camion avesse proseguito la sua corsa verso il Porto di Durazzo, permettendo alle Forze dell'ordine italiane di occuparsi del caso. [6]<br /> <br /> <strong> Smentiscono le autorità slovacche</strong><br /> Le autorità slovacche hanno negato che la Slovacchia era la destinazione finale di 550 mila pacchetti di sigarette, bloccate nel Porto di Durazzo. Le autorità doganali slovacche hanno spiegato che la società "Afrodating" che ha ordinato ed acquistato le sigarette in Montenegro, non risulta registrata nel loro Paese. La società, non ha diritto di occuparsi dei prodotti di tabacco, e secondo le autorità slovacche, non opera come magazzino della dogana né è autorizzata ad acquistare o vendere prodotti di tabacco in Slovacchia. Secondo le fonti, alle risposte che le autorità slovacche, hanno inviato alla procura di Durazzo, anche il timbro "Ministero Slovacco delle Finanze" sul documento che si presume sia stato rilasciato dalla Dogana Slovacca e che accompagnava le sigarette "Merhaba" è falso.[7]<br /> Intanto per mancanza di prove, la Corte di primo grado di Durazzo, ha lasciato libero in cambio di una cauzione di 15 mila euro Gjuljen Sami, la persona che ha ordinato la merce, ha stabilito l'obbligo di presentazione due volte al mese per l'autista del camion, Ilir Dengu. Per Irfan Ahmeti la misura di sicurezza è stata posticipata, perché i suoi famigliari non sono riusciti a pagare in tempo la cauzione di 10 mila euro per la sua liberazione.[8] <strong>"Merhaba" prodotta in Montenegro, registrata in Albania, Polonia e Fyrom</strong><br /> Le sigarette con marchio turco "Merhaba" vengono prodotte in Montenegro dalla società "Tobacco Plant AD" Podgorica nella zona chiamata Donja Gorica, con numero di contatto 00 382 20 243 228. La fabbrica montenegrina è stata acquistata solo alcune settimane fa (14 febbraio 2016) dalla società BMJ Industries incorporata nella Zona Franca di Ras-Al-Khajmah degli Emirati Arabi Uniti EAU (per maggiori informazioni): http://www.gov.me/en/News/157628/Agreements-on-recapitalisation-and-management-of-New-Tobacco-Plant-AD-Podgorica-signed-with.html). Negli EAU la società BMJ Industries è controllata, a sua volta, da una compagnia di copertura (shell company) chiamata Leyland registrata nella Liberty FZE Hamra Ras-Al-Khajmah, con numero di registrazione RAKIA51-FZ3 11092282. I titolari di questa società negli EUA sono i signori Fadil Younis (palestinesi), Ali Syed e Ranu Ziad. Il loro partner ufficiale in Montenegro è Zoran Djurkovic, ma probabilmente il loro partner reale è un certo "Aco" (abbreviativo di Aleksandar in serbo) con forti legami famigliari con la politica montenegrina. "Tabaco Plant AD" per esportare le sigarette prodotte nella sua fabbrica (marchi Golden Port, Merhaba, Double Gold, la marca contraffatta Partner produce falsificando un noto e vecchio marchio di sigarette di un Paese dell'Africa del Nord) generalmente utilizza il Porto di Bar, ma l'Albania viene impiegata come rotta alternativa di esportazione a causa dei continui legami con navi di tipo "general cargo" ed i porti di un Paese nell'Africa del Nord.<br /> La società di produzione delle sigarette "Merhaba" ha una propria filiale nella Fyrom-Macedonia, basata nella ex società del periodo di Tito, la "Tutunski Kombinat AD" a Prilep. La persona ufficiale di contatto della Merhaba è Viktor Mitrevski con numero di contatto 00 389 2 244 2971, mentre il boss della Merhaba macedone è Sasa Banjkanski. Di solito le vendite della Merhaba macedone avvengono in quantità minima ovvero 225.000 pacchetti ossia 450 scatole pari a 4.5 tonnellate. Da aprile del 2015 l'azienda Merhaba ha registrato legalmente i suoi marchi anche in Polonia. I colleghi investigativi polacchi, da settimane stanno investigando con successo l'attività di questa compagnia sul territorio polacco. La "Merhaba" è registrata legalmente presso il Centro di Registrazione delle Società (QKR) a Tirana. La stessa ha protetto il suo marchio dalla pirateria come "Marhaban Silver". La società si chiama "Merhaba International Trade" nelle mani di Skender Dedja con indirizzo "Rruga Ismail Qemali, unità comunale nr. 5 Palazzo Fratari con numero di contatto: 04 223 0482 e 066 70 808 33. La stessa è stata fondata nel 2014 con numero di NIUS: L42424006P. In base ai dati fiscali ha pagato regolarmente le tasse. [9] <strong>Dove finiscono le sigarette del Montenegro</strong><br /> Ormai è stato provato oltre ogni ragionevole dubbio che le sigarette prodotte in Montenegro finiscono per essere vendute tramite il contrabbando in vari Paesi dell'Africa del Nord, nella parte chiamata Zona Sahel, ossia in Paesi come la Libia, il Mali, il Burkina Faso (la ex Upper Volta), il Niger, la Tunisia ecc. Una buona parte delle entrate ricavate da queste vendite finisce nelle casse del franchising libico del Califfato Islamico stabilito nella zona di Sirte in Libia. In tutta questa storia di sigarette resta inoltre poco chiaro il perché gli ufficiali del Mukhabarat egiziano sono intervenuti nei confronti degli ufficiali della Dogana nella zona fiscale di Port Said, affinché questi ultimi non ostacolassero i container con le sigarette "Merhaba", "Partner" e un marchio egiziano anche questo prodotto contraffatto in Montenegro, per entrare attraverso il territorio fiscale egiziano. L'intercettazione della suddetta quantità di sigarette non è semplicemente un entrata di denaro per il bilancio dello Stato albanese, ma un prezioso contributo della Polizia albanese nella lotta anti-terrorismo. Resta tuttavia da vedere chi è l'equivalente di "Aco" del Montenegro in Albania. [10]
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