Parliamone.
Discutiamone.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.
Belgrado - Il Ministro degli Affari Esteri della Serbia, Ivica Dacic, ha dichiarato, mercoledì17 febbraio, che il Governo della Serbia si trova ad affrontare attacchi senza scrupoli a causa delle relazioni con la Russia e la NATO, aggiungendo che il…
Belgrado - Il Ministro degli Affari Esteri della Serbia, Ivica Dacic, ha dichiarato, mercoledì17 febbraio, che il Governo della Serbia si trova ad affrontare attacchi senza scrupoli a causa delle relazioni con la Russia e la NATO, aggiungendo che il Governo, da un lato, subisce pressioni perché è orientato verso la NATO, e dall'altro perché è troppo vicino alla Russia a causa del centro umanitario serbo-russo a Nis. Dacic ha riferito che la Serbia sta conducendo la politica della neutralità militare e che tutto quello che è stato fatto in collaborazione con la NATO, è stato stabilito dai documenti firmati durante il Governo dell'ex Primo Ministro, Vojislav Kostunica. Per quanto riguarda il Centro umanitario serbo-russo a Nis, Dacic ha ricordato che la sua fondazione è stata determinata dall'accordo firmato dall'ex Presidente della Serbia, Boris Tadic, aggiungendo che Tadic ha inoltre ratificato, il 14 dicembre 2006, a Bruxelles, il Documento quadro con il quale la Serbia è diventata anche formalmente partecipante del Programma Partenariato per la pace. Dacic ha ribadito che, il Governo della Serbia sta conducendo una politica chiara che riguarda la neutralità militare, l'adesione all'Unione Europea ed i rapporti amichevoli con la Russia. Secondo il DSS, l'accordo tra il Governo della Serbia e la NATO sulla collaborazione nell'ambito del supporto logistico è molto pericolosa e la NATO potrebbe abusarne. Il DSS ha chiesto al Presidente della Serbia, Tomislav Nikolic, di non firmare il decreto sulla promulgazione della legge. Dacic ha affermato che nessun atto del Governo della Serbia prevede la partecipazione al Piano d'azione per l'adesione, e la NATO lo rispetta. Questi ha inoltre affermato che tutti i Paesi partner godono dell'accordo SOFA e dell'accordo sul supporto logistico e che, in questo modo, si creano le condizioni per la modernizzazione dell'istituto tecnico e di revisione a Kragujevac. Per quanto riguarda l'accordo SOFA con la NATO, questo è un accordo bilaterale che fornisce i privilegi alle forze armate serbe sul territorio della NATO, a differenza dell'accordo firmato da Tadic con Condoleezza Rice, il quale fornisce privilegi solo all'esercito statunitense, con cui è d'accordo il Governo di Kostunica, ha asserito Dacic. Questi ha inoltre ricordato che i Governi della Russia e della Serbia hanno firmato, il 20 ottobre 2009, durante la visita dell'ex Presidente, Dmitry Medvedev, in presenza di Boris Tadic, l'Accordo di cooperazione nel campo della risposta umanitaria di emergenza, la prevenzione delle catastrofi naturali e le avarie tecnogene e l'eliminazione delle loro conseguenze, aggiungendo che ciò ha stabilito la fondazione del Centro umanitario serbo-russo a Nis, nonché il fatto che il personale russo gode dello status giuridico stabilito per il personale amministrativo e tecnico dell'Ambasciata della Russia, in conformità con la Convenzione di Vienna sui rapporti diplomatici del 1961.[1] Dopo l'adozione della legge sulla collaborazione tra la Serbia e la NATO, la Russia ha avvertito Belgrado che dovrà rispettare la politica della neutralità militare. Secondo il quotidiano serbo Blic, Mosca, con un tale messaggio, vuole esercitare la pressione sulla Serbia affinché il Centro umanitario russo-serbo a Nis ottenga lo status speciale di extraterritorialità. Il personale di questo centro otterrà l'immunità diplomatica e la Serbia perderà la possibilità di controllare i veicoli e velivoli. Dato che nessun membro dell'UE ha una tale base sul proprio territorio, una tale mossa potrebbe fermare la Serbia sul cammino europeo, cosa che questo Paese balcanico non può permettersi. Secondo il Blic, il Primo Ministro Aleksandar Vucic, diverse volte, sia a Mosca che a Belgrado, l'ha ribadito al Presidente della Russia, Vladimir Putin. Secondo l'analista politico di Washington, Daniel Serwer, tra poco tutti i vicini della Serbia saranno nella NATO, perciò si chiede quale senso abbia la base russa in Serbia.[2] Secondo il quotidiano di Mosca Kommersant, la Serbia, che Mosca vede come un importante alleato nei Balcani, ha fatto un passo molto grande verso la NATO. Secondo Kommersant, il Primo Ministro Vucic favorisce i rapporti alleati con l'Alleanza, come testimonia il fatto che il Parlamento della Serbia ha ratificato l'Accordo che consente alla NATO la libertà di movimento sul territorio serbo e l'immunità diplomatica. Sempre secondo Kommersant, Belgrado, con questo atto, non ha rifiutato formalmente la politica di neutralità ma ha ampliato attivamente la cooperazione con la NATO. Secondo le fonti anonime di Kommersant, vicine ai circoli del Governo della Serbia, è poco probabile che il Presidente della Serbia, Tomislav Nikolic, metta il veto sull'Accordo e si confronti con il Primo Ministro. Kommersant cita l'analista serbo Dragomir Andjelkovic, il quale ritiene che dopo la ratifica dell'accordo con la NATO, la Serbia potrà concordare le stesse condizioni anche per la Russia, nel quadro del centro umanitario a Nis. Kommersant ricorda che l'accordo sulle condizioni di permanenza del personale nel centro a Nis doveva essere firmato durante la visita del Presidente russo a Belgrado, nell'autunno 2014, ma ciò non è successo. Sempre secondo Kommersant, neanche la visita del Vice Primo Ministro del Governo della Russia, Dmitry Rogozin, tenutasi nel mese di gennaio dell'anno corrente a Belgrado, non ha potuto avvicinare le posizioni di Belgrado e Mosca. Il giornale russo ha riferito che Belgrado è diventato irrequieto a seguito della dichiarazione di Rogozin sulle conseguenze delle integrazioni della Serbia nell'UE, nonché a causa del suo incontro con il leader del Partito Radicale serbo (SRS), Vojislav Seselj. Tale incontro ha anche suscitato la reazione del Presidente Nikolic, il quale non ha nascosto il suo rancore.[3] Il portavoce del Ministero degli Affari Esteri della Russia, Maria Zakharova, commentando l'accordo tra la Serbia e l'Alleanza in materia del supporto logistico, recentemente ratificato nel Parlamento della Serbia, ha sottolineato di nuovo l'affetto della Serbia circa la neutralità militare, valutando che la NATO è importuna perché vuole intromettersi il più possibile nei Paesi nella sua orbita, riporta Sputnjik. [4] Il Primo Ministro Aleksandar Vucic, durante l'incontro con l'Ambasciatore della Federazione Russa, Alexander Chepurin, ha ribadito l'atteggiamento ufficiale della Serbia di restare militarmente neutrale, aggiungendo che vuole aderire all'Unione europea e mantenere l'amicizia tradizionale e i buoni rapporti con Mosca ufficiale. Vucic e Chepurin hanno constatato che i rapporti politici tra i due Paesi sono a livello alto e che rispecchiano l'amicizia tradizionale dei due popoli. Chepurin ha confermato la visita del primo Ministro della Russa, Dmitry Medvedev, il quale si recherà in Serbia su invito di Vucic, aggiungendo che occorre solo la data della stessa. I due interlocutori hanno convenuto che tale visita è molto importante sia per la Serbia che la Russia e che sarà l'opportunità di vedere cosa è stato fatto nel miglioramento della cooperazione economica, nonché stabilire le nuove opportunità d'affari. [5] Il Presidente del DSS, Sanda Raskovic Ivic, ha detto che l'obiettivo dei passi, che la coalizione di Governo sta intraprendendo, è quello di portare la Serbia alla NATO. Raskovic Ivic ha ricordato che durante la coalizione DS-SPS, e non durante il Governo del DSS, vi è stata la ratifica l'entrata in vigore la legge sulla conferma dell'accordo del Governo della Serbia ed il Governo degli Stati Uniti sulla protezione dello status e l'accesso e l'uso delle infrastrutture militari in Serbia nel maggio 2009. Secondo Raskovic Ivic, Dacic, in quanto Ministro degli Affari Esteri, deve sapere che l'accordo proposto sulle condizioni di soggiorno, i privilegi e l'immunità del centro umanitario russo-serbo a Nis, nell'ultimo momento è stato ritirato dall'ordine di giorno durante la visita di Vladimir Putin in Serbia nell'ottobre 2014. Raskovic Ivic esorta Dacic, se sinceramente sostiene la neutralità militare della Serbia, a far tutto affinché l'accordo con la Russia venga messo all'ordine del giorno e che sarà ratificato durante il mandato del Governo attuale. [6]
Hai letto il sommario. Il corpo dell'articolo, le fonti e la rete di entità collegate sono riservate ai nostri lettori.
L'Osservatorio Italiano è un riferimento economico tra l'Italia e il mondo, al servizio delle PMI. Inizia da una breve presentazione del progetto.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.